Madre nostra
Madre nostra che sei nei Cieli
sia rispettato il tuo nome
venga la tua sapienza
e sia realizzato il tuo insegnamento
come in Cielo anche sulla Terra
dacci oggi la serenità quotidiana
e rimetti a noi la sofferenza continua
come noi si è generose con chi amiamo
non lasciarci soccombere sole
liberaci dall’assillo della paura
per l’odio su di noi accanito
nei prossimi secoli
così sia
Luigia Lupidi Panarello
La mostruosità del rito faraonico
Omaggio a Edna Adan Ismail, ministro e funzionario ONU, che per prima, negli anni Settanta, denunciò la mostruositá del rito faraonico. Accanto a Lei tante altre donne coraggiose e Libere, cosí Aamina Milgo, direttrice della rete di associazioni Nafis, che con perfetta luciditá indica come primo bersaglio l’ignoranza: “C’é chi pensa che il clitoride se non reciso cresca a dismisura e chi accusa voi occidentali d’istigarci contro la nostra cultura…tuttora per molte non essere cucite é uno stigma”
L’ imam Yousf Cabdi Xove dichiara che mentre l’infibulazione é crudele, estranea all’Islam, un piccolo taglio del clitoride dá purezza. Ma le donne non ci stanno e gridano:” Vogliamo tolleranza zero e se uniamo donne e uomini entro una generazione vinceremo!
Forza ce la faremo!
Sei tu che mi hai fatto sognare
La chiamavano bocca di rosa
Metteva l’amore, metteva l’amore
La chiamavano bocca di rosa
Metteva l’amore sopra ogni cosa
Appena scese alla stazione
Nel paesino di Sant’Ilario
Tutti si accorsero con uno sguardo
Che non si trattava di un missionario
C’è chi l’amore lo fa per noia
Chi se lo sceglie per professione
Bocca di rosa né l’uno né l’altro
Lei lo faceva per passione
Ma la passione spesso conduce
A soddisfare le proprie voglie
Senza indagare se il concupito
Ha il cuore libero oppure ha moglie
E fu così che da un giorno all’altro
Bocca di rosa si tirò addosso
L’ira funesta delle cagnette
A cui aveva sottratto l’osso
Ma le comari d’un paesino
Non brillano certo in iniziativa
Le contromisure fino a quel punto
Si limitavano all’invettiva
Si sa che la gente dà buoni consigli
Sentendosi come Gesù nel tempio
Si sa che la gente dà buoni consigli
Se non può più dare cattivo esempio
Così una vecchia mai stata moglie
Senza mai figli, senza più voglie
Si prese la briga e di certo il gusto
Di dare a tutte il consiglio giusto
E rivolgendosi alle cornute
Le apostrofò con parole argute
“Il furto d’amore sarà punito”
Disse “dall’ordine costituito”
E quelle andarono dal commissario
E dissero senza parafrasare
“Quella schifosa ha già troppi clienti
Più di un consorzio alimentare”
Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi, con i pennacchi
Ed arrivarono quattro gendarmi
Con i pennacchi e con le armi
Spesso gli sbirri e i carabinieri
Al proprio dovere vengono meno
Ma non quando sono in alta uniforme
E l’accompagnarono al primo treno
Alla stazione c’erano tutti
Dal commissario al sacrestano
Alla stazione c’erano tutti
Con gli occhi rossi e il cappello in mano
A salutare chi per un poco
Senza pretese, senza pretese
A salutare chi per un poco
Portò l’amore nel paese
C’era un cartello giallo
Con una scritta nera
Diceva “addio bocca di rosa
Con te se ne parte la primavera”
Ma una notizia un po’ originale
Non ha bisogno di alcun giornale
Come una freccia dall’arco scocca
Vola veloce di bocca in bocca
E alla stazione successiva
Molta più gente di quando partiva
Chi mandò un bacio, chi gettò un fiore
Chi si prenota per due ore
Persino il parroco che non disprezza
Fra un miserere e un’estrema unzione
Il bene effimero della bellezza
La vuole accanto in processione
E con la Vergine in prima fila
E bocca di rosa poco lontano
Si porta a spasso per il paese
L’amore sacro e l’amor profano
Written by Fabrizio De Andre
La forza diabolica dell’educazione sbagliata
C’hanno rubato i corpi, il viso, i movimenti c’hanno inventato miti
Giocattoli innocenti si sono rivelati massaggi per le menti
Ricordo ancora la scatola che scartai curiosa
Rebecca mia Rebecca, capelli biondo stoppa made in Italy
Che cos’eri tu? Con quegli occhi sorridenti Con quel fiocco sulla testa, la tua faccia grassa
Oh Rebecca, Oh Rebecca, Oh Ti parlavo di me, ti cambiavo le pose, ti trasformavo in attrice Con le parti da bella, da gran donna .eri il mito della bionda
E crescevo, crescevo, con la smania ribelle D’esser subito grande, d’esser subito bella Di dovere .se volevo l’amore .
E crescevo, crescevo, ma qualcosa cambiava, ora non si giocava piùle mie amiche di classe con le loro conquiste e tu, e tu, e tu ahi
o crescevo, crescevo, ma qualcosa è cambiato mi son vista allo specchio con quel poco di seno, con quel naso che avevo mi coprivo la faccia .Cosa c’hanno inventato? cosa avevo sognato? Dimmelo, dimmelo tu Rebecca Oh Rebecca
Writer(s): Gianna Nannini
Mai più massacri!
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
Faber
Due musher
Anna e Kristy Berington sono due musher, due conduttrici di slitta trainata da cani. La corsa in solitaria più famosa é l’Iditarod: centinaia di chilometri in mezzo alla neve, giorni e giorni di cammino a trenta gradi sotto zero, dove anche l’iPhone si blocca, con la muta di cani che indossano calzi arcobaleno per non congelarsi i polpastrelli.
Toypurina
Toypurina: la Giovanna D’Arco californiana.
L’ho conosciuta da poco e mi ha affascinato la sua intraprendenza, il suo coraggio e il suo ORGOGLIO ETNICO.
Indiana della tribù dei Gabrielino, è l’unica donna nativa americana ad aver promosso e guidato una rivolta contro l’oppressione straniera in tutta la storia americana.
A muovere la sua esasperazione le atrocità subite dalla sua gente nel nome di una pseudoemancipazione.
Omicidi, persecuzioni stupri, conversioni forzate, schiavitù avrebbero annullato l’identità di un popolo fiero e audace.
Toypurina tentò l’impresa nobile e luminosa di difendere una cultura…a Lei rendo omaggio!
Divora il sapere!
Si piccola …solo così sarai libera, divora il sapere e ce la farai!
Vicino Kabul
Vicino Kabul c’é una collina magica che ha aperto il suo cuore a migliaia di donne.
Le prime arrivarono negli anni Novanta dopo aver perso i mariti nel conflitto tra sovietici e mujaheddin.
Da allora si sono aggiunte tante altre vedove e oggi a Zanabad vivono in più di mille.
Da quelle parti una donna che ha perso il marito é la schiava degli uomini della famiglia, deve lavorare senza tregua ed é vittima di umiliazioni e disprezzo.
Ma loro si sono ribellate, hanno costruito le loro case di notte e vanno avanti nonostante la paura che un giorno o l’altro i talebani si ricordino di loro.