Home

DOMINAE terzo e quarto incontro

Il coraggio della parola: Politkovskaja e Fallaci, due sguardi liberi
con DOMINAE di sos KORAI ODV

Ci sono voci che non si limitano a raccontare il mondo: lo interrogano, lo sfidano, lo mettono a nudo. Voci che non cercano consenso, ma verità. A questa idea esigente e necessaria di parola si ispirano i prossimi due appuntamenti di DOMINAE, il progetto culturale di sos KORAI ODV per i diritti delle donne che, a Tropea, dedica un omaggio a due figure femminili tra le più incisive e controverse del giornalismo contemporaneo: Anna Politkovskaja e Oriana Fallaci.

Due destini lontani, due scritture diverse per tono e visione, eppure attraversate dalla stessa urgenza: dire, anche quando dire significa esporsi, pagare un prezzo, restare soli.
Lunedì 30 marzo, DOMINAE accenderà i riflettori su Anna Politkovskaja.
Politkovskaja ha raccontato la guerra da dentro, dando voce agli invisibili della Cecenia e denunciando con rigore le violazioni dei diritti umani nella Russia contemporanea. La sua è una parola che ascolta e accoglie, che restituisce dignità alle vittime. Una parola che, alla fine, le è costata la vita, trasformandola in un simbolo universale della libertà di stampa.
Martedì 31 marzo sarà invece dedicato a Oriana Fallaci che ha fatto della parola un’arma affilata, capace di penetrare nei palazzi del potere e di sfidare senza timore i protagonisti della storia. Dalle interviste ai grandi leader internazionali agli scritti più controversi della sua maturità, la sua voce non ha mai smesso di provocare, dividere, accendere il dibattito pubblico. Amata e criticata, resta una presenza impossibile da ignorare, per la forza e la radicalità del suo pensiero.
A restituire profondità e complessità a queste due DOMINAE saranno due docenti di Lettere dell’Istituto Superiore di Tropea: Michela Ruffa, del Liceo Scientifico, che guiderà il pubblico nell’universo umano e professionale di Politkovskaja, e Bruna Quattrone, del Liceo Classico, che accompagnerà l’analisi della figura di Fallaci soffermandosi particolarmente sul suo essere donna.
Il primo incontro sarà condotto dalla socia Alessia Chiapparo, il secondo dalla socia Samantha Marinella, in un dialogo che intreccia competenze, sensibilità e passione civile.
Ad accogliere il pubblico, alle ore 18,00, del 30 e 31 di Marzo, nel gioiello barocco della Cappella dei Nobili, il Priore della Congrega dei Bianchi di San Nicola, Giuseppe Maria Romano, e la Presidente di sos KORAI ODV, Beatrice Lento.
In un tempo in cui la parola è spesso consumata, svuotata, semplificata, DOMINAE invita a riscoprirne il peso, il rischio e la responsabilità. E lo fa attraverso due donne che, in modi diversi, hanno scelto di non arretrare.
Tropea 23 Marzo 2026
La Presidente di sos KORAI
ODV per i diritti delle donne
Dott.ssa Beatrice Lento

Quando l’amore diventa impegno

https://parvafavilla.it/tropea-e-la-bellezza-della-sua-anima-quando-lamore-diventa-impegno/

La Scandalosa Secondo Step DOMINAE

 

TROPEA: Simone de Beauvoir e la scandalosa libertà del pensiero

Secondo appuntamento DOMINAE. di sos KORAI

Una vita in controtendenza, un’intelligenza capace di scardinare certezze secolari, un pensiero destinato a cambiare per sempre la storia delle donne e del Novecento. Simone de Beauvoir è stata la protagonista del secondo appuntamento di DOMINAE, il ciclo di incontri promosso dall’associazione sos KORAI, impegnata nella tutela dei diritti femminili e nella diffusione della cultura della parità.
A introdurre la serata sono stati il priore della Congrega dei Bianchi di San Nicola, Giuseppe Maria Romano, e la presidente di sos KORAI, Beatrice Lento. La relazione è stata affidata ad Angelo Stumpo, mentre la conduzione è stata curata da Salvatore Rizzo, entrambi soci, storici e filosofi.
Il nome di Simone de Beauvoir resta indissolubilmente legato al suo capolavoro, Il secondo sesso (1949), un’opera che non si limita a raccontare la condizione femminile: la analizza, la smonta, la ricostruisce. È il libro che ha inaugurato una nuova stagione del pensiero femminista, mostrando come la donna sia stata modellata da strutture culturali, sociali e simboliche che ne hanno limitato la libertà.
Figura complessa e spesso controversa, de Beauvoir ha fatto della libertà il centro della propria esistenza. Libertà intellettuale, certo, ma anche libertà esistenziale: il diritto di scegliere la propria vita al di là delle convenzioni. Il suo pensiero nasce nel clima dell’Esistenzialismo, lo stesso che portò Albert Camus a scrivere Il mito di Sisifo, con la sua celebre metafora dell’assurdo.
Fin da bambina, Simone mostra un’intelligenza fuori dal comune. Il padre, colpito dalla sua vivacità mentale, diceva: «Mia figlia pensa come un uomo», frase che oggi suona come un paradossale complimento, ma che rivela quanto il pensiero critico fosse considerato un privilegio maschile.
Determinante fu l’incontro con Jean-Paul Sartre. Tra i due nacque un legame intellettuale e affettivo destinato a durare tutta la vita. Non si sposarono mai: de Beauvoir rifiutava matrimonio e maternità, convinta che potessero trasformarsi in vincoli per la libertà femminile. Il loro fu un sodalizio unico, fondato su autonomia e responsabilità reciproca.
La sua vita privata anticonvenzionale, insieme alle sue posizioni femministe e pacifiste, attirò critiche feroci. Tra le accuse che più la ferivano, quella di essere una semplice allieva di Sartre. Un’etichetta che respingeva con decisione, così come rifiutava ogni classificazione rigida del proprio orientamento affettivo. Nel 1943, dopo una denuncia legata a una relazione con una sua allieva diciottenne, venne sospesa dall’insegnamento. Da quel momento si dedicò completamente alla scrittura.
La frase simbolo del femminismo contemporaneo porta la sua firma: «Donna non si nasce, lo si diventa». Con queste parole, de Beauvoir denunciava il peso dei condizionamenti sociali che costruiscono il ruolo femminile. Le sue opere, spesso attraversate da un velo autobiografico, trasformano l’esperienza personale in una riflessione collettiva.
Per lei il lavoro era uno strumento essenziale di emancipazione, mentre la famiglia tradizionale rischiava di diventare la prima cellula del sistema patriarcale. Pur impegnata nelle battaglie civili, non aderì mai al comunismo: criticava ogni riduzione della donna a semplice ingranaggio produttivo. Il valore femminile, sosteneva, è intrinseco alla persona.
Nel 1971 promosse il celebre Manifesto delle 343, in cui altrettante donne dichiararono pubblicamente di aver abortito, sfidando una legge che prevedeva pene severe. Un gesto dirompente, che aprì un dibattito destinato a trasformare la società.
Dopo la morte di Sartre nel 1981, de Beauvoir continuò a scrivere e a intervenire nel dibattito culturale fino alla sua scomparsa, il 14 aprile 1986. La sua eredità è immensa: ha aperto nuove strade nella lotta per la libertà femminile, immaginando non una guerra tra i sessi, ma una società fondata sul dialogo e sul rispetto reciproco.
Se per secoli la storia è stata scritta senza le donne, con Simone de Beauvoir si comincia finalmente a scriverla anche con loro.
Tropea 13 Marzo

La Presidente di sos KORAI
ODV per i Diritti delle Donne
Dott.ssa Beatrice Lento

ZAMPOGNA: DOMINA N.1

 

Il respiro antico della zampogna: Lucia Quattrocchi incanta Tropea

Alla rassegna DOMINAE di sos KORAI la lezione‑concerto dell’unica zampognara donna in Calabria, un viaggio tra mito, memoria e sogni che chiedono di essere ascoltati

Nella penombra raccolta della Cappella dei Nobili di Tropea, il suono della zampogna è tornato a vibrare come un richiamo primordiale. Un soffio antico, capace di attraversare i secoli e di toccare corde profonde dell’immaginario. A guidare il pubblico in questo viaggio è stata Lucia Quattrocchi, l’unica zampognara donna in Calabria, protagonista della rassegna DOMINAE.

In Italia le donne che suonano la zampogna si contano sulle dita di una mano, quasi tutte nel Sud. Non è un caso: per secoli, alle donne non era neppure concesso sfiorare questo strumento, considerato dominio esclusivo degli uomini. La zampogna nasce da un mondo contadino dove nulla veniva sprecato e tutto aveva un senso profondo: perfino la pelle della capra, animale indispensabile alla vita rurale, diventava l’otre che custodisce il respiro del musicista. Un gesto di rispetto verso la natura, un patto antico tra uomo e creato.

Durante la lezione‑concerto, Lucia ha presentato Rita, la sua zampogna a cinque canne, la “regina” dei suoi strumenti. Le altre portano nomi femminili legati agli affetti più intimi, come se ogni zampogna fosse una compagna di viaggio. Sull’otre spicca un fiocchetto rosso: un tempo serviva a proteggere dal malocchio, oggi Lucia lo conserva perché quel tocco di colore accende il bianco e il marrone dello strumento.

Il suono della zampogna ha accompagnato per secoli la vita delle comunità del Sud: ha segnato stagioni, feste, riti, momenti di gioia e perfino di lutto. Quando muore uno zampognaro, gli altri si riuniscono e fanno “piangere” gli strumenti in suo onore. È un linguaggio che non ha bisogno di parole.

Anche la costruzione della zampogna è un’arte che richiede pazienza e sapienza. I mastri artigiani scelgono legni sonori – spesso di alberi da frutto – tagliati nella settimana di luna piena di gennaio, quando la pianta riposa e il legno è più stabile. Poi lo lasciano stagionare per dieci o quindici anni, prima di lavorarlo al tornio e rifinirlo a mano con utensili che sembrano usciti da un’altra epoca.

Nel mondo degli zampognari non si dice “suonare”: si dice “facimu sonu”. E c’è una differenza sottile ma decisiva tra chi “sona” e chi è davvero “sonaturi” . «Io aspiro a essere definita così» confessa Lucia con semplicità.

Nell’immaginario popolare la zampogna è legata soprattutto al Natale: il suo respiro richiama quello del Bambino appena nato. I fusi rappresentano simbolicamente la famiglia: prima si accordano marito e moglie, poi i figli, finché tutto trova armonia. «Ascoltate» invita Lucia. E nel suono sembra davvero affiorare il pianto di un neonato.

Curiosamente, la provincia di Vibo Valentia è l’unica zona della Calabria dove la zampogna non è diffusa. Un’assenza che sorprende e rattrista Lucia, che vive proprio a Vibo Marina. «Abbiamo patrimoni straordinari – ricorda – fatti di cibo, parole, riti, abitudini. Ma spesso non li valorizziamo. L’apatia rischia di far perdere ai giovani queste radici».

Per lei la zampogna non è solo uno strumento: è una compagna fedele, una porta aperta su un mondo tradizionalmente maschile dove è stata accolta per ciò che è, non per ciò che rappresenta. «Non suono per rivendicare diritti femminili» dice. «Suono perché mi piace. L’unico diritto che rivendico, senza distinzione di genere, è quello di realizzare i propri sogni».

E aggiunge una frase che sembra racchiudere l’essenza stessa della sua arte: «Se alla zampogna non dai la tua anima, non suonerà mai davvero. Ma se invece di suonarla la respiri, lei ti prende per mano e ti conduce in una dimensione affascinante, dove puoi scoprire la tua essenza e quella dell’universo».

A Nocera Terinese esiste anche un Conservatorio in cui s’insegna la zampogna che Lucia frequenta insieme ad altri appassionati arrivati da lontano. Sognatori, come lei. Custodi di un respiro antico che continua a parlare al presente.

Tropea 12 Marzo 2026
La Presidente di sos KORAI
ODV per i diritti delle donne
Beatrice Lento

Secondo appuntamento DOMINAE

«Donna non si nasce, lo si diventa»: Simone de Beauvoir al centro del secondo incontro di DOMINAE

La rassegna DOMINAE, promossa da sos KORAI ODV per i diritti delle donne prosegue giovedì 12 alle ore 18.00 con il secondo appuntamento dedicato a Simone de Beauvoir, figura chiave del pensiero femminista e della filosofia del Novecento.

Dopo l’incontro, condotto dalla socia Alessandra Giuliana Granata, in programma a Tropea per l’11 Marzo,  con la ZAMPOGNA portata in scena dalla musicista e docente Lucia Quattrocchi, la rassegna proseguirà sempre nella suggestiva Cappella dei Nobili, prezioso scrigno barocco affidato alla Congrega Nobile dei Bianchi di San Nicola.

Ad aprire i lavori saranno Beatrice Lento, presidente di sos KORAI, e Giuseppe Maria Romano, Priore della Congrega.

La serata sarà guidata dal socio Salvatore Rizzo, mentre il filosofo e storico Angelo Stumpo, anch’egli socio, offrirà un ritratto della De Beauvoir.

Autrice del rivoluzionario Il secondo sesso (1949), De Beauvoir ha scardinato secoli di stereotipi analizzando le radici culturali della subordinazione femminile. La sua frase più celebre «Donna non si nasce, lo si diventa» continua a essere un manifesto di libertà e consapevolezza, ricordando che il genere non è destino biologico, ma costruzione sociale.

Il suo pensiero, fondato su libertà, responsabilità e autodeterminazione, ha cambiato il modo di guardare alla condizione femminile e resta oggi di straordinaria attualità.

Con questo nuovo appuntamento, DOMINAE conferma la sua missione: riportare al centro donne che, con il loro coraggio e la loro visione, hanno aperto strade nuove nella storia e nella coscienza civile.

Tropea 10 Marzo 2026
La Presidente di sos KORAI
ODV per i diritti delle donne
Dott.ssa Beatrice Lento

Primo appuntamento DOMINAE

Tropea celebra le donne: al via DOMINAE, la rassegna di sos KORAI che accende i riflettori sul talento femminile

Cultura, musica e memoria: quattro appuntamenti dedicati a figure femminili straordinarie: si inizia con la Zampogna di Lucia Quattrocchi.

 

A Tropea il mese di marzo si apre nel segno delle donne, del loro talento e del loro percorso di libertà. Con la rassegna DOMINAE – Storie di Donne Valorose, l’Organizzazione di Volontariato sos KORAI, presieduta da Beatrice Lento, rinnova il proprio impegno culturale e civile per dare voce a figure femminili che hanno lasciato un segno nel pensiero, nella cultura e nella società.

Il primo appuntamento è in programma mercoledì 11 marzo, alle ore 18.00, nella Cappella dei Nobili di Tropea. La rassegna si articolerà nel corso del mese con quattro incontri previsti nelle giornate dell’11, 12, 30 e 31 marzo.

Dopo il partecipato evento dell’8 marzo, organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna e accolto con grande interesse dal pubblico, sos KORAI ripropone questa iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, con l’obiettivo di riportare alla luce il talento, la forza e il contributo delle donne, troppo spesso trascurati o marginalizzati nel racconto della storia.

Ricordare e valorizzare queste esperienze significa riconoscere il lungo percorso di libertà intrapreso dalle donne e il loro impegno nel superare gli ostacoli imposti da una cultura patriarcale che solo negli ultimi decenni ha iniziato ad aprirsi, seppur gradualmente, a una visione più equilibrata e rispettosa dei generi.

Ad inaugurare la rassegna sarà una protagonista speciale: la Zampogna, strumento profondamente legato alla tradizione, alle radici e all’identità culturale della Calabria. A interpretarla sarà Lucia Quattrocchi, unica donna zampognara della Calabria e forse d’Italia.

Nei successivi appuntamenti saranno ricordate tre grandi figure del pensiero e del giornalismo internazionale: Simone de Beauvoir, Anna Politkovskaja e Oriana Fallaci, presentate rispettivamente da Angelo Stumpo, Michela Ruffa e Bruna Quattrone.

A patrocinare la rassegna sono importanti istituzioni della città di Tropea: la Congrega Nobile dei Bianchi di San Nicola, l’Istituto di Istruzione Superiore, l’Associazione Turistica Pro Loco, il Club per l’UNESCO e la Consulta delle Associazioni.

Con DOMINAE sos KORAI vuole continuare a dare voce alle storie, al pensiero e al coraggio delle donne. Raccontarle significa non solo renderne visibile il valore, ma anche contribuire a costruire una cultura più giusta, fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla piena dignità di ogni persona

Beatrice Lento

Presidente di sos KORAI ODV

Al via DOMINAE primo appuntamento LA ZAMPOGNA

Tropea celebra le donne: al via DOMINAE, la rassegna di sos KORAI che accende i riflettori sul talento femminile

Cultura, musica e memoria: quattro appuntamenti dedicati a figure femminili straordinarie: si inizia con la Zampogna di Lucia Quattrocchi.

 

A Tropea il mese di marzo si apre nel segno delle donne, del loro talento e del loro percorso di libertà. Con la rassegna DOMINAE – Storie di Donne Valorose, l’Organizzazione di Volontariato sos KORAI, presieduta da Beatrice Lento, rinnova il proprio impegno culturale e civile per dare voce a figure femminili che hanno lasciato un segno nel pensiero, nella cultura e nella società.

Il primo appuntamento è in programma mercoledì 11 marzo, alle ore 18.00, nella Cappella dei Nobili di Tropea. La rassegna si articolerà nel corso del mese con quattro incontri previsti nelle giornate dell’11, 12, 30 e 31 marzo.

Dopo il partecipato evento dell’8 marzo, organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna e accolto con grande interesse dal pubblico, sos KORAI ripropone questa iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, con l’obiettivo di riportare alla luce il talento, la forza e il contributo delle donne, troppo spesso trascurati o marginalizzati nel racconto della storia.

Ricordare e valorizzare queste esperienze significa riconoscere il lungo percorso di libertà intrapreso dalle donne e il loro impegno nel superare gli ostacoli imposti da una cultura patriarcale che solo negli ultimi decenni ha iniziato ad aprirsi, seppur gradualmente, a una visione più equilibrata e rispettosa dei generi.

Ad inaugurare la rassegna sarà una protagonista speciale: la Zampogna, strumento profondamente legato alla tradizione, alle radici e all’identità culturale della Calabria. A interpretarla sarà Lucia Quattrocchi, unica donna zampognara della Calabria e forse d’Italia.

Nei successivi appuntamenti saranno ricordate tre grandi figure del pensiero e del giornalismo internazionale: Simone de Beauvoir, Anna Politkovskaja e Oriana Fallaci, presentate rispettivamente da Angelo Stumpo, Michela Ruffa e Bruna Quattrone.

A patrocinare la rassegna sono importanti istituzioni della città di Tropea: la Congrega Nobile dei Bianchi di San Nicola, l’Istituto di Istruzione Superiore, l’Associazione Turistica Pro Loco, il Club per l’UNESCO e la Consulta delle Associazioni.

Con DOMINAE sos KORAI vuole continuare a dare voce alle storie, al pensiero e al coraggio delle donne. Raccontarle significa non solo renderne visibile il valore, ma anche contribuire a costruire una cultura più giusta, fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla piena dignità di ogni persona

Beatrice Lento

  1. Presidente di sos KORAI ODV

Il Quaderno Margherita

Il Quaderno dell’8 Marzo di sos KORAI: dove le storie diventano comunità

Negli stabilimenti della Romano Arti Grafiche, la Giornata Internazionale della Donna si è trasformata in un racconto corale, un intreccio di voci che ha dato vita alla presentazione della settima edizione del Quaderno dell’8 Marzo.
sos KORAI, che da anni cura questo progetto, ha costruito un archivio vivo della Calabria femminile, un luogo in cui le storie non vengono soltanto raccolte, ma riconosciute e restituite alla comunità con la delicatezza che meritano.
L’edizione 2026 porta il nome di Margherita, dedicata a Margherita Iellamo, impegnata da tempo a rompere il silenzio sull’endometriosi, una malattia ancora segnata da pregiudizi e da quella ostinata tendenza a minimizzare il dolore femminile. La sua presenza ha dato alla serata un tono preciso: quello della consapevolezza e della necessità di guardare oltre ciò che la società spesso continua a non voler vedere.
Il Quaderno, che in sette anni ha intrecciato 150 storie di donne calabresi o legate alla Calabria, è stato il filo narrativo dell’intero incontro.
L’apertura, affidata a “Le Donne della mia Vita”, ha trasformato dediche personali in un momento di poesia collettiva: parole pronunciate ad alta voce che, nel loro vibrare, hanno richiamato l’intero universo femminile, superando i confini dello spazio e del tempo. Un gesto semplice, eppure capace di evocare presenze lontane, memorie familiari, figure che continuano a vivere nelle vite di chi le nomina e nella storia della donna.
Da quel clima sospeso si è passati al cuore vivo del salotto di discussione. Un dialogo attraversato da prospettive diverse, in cui otto voci hanno riflettuto sulla donna e sul ruolo della scuola, del mondo associativo, delle agenzie formative e delle imprese nella costruzione di una parità reale.
È emersa con chiarezza l’idea che la parità non sia uno slogan né un obiettivo astratto ma una condizione necessaria perché nessun talento venga sprecato.
Le storie del Quaderno hanno portato alla luce due elementi ricorrenti: la caparbietà costruttiva delle donne, capaci di trasformare le difficoltà in possibilità, e il modello simbolico femminile fatto di cura, empatia, resilienza e capacità di generare comunità. Una tipicità che, proprio per queste caratteristiche, rappresenta un argine naturale contro la violenza, la sopraffazione e la guerra. Non un ideale teorico, ma una pratica quotidiana che attraversa le vite raccontate.
Intanto, l’arte dava forma visiva a ciò che le parole evocavano. Le illustrazioni del Quaderno, realizzate dai giovanissimi dei corsi artistici de “Il Giardino di Persefone” e “Le Stelle del Faro”, hanno portato sul palco donne piene di colori, volutamente vibranti, perché ancora in troppi continuano a vederle in bianco e nero. Quelle figure non sono semplici ritratti ma inviti a guardare la complessità femminile che spesso viene semplificata e ignorata.
La performance “A Pieno Titolo”, testo di Mauro Silvestri, con la regia di Francesco Carchidi (LaboArt), interpretata dalla giovane Lucia Cuppari, ha dato alla serata il suo vertice emotivo. Un monologo che non chiedeva libertà, ma la affermava con la forza di chi sa che la libertà è un diritto e non una concessione.
Accanto a tutto questo, il sostegno del Gruppo Caffo ha ricordato come un’impresa possa diventare parte attiva del tessuto culturale di un territorio, mentre la Casa Editrice del Quaderno dell’8 Marzo, la Romano Arti Grafiche, anche con l’accoglienza nei suoi stabilimenti, ha contribuito, con cura minuziosa, alla realizzazione ottimale del progetto.
A completare il quadro, l’interpretazione di Noemi di Costa che ha dato voce alle sedici protagoniste dell’edizione, trasformando ogni storia in presenza viva.
Quando la serata si è conclusa, ciò che rimaneva non era solo emozione, ma un forte senso di appartenenza.
Il Quaderno dell’8 Marzo si conferma un dispositivo culturale capace di generare comunità, un luogo in cui le storie diventano strumenti di consapevolezza e di cambiamento.
E mentre si chiude questa edizione, già si avverte l’attesa della prossima: nuove voci, nuovi colori, nuovi frammenti di un racconto che continua a crescere insieme a chi lo abita.

Tropea 8 Marzo 2026

La Presidente di sos KORAI
ODV per i diritti delle donne
Dott.ssa Beatrice Lento

MARGHERITA il Quaderno dell’8 Marzo 2026

Il Quaderno dell’8 Marzo di sos KORAI: dove le storie diventano comunità

Negli stabilimenti della Romano Arti Grafiche, la Giornata Internazionale della Donna si è trasformata in un racconto corale, un intreccio di voci che ha dato vita alla presentazione della settima edizione del Quaderno dell’8 Marzo.
sos KORAI, che da anni cura questo progetto, ha costruito un archivio vivo della Calabria femminile, un luogo in cui le storie non vengono soltanto raccolte, ma riconosciute e restituite alla comunità con la delicatezza che meritano.
L’edizione 2026 porta il nome di Margherita, dedicata a Margherita Iellamo, impegnata da tempo a rompere il silenzio sull’endometriosi, una malattia ancora segnata da pregiudizi e da quella ostinata tendenza a minimizzare il dolore femminile. La sua presenza ha dato alla serata un tono preciso: quello della consapevolezza e della necessità di guardare oltre ciò che la società spesso continua a non voler vedere.
Il Quaderno, che in sette anni ha intrecciato 150 storie di donne calabresi o legate alla Calabria, è stato il filo narrativo dell’intero incontro.
L’apertura, affidata a “Le Donne della mia Vita”, ha trasformato dediche personali in un momento di poesia collettiva: parole pronunciate ad alta voce che, nel loro vibrare, hanno richiamato l’intero universo femminile, superando i confini dello spazio e del tempo. Un gesto semplice, eppure capace di evocare presenze lontane, memorie familiari, figure che continuano a vivere nelle vite di chi le nomina e nella storia della donna.
Da quel clima sospeso si è passati al cuore vivo del salotto di discussione. Un dialogo attraversato da prospettive diverse, in cui otto voci hanno riflettuto sulla donna e sul ruolo della scuola, del mondo associativo, delle agenzie formative e delle imprese nella costruzione di una parità reale.
È emersa con chiarezza l’idea che la parità non sia uno slogan né un obiettivo astratto ma una condizione necessaria perché nessun talento venga sprecato.
Le storie del Quaderno hanno portato alla luce due elementi ricorrenti: la caparbietà costruttiva delle donne, capaci di trasformare le difficoltà in possibilità, e il modello simbolico femminile fatto di cura, empatia, resilienza e capacità di generare comunità. Una tipicità che, proprio per queste caratteristiche, rappresenta un argine naturale contro la violenza, la sopraffazione e la guerra. Non un ideale teorico, ma una pratica quotidiana che attraversa le vite raccontate.
Intanto, l’arte dava forma visiva a ciò che le parole evocavano. Le illustrazioni del Quaderno, realizzate dai giovanissimi dei corsi artistici de “Il Giardino di Persefone” e “Le Stelle del Faro”, hanno portato sul palco donne piene di colori, volutamente vibranti, perché ancora in troppi continuano a vederle in bianco e nero. Quelle figure non sono semplici ritratti ma inviti a guardare la complessità femminile che spesso viene semplificata e ignorata.
La performance “A Pieno Titolo”, testo di Mauro Silvestri, con la regia di Francesco Carchidi (LaboArt), interpretata dalla giovane Lucia Cuppari, ha dato alla serata il suo vertice emotivo. Un monologo che non chiedeva libertà, ma la affermava con la forza di chi sa che la libertà è un diritto e non una concessione.
Accanto a tutto questo, il sostegno del Gruppo Caffo ha ricordato come un’impresa possa diventare parte attiva del tessuto culturale di un territorio, mentre la Casa Editrice del Quaderno dell’8 Marzo, la Romano Arti Grafiche, anche con l’accoglienza nei suoi stabilimenti, ha contribuito, con cura minuziosa, alla realizzazione ottimale del progetto.
A completare il quadro, l’interpretazione di Noemi di Costa che ha dato voce alle sedici protagoniste dell’edizione, trasformando ogni storia in presenza viva.
Quando la serata si è conclusa, ciò che rimaneva non era solo emozione, ma un forte senso di appartenenza.
Il Quaderno dell’8 Marzo si conferma un dispositivo culturale capace di generare comunità, un luogo in cui le storie diventano strumenti di consapevolezza e di cambiamento.
E mentre si chiude questa edizione, già si avverte l’attesa della prossima: nuove voci, nuovi colori, nuovi frammenti di un racconto che continua a crescere insieme a chi lo abita.

Tropea 8 Marzo 2026

La Presidente di sos KORAI
ODV per i diritti delle donne
Dott.ssa Beatrice Lento

Al via DOMINAE rassegna di donne valorose

Tropea celebra le donne: al via DOMINAE, la rassegna di sos KORAI che accende i riflettori sul talento femminile

Cultura, musica e memoria: quattro appuntamenti dedicati a figure femminili straordinarie: si inizia con la Zampogna di Lucia Quattrocchi.

 

A Tropea il mese di marzo si apre nel segno delle donne, del loro talento e del loro percorso di libertà. Con la rassegna DOMINAE – Storie di Donne Valorose, l’Organizzazione di Volontariato sos KORAI, presieduta da Beatrice Lento, rinnova il proprio impegno culturale e civile per dare voce a figure femminili che hanno lasciato un segno nel pensiero, nella cultura e nella società.

Il primo appuntamento è in programma mercoledì 11 marzo, alle ore 18.00, nella Cappella dei Nobili di Tropea. La rassegna si articolerà nel corso del mese con quattro incontri previsti nelle giornate dell’11, 12, 30 e 31 marzo.

Dopo il partecipato evento dell’8 marzo, organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna e accolto con grande interesse dal pubblico, sos KORAI ripropone questa iniziativa, giunta alla sua quarta edizione, con l’obiettivo di riportare alla luce il talento, la forza e il contributo delle donne, troppo spesso trascurati o marginalizzati nel racconto della storia.

Ricordare e valorizzare queste esperienze significa riconoscere il lungo percorso di libertà intrapreso dalle donne e il loro impegno nel superare gli ostacoli imposti da una cultura patriarcale che solo negli ultimi decenni ha iniziato ad aprirsi, seppur gradualmente, a una visione più equilibrata e rispettosa dei generi.

Ad inaugurare la rassegna sarà una protagonista speciale: la Zampogna, strumento profondamente legato alla tradizione, alle radici e all’identità culturale della Calabria. A interpretarla sarà Lucia Quattrocchi, unica donna zampognara della Calabria e forse d’Italia.

Nei successivi appuntamenti saranno ricordate tre grandi figure del pensiero e del giornalismo internazionale: Simone de Beauvoir, Anna Politkovskaja e Oriana Fallaci, presentate rispettivamente da Angelo Stumpo, Michela Ruffa e Bruna Quattrone.

A patrocinare la rassegna sono importanti istituzioni della città di Tropea: la Congrega Nobile dei Bianchi di San Nicola, l’Istituto di Istruzione Superiore, l’Associazione Turistica Pro Loco, il Club per l’UNESCO e la Consulta delle Associazioni.

Con DOMINAE sos KORAI vuole continuare a dare voce alle storie, al pensiero e al coraggio delle donne. Raccontarle significa non solo renderne visibile il valore, ma anche contribuire a costruire una cultura più giusta, fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla piena dignità di ogni persona

Beatrice Lento

  1. Presidente di sos KORAI ODV