Category ArchiveRiflessioni

Il vestito del potere

Mi spiace constatare che siano tutti d’accordo  sull’importanza di un abito dai codici maschili per la donna di potere.

Pare che la giacca e il tailleur rigoroso  comunichino con immediatezza l’abilità di essere forti e affidabili quanto un uomo.

Effettivamente se guardiamo Angela Merkel vediamo una donna che indossa tristemente una divisa con l’unica licenza del colore vivace, allo stesso modo Theresa May fa del tailleur la sua corazza  pur giocandolo con tessuti e nuance molto personali.

Peccato, molte donne non riescono ancora ad essere femminili e nascondono le insicurezze e le fragilitá  con un guardaroba formale…peccato!

Bra o t-shirt?

È successo in un campus americano durante un allenamento misto.

Caldo torrido: gli atleti di ambo i sessi si tolgono la maglia, i ragazzi restano a torso nudo, le giovani col Bra, il reggiseno a fascia super elasticizzato, inventato nel 1977 da tre donne, tuttora considerato fondamentale nella corsa  a ostacoli.

Ma l’allenatore disapprova perchè quei centimetri di pelle di donna, scoperti all’improvviso, distraggono i suoi ragazzi che liberano “l’animale che si portano dentro”.

Meglio un protocollo scritto che obblighi le ragazze a indossare sempre una maglietta.

Un plauso all’Amministrazione di Tropea

Un plauso all’Amministrazione di Tropea!

La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne nasce dall’assunto che tale forma di violenza configura una grave violazione dei diritti umani. I più recenti studi sbomberano il campo dal luogo comune della psicopatoligia e della marginalità sociale come condizioni esplicative della violenza maschile, anche di quella contro i bambini e gli adolescenti.

Hannah Arendt ci ricorda che la “Banalità del male” sottende la trasversalità dei profili degli uomini violenti, che sono “uomini qualsiasi” ben oltre e indipendentemente dalle categorie tradizionali della psichiatria e della criminologia.

La violenza di genere colpisce donne che, nella maggioranza dei casi sono anche madri, in tutte queste situazioni ad ogni donna vittima di violenza corrispondono dei figli che assistono indifesi.

Il Cismai definisce la violenza assistita il fare esperienza da parte del bambino di qualsiasi forma di maltrattamento, compiuto attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative adulte e minori. Il bambino può fare quest’esperienza direttamente ma anche indirettamente quando ne è a conoscenza o ne percepisce gli effetti.

La violenza assistita emerge come un fenomeno dolorosamente complesso e richiede risposte adeguate ed articolate che non possono esulare da una presa di posizione e da un’assunzione diffusa di responsabilità.

Aspiriamo dunque ad avere sempre più Istituzioni che, capaci di superare le logiche puramente partitiche, si pongano in condizione di ascolto rispetto a coloro che sono impegnati sul fronte della prevenzione e del contrasto della violenza ai danni di donne e minori, Istituzioni pronte ad ascoltare le donne che sono vittime; Istituzioni impegnate a comprendere come tutelare i minori presenti sui territori, Istituzioni coraggiose e capaci di assumere posizioni chiare contro la violenza di genere attivandosi concretamente a tutela delle vittime dirette ed indirette della violenza.

In tale ottica un plauso all’Amministrazione di Tropea che quest’anno ha scelto di schierarsi pubblicamente contro il fenomeno della violenza ai danni di donne e minori, aprendo il dialogo con tutte quelle realtà che operano in questo settore ma anche con tutti coloro che a vario titolo intervengono a tutela delle donne e dei bambini. L’auspicio è che la cultura della non violenza, la cultura del rispetto tra i generi diventi patrimonio comune, contaminando positivamente tutti. Perché il fenomeno della violenza sulle donne ed i bambini è qualcosa che riguarda tutte e tutti noi.

Luigia Barone

#nonénormalechesianormale

A lanciare la campagna Mara Carfagna, vicepresidente della Camera.

Le leggi ci sono ma il fenomeno non si riduce perché manca consapevolezza in tante donne, che credono sia normale  prendere qualche sberla e sopportare, e in tanti maschi che sono abituati a risolvere molte cose con gli schiaffi e anche peggio, un’aberrazione culturale presente anche nei giovani.

Sono stati diffusi in rete, per il 25 Novembre, video realizzati da artisti di varia allocazione: dal giornalismo  alla musica, teatro, moda, sport…

Il messaggio fondamentale :” Crediamo che le donne vittime di abusi debbano chiedere aiuto ma che agli uomini spetti sostenere questa battaglia”

Tropea Città contro la violenza sulle Donne

Da qualche giorno sono apparsi per le vie cittadine, manifesti colore del sangue e in tanti si incantano a guardarli.

 Qualcuno non capisce con immediatezza perché non conosce il significato del 25 Novembre, altri si stupiscono: è la prima volta che un Governo  cittadino prende una posizione così ferma e palese.

In tanti, però, ammirano, apprezzano e condividono.

Il tragico fenomeno della violenza contro le Donne esiste anche nella splendida “Perla del Tirreno”? 

Sembrerebbe impossibile consideratane l’impareghiabile bellezza che dovrebbe fungere da antidoto ad ogni espressione del male.

Purtroppo, però, la realtà grida l’incontrorio perché il dolore della Donna violata, abusata, mortificata, beffeggiata e uccisa non si arresta  di fronte a nulla.

Grazie allora a Te, mia splendida Cittá e a Chi ti governa col coraggio di schierarsi dalla parte del rispetto e della valorizzazione della Donna.

Brava Ayako!

E Lei segue il cuore!

Come in una favola moderna: la principessa giapponese Ayako ha sposato un cittadino comune, Key Moriya, 32 anni. La giovane ventisettenne ha dovuto rinunciare al suo status reale. Ma non è la prima volta che una donna della casata giapponese prende una decisione così coraggiosa: qualche tempo fa la principessa Mako, la nipote più grande dell’imperatore Akihito, ha annunciato il matrimonio con un compagno di classe.
Ayako, figlia del principe Takamodo, cugino dell’imperatore Akihito, si è innamorata di Key Moriya, impiegato della NYK Line, una delle più antiche e grandi società di navigazione al mondo. Non un direttore o un membro del consiglio direttivo, ma un semplice dipendente. I due si sono sposati il 29 ottobre.

Cuore di DONNA

Si é svolta da poco un’asta benefica che ha coinvolto cento donne tra artiste, imprenditrici, giornaliste…

Hanno donato un oggetto a loro caro ed il ricavato servirà a finanziare la ricerca sul cancro.

 Angela Missoni ha offerto uno scialle, Francesca Lavazza una parure, Anna Calcagni un carré di Hermés…

Un tanga? Non é stupro!

Ha scatenato una bufera in Irlanda l’assoluzione di un 27enne accusato di aver stuprato una ragazza di 17 anni a Cork, in un processo in cui la difesa ha sostenuto che la giovane se l’era cercata perché indossava un tanga di pizzo. Il caso è arrivato persino in Parlamento, dove la deputata Ruth Coppinger ha mostrato un tanga blu di pizzo in aula per denunciare “la routine di incolpare le vittime”, quando si tratta di molestie e abusi sulle donne.”Potrebbe sembrare imbarazzante mostrare un tanga qui”, ha osservato la parlamentare, “come pensate che si senta una vittima di stupro, quando in modo inappropriato viene mostrata la sua biancheria intima in un tribunale?”.
L’assoluzione del presunto stupratore – che sostiene che il rapporto sessuale fosse consenziente, risale al 6 novembre.
Il Centro di Dublino contro le violenze sulle donne non è entrata nel merito della sentenza, ma ha chiesto però una riforma del sistema giuridico in cui, a suo dire, vengono spesso usati questo tipo di pregiudizi contro le donne.
Sullo sfondo di una crescente attenzione mediatica sul caso, anche i social sono tati inondati di critiche per quanto avvenuto in tribunale. Sotto l’hashtag #ThisIsNotConsent, le irlandesi hanno postato fotografie del loro abbigliamento intimo in tutte le forme, colori e materiali per protestare contro l’abitudine di incolpare le vittime di molestie per quello che hanno subìto. In diverse città del Paese si sono tenute proteste di piazza: a Cork, dove si è svolto il processo, 200 persone hanno marciato fino al tribunale, dove hanno deposto mutandine sulla scalinata.

Annunciazione di Lotto

Lorenzo Lotto coglie in maniera esclusiva le emozioni di una ragazza semplice, fresca, ingenua di fronte al desiderio divino.

Lei non sembra contenta.

Lei appare contrariata dall’intromissione di un estraneo.

La Sua casa è accogliente e signorile.

L’angelo appare mite e rassicurante ma ha difficoltà a richiamare l’attenzione della fanciulla nonostante l’omaggio di un giglio dal gambo lungo.

Lei ha uno sguardo smarrito e le mani spalmate in avanti in segno di disappunto.

Lui ha una consistenza reale tanto da proiettare l’ombra.

Maria non presta attenzione neppure al Padre Eterno che galleggia in alto contro il soffitto.

La Vergine di Lotto é una brava giovane sconcertata da un evento sorprendente e inatteso.

Libera interpretazione di una critica di Vittorio Sgarbi

Addio Jo Garceau

É lei la mamma delle pigotte, le bambole di pezza  che davano la possibilità di dare una mano all’Unicef. 

Le sue creazioni non le vendeva ma invitava ad adottarle e l’abitudine si é diffusa nel mondo.

Americana scelse di vivere a Cinisello Balsamo che l’aveva accolta come artista, cantante e insegnante

Le prime bambole nacquero nel 1991 grazie all’impegno di anziani e bambini.

Addio Jo. 

Non ti dimenticheremo : migliaia di pigotte grideranno per sempre il tuo nome.