La fotografia arma contro la violenza sulla donna
Usare la fotografia come arma contro la violenza sulle donne!
Letizia Battaglia (Palermo, 1935 – 2022) è stata una delle prime fotoreporter italiane e figura centrale nella lotta per i diritti delle donne. La sua carriera, iniziata al quotidiano L’Ora nel 1969, non si è limitata alla documentazione delle stragi di mafia, Letizia ha usato la fotografia come strumento politico e sociale, raccontando la condizione femminile e denunciando la violenza di genere.
Letizia considerava ogni scatto un atto di amore e di giustizia, capace di smuovere coscienze e di dare dignità alle vittime.
Molte sue immagini mostrano donne e bambine in contesti di marginalità, ma sempre con uno sguardo fiero, che diventa simbolo di resilienza.
Letizia ha partecipato attivamente alla vita politica e culturale di Palermo, promuovendo svariate iniziative. Le sue foto, che ritraggono nudi femminili con rispetto e delicatezza, erano pensate come un gesto politico: un modo per restituire alle donne la propria immagine, libera da stereotipi.
Letizia considerava ogni scatto un atto di amore e di giustizia, capace di smuovere coscienze e di dare dignità alle vittime.
Molte sue immagini mostrano donne e bambine in contesti di marginalità, ma sempre con uno sguardo fiero, che diventa simbolo di resilienza.
Letizia ha partecipato attivamente alla vita politica e culturale di Palermo, promuovendo svariate iniziative. Le sue foto, che ritraggono nudi femminili con rispetto e delicatezza, erano pensate come un gesto politico: un modo per restituire alle donne la propria immagine, libera da stereotipi.
Dichiarava: “Fotografo nudi di donna, per come noi ci vediamo: con rispetto, prudenza e protezione”.
Il suo messaggio rimane attuale: la fotografia può essere un gesto politico e di emancipazione, capace di denunciare ingiustizie e di costruire memoria collettiva. La sua voce ha incoraggiato le donne a “cambiare il mondo”, come lei stessa affermava negli ultimi anni della sua vita.
Oggi, mostre e retrospettive dedicate alla sua opera continuano a ricordare che il suo impegno non era solo artistico, ma profondamente umano e civile. Letizia ha insegnato che raccontare la verità, anche la più dolorosa, è un atto di coraggio che può aprire la strada alla giustizia e alla libertà.
Tra gli oltre 200 scatti oggi raccolti emergono fotografie che hanno segnato la memoria collettiva:
Il suo messaggio rimane attuale: la fotografia può essere un gesto politico e di emancipazione, capace di denunciare ingiustizie e di costruire memoria collettiva. La sua voce ha incoraggiato le donne a “cambiare il mondo”, come lei stessa affermava negli ultimi anni della sua vita.
Oggi, mostre e retrospettive dedicate alla sua opera continuano a ricordare che il suo impegno non era solo artistico, ma profondamente umano e civile. Letizia ha insegnato che raccontare la verità, anche la più dolorosa, è un atto di coraggio che può aprire la strada alla giustizia e alla libertà.
Tra gli oltre 200 scatti oggi raccolti emergono fotografie che hanno segnato la memoria collettiva:
• Le bambine di Palermo: ritratti intensi che raccontano l’infanzia segnata da povertà e marginalità, ma anche da dignità e forza.
• Scene di mafia: funerali, arresti, volti di boss e vittime, che hanno reso visibile la violenza sistemica in Sicilia.
• La vita nei manicomi: immagini degli anni ’70 che documentano la condizione delle donne ricoverate, anticipando il dibattito sulla legge Basaglia.
• Palermo quotidiana: scorci di strade, mercati e famiglie, che restituiscono la complessità di una città ferita ma vitale.
Questi scatti non sono solo documentazione: sono atti politici, capaci di trasformare il dolore in memoria e impegno.
Il lavoro di Letizia ha avuto un impatto profondo sulle nuove generazioni.
Molte fotografe contemporanee hanno adottato il suo stile senza filtri, con approccio diretto e crudo che rifiuta l’estetizzazione della violenza e punta alla verità.
Letizia ha evidenziato sempre una grande responsabilità civile e ha dimostrato che l’arte visiva può essere un gesto d’amore e di giustizia, un insegnamento raccolto da artiste impegnate su temi sociali e femministi.
La digitalizzazione del suo lavoro ha reso accessibile un immenso repertorio che continua a ispirare progetti fotografici e artistici in Italia e all’estero.
Scuole e istituzioni hanno intitolato spazi a suo nome, riconoscendo il valore pedagogico della sua opera.
Oggi, mostre internazionali e siti-archivio dedicati a Letizia Battaglia permettono di esplorare la sua opera come cronaca visiva della storia italiana e come manifesto di emancipazione femminile. La sua influenza si vede nelle fotografe che raccontano migrazioni, conflitti, discriminazioni e violenze di genere, raccogliendo il testimone della sua missione: usare la fotografia per cambiare il mondo!
• Scene di mafia: funerali, arresti, volti di boss e vittime, che hanno reso visibile la violenza sistemica in Sicilia.
• La vita nei manicomi: immagini degli anni ’70 che documentano la condizione delle donne ricoverate, anticipando il dibattito sulla legge Basaglia.
• Palermo quotidiana: scorci di strade, mercati e famiglie, che restituiscono la complessità di una città ferita ma vitale.
Questi scatti non sono solo documentazione: sono atti politici, capaci di trasformare il dolore in memoria e impegno.
Il lavoro di Letizia ha avuto un impatto profondo sulle nuove generazioni.
Molte fotografe contemporanee hanno adottato il suo stile senza filtri, con approccio diretto e crudo che rifiuta l’estetizzazione della violenza e punta alla verità.
Letizia ha evidenziato sempre una grande responsabilità civile e ha dimostrato che l’arte visiva può essere un gesto d’amore e di giustizia, un insegnamento raccolto da artiste impegnate su temi sociali e femministi.
La digitalizzazione del suo lavoro ha reso accessibile un immenso repertorio che continua a ispirare progetti fotografici e artistici in Italia e all’estero.
Scuole e istituzioni hanno intitolato spazi a suo nome, riconoscendo il valore pedagogico della sua opera.
Oggi, mostre internazionali e siti-archivio dedicati a Letizia Battaglia permettono di esplorare la sua opera come cronaca visiva della storia italiana e come manifesto di emancipazione femminile. La sua influenza si vede nelle fotografe che raccontano migrazioni, conflitti, discriminazioni e violenze di genere, raccogliendo il testimone della sua missione: usare la fotografia per cambiare il mondo!