Archivio mensileluglio 2019

Brune Poirson

É la segreteria di Stato francese al Ministero della Transizione ecologica e inclusiva. Lavora perché tutta la plastica sia riciclata e vuole che le imprese non distruggano i prodotti invenduti e che ogni oggetto possa essere riparato.

Poirson tocca anche un tema caro ai movimenti femminili riguardando i prodotti cosmetici e di igiene personale che vengono eliminati mentre tantissime donne non hanno i mezzi per comprare le protezioni igieniche mensili.

Per Lei consumo intelligente e solidarietá debbono andare avanti di pari passo per vincere la sfida.

I pregiudizi sull’ Endometriosi

I pregiudizi e i tabù che aleggiano nell’aria non aiutano di certo. Pensiamo all’ innominabilità della parola “mestruazione”. Ancor oggi molte donne dicono ” ho le mie cose!” invece di dire “ho le mestruazioni”.

(…) il 58% delle donne intervistate riteneva che i propri sintomi fossero normali.

Ma forti dolori mestruali non sono normali.

(…) Ancora troppe volte si sentono frasi del tipo:” Il dolore mestruale fa parte dell’essere donna! Bisogna sopportare! Tutte hanno gli stessi problemi! Con la prima gravidanza vedrai che tutto si risolverà!”.

Ma questo non é vero!!!

Da “io che porto la giubba…” A cura di Eva Gerace e Rosario Idotta

Dipinto di Anna Maria Piccioni

Finalmente libere!

Si chiamano Devdasi: giovani donne indiane dedicate, da famiglie poverissime, a una divinità ma, di fatto, costrette alla prostituzione. La dea della fertilità a cui sono sacrificate si chiama Yellamma e nonostante la legge lo vieti il fenomeno dura ancora oggi.

” Avevo 11 anni mi hanno portata in una stanza. Era buia. C’era un uomo, dentro. E la porta é stata chiusa con un lucchetto.”

Oggi, però, c’é un progetto per salvare queste ragazze che passa attraverso un lavoro pulito: é la lavanderia SwiftWash.

Lui è il plusvalore della mia vita!

Cristina Scocchi é una delle manager più giovani e importanti del nostro Paese ed é una mamma.” Lui” ci dice riferendosi al figlio” é il valore aggiunto della mia vita, non della carriera…La questione non é chiedere alle mamme un impegno minore in azienda ma adottare strumenti che favoriscano la conciliazione fra famiglia e carriera…per tutti, uomini e donne, perché l’impegno della cura non riguarda solo la donna ma entrambi i genitori!”

Endometriosi…se si chiedesse a una donna

Se si chiedesse a un medico risponderebbe:” É una malattia in cui tessuto simile all’ endometrio viene a trovarsi in sedi anomale”

Se si chiedesse ad una donna racconterebbe i suoi dolori, i suoi stati d’animo, le sue paure, le sue riflessioni, sul tentativo di dare un senso a ciò che sta vivendo.

Un’ associata dell’ Associazione Italiana Endometriosi Onlus scrive nel forum AIE:” So che é una sciocchezza quello che sto per scrivere di fronte a quelli che sono i veri problemi, però ci penso e…

Tra visite, esami, consulti e ancora esami la mia “intimità” é stata massacrata.(…) Mi vergogno capite??? Continuo a spogliarmi e a rivestirmi di fronte a queste persone (medici, sì, per carità, ma pur sempre esseri umani) e ogni volta il mio amor proprio riceve uno scossone. E non c’è un’alternativa…”

Liberamente tratto da “…io che porto la giubba…” a cura di Eva Gerace e Rosario Idotta

Dipinto di Assunta Mollo

Endometriosi?…Parliamone!

“io che porto la giubba…” di Eva Gerace e Rosario Idotta vuole accendere una nuova luce sulla problematica Endometriosi che consenta di non temere le ombre e i loro inganni.

E se non fossero le ombre
ombre? Se le ombre fossero
– io le stringo, le bacio,
mi palpitano accese
tra le braccia –
corpi fini e sottili,
timorosi di carne?
E se ci fosse
al mondo un’altra luce
per potere da esse ricavare,
ormai corpi di ombra, altre
ombre più ultime, sciolte
dal colore, dalla forma, libere
dal sospetto di materia;
e non si vedessero più,
e occorresse cercarle
alla cieca, tra i cieli,
disdegnando ormai le altre,
senza ascoltare più le voci
di quei corpi mascherati
da ombre, sulla terra?

Pedro Salinas
La voce a te dovuta – LXIX

Giovanna Fratantonio: la prima donna ad aver diretto un carcere!

Omaggio a Giovanna Elisabetta Fratantonio.

É lei la prima donna in Italia ad aver diretto un carcere…1973 San Vittore!

L’ho saputo grazie ad un mio post su Silvana Sergi, che é ora alla guida di Regina Coeli, e alla prontezza della segnalazione in merito di mia cugina Gasperina Lento che, custodendo abilmente la memoria di famiglia, mi ha anche evidenziato la parentela che unisce entrambe alla grande Giovanna, figlia di una prima cugina dei nostri papá.

Nata a Sambiase, dove tutti la chiamano Annelisa, Giovanna ha diretto anche il carcere minorile Cesare Beccaria prodigandosi senza limiti per la rieducazione dei giovani, forzati ospiti, é stata nel mirino delle BR ed ha rifiutato la scorta.

Delinquenti si diventa, affermava la Nostra, a causa dei cattivi modelli che il nostro tempo impone. Oggi chi parla di probitá e onestá é tacciato di vuota retorica… e allora in che dobbiamo credere?

Vestiti, sesso, sballo,soldi, motori… sono gli eroi assurdi della nostra societá che generano mostri perché…

NON CI SONO RAGAZZI CATTIVI!!!!

Brava Giovanna, sono felice di averti conosciuto e orgogliosa di sapere che ci unisce anche il sangue, grazie Gasperina Lento!

In questa storia io non mi ritrovo

Ho letto con sconcerto la storia di Rossana, 62 anni , che “sfortunatamente” ha fatto carriera. Oggi svolge un ruolo di prestigio eppure si sente in trappola perché da quando é nata la figlia di sua figlia vorrebbe starle accanto, dedicarle tempo.

Lei dice che ama il suo lavoro, gestisce un’ azienda informatica di 35 persone e gode l’orgoglio di avercela fatta, la stima e l’ affetto dei suoi collaboratori, la completa fiducia dei proprietari, il successo delle sue azioni. É figlia di una donna che ha sempre lavorato, figlia di una madre che ha fatto altrettanto eppure…

“Sono incatenata ai tempi stretti dell’azienda, agli obiettivi di risultato, a questo esser leader che non contempla la necessità degli amori. E cerco di recuperare tutto nel weekend”

Rossana ha un marito, anche lui dirigente, licenziato a 60 anni, che si aggrappa a lei e basta:” …diciamoci la verità, quando succedono queste cose hai voglia che un marito, visto che é a casa, ti sollevi almeno del grosso delle faccende domestiche … non é così…”

” Ma io mi chiedo: quando le nostre madri ci hanno insegnato a credere nel lavoro perché il lavoro ci rende libere intendevano questo?”

Rossana lamenta anche che in pensione le donne vadano sempre più tardi.

In questa storia io non mi ritrovo per niente …forse la differenza della mia esperienza di donna manager, felice di aver rotto il soffitto di cristallo, di barcamenarmi tra lavoro e famiglia e restia ad andare in pensione, é nell’ avere accanto un uomo con cui ho sempre condiviso tutto. Sono certa che da rivendicare sia proprio l’equa divisione dei tempi di lavoro e di cura familiare perché il mondo va cambiato da donne e uomini insieme.

Endometriosi…? Parliamone!

“io che porto la giubba…” é il titolo di un libro speciale scritto a quattro mani, quelle di Eva Gerace e Rosario Idotta.

Perché questo strano nome?

” Una giovane sofferente di endometriosi si è definita con questa frase ‘Io che porto la giubba e la faccia mi infarino’. Nasce da qui il titolo di questo libro. Colei che porta la giubba porta il peso di quel tessuto che si prepara per la scena della femminilità…il peso del sangue, del tessuto che non le consente di muoversi e di uscire. La donna che soffre si arma e si protegge con un’ armatura e la ‘faccia s’ infarina’, con un doppio movimento: uno per poter andare verso il mondo è uno per darsi una parvenza di femminilità.” Eva Gerace

Non faccio la pensionata!

Così ha risposto la sociologa Chiara Saraceno, 77 anni, al nipotino che, vedendola alle prese con mille impegni, le aveva chiesto ” Nonna ma tu non sei in pensione?”

” Gli ho spiegato che io amo ciò che faccio, lo vivo come realizzazione di me stessa. Credo che avere più vite in simultanea ci aiuti a essere più soddisfatte di noi, anche se é faticoso. Ma io penso che ne valga la pena davvero.”