Resilienza è Donna
Un filo rosso, rosso come il sangue unisce queste donne: la guerra.
Nick Danziger le ha fotografate nel 2001, sono madri, figlie, sorelle, mogli, nonne…che hanno avuto la capacitá di sopravvivere…perché resilienza é Donna!
Non morire per amore!
Accosto provocatoriamente l’opera Don’t Die for Love( 2010) di Laisvydé Šalčiūtè, ammirata ieri alla Mostra Magma, alla Deposizione di Cristo di Botero credendo di interpretare esattamente l’intento dell’artista e mi appello a tutte noi dicendo, in questo Santo Venerdì:” Donna non morire per amore, Lui si…ma tu…non salveresti nessuno!”
Femminismo e Chiesa
L’ho visto al Magma e mi sono molto emozionata, impressionata, turbata, commossa, appassionata, avvinta…
L’artista lituana Eglé Kuckalité pone accanto ai crocifissi impiantati sugli ombrelli i nomi di alcune donne significative nella storia del femminismo e le immagina come divinità che al pari di Gesù proteggono la donna.
Spesso i movimenti femministi hanno assunto toni accesi e provocatori di contestazione della chiesa cristiana tradizionale che per molto tempo ha avuto atteggiamenti misogini ma in discussione sono gli uomini di chiesa e non la Divinità che ama profondamente la donna facendone scrigno di profonda sacralità tanto da assurgerla a Madre di Cristo.
Le streghe
Le streghe( 1975) al Magma
Libera Mazzoleni introduce la propria immagine tra le incisioni del Compendium maleficarum, testo del 17esimo secolo di Francesco Maria Guazzo. L’artista immedesimandosi nelle donne perseguitate nel Seicento scardina le coordinate spazio temporali e diventa presente in quel contesto storico, cronologicamente così distante eppure sempre così vicino.
Le Donne…
Le donne donne
Le donne bambine
Le bone
Quelle lente a godere
Le virago
Le troie
Le megere
Le puttane
Le peripatetiche
Le ragazze da marito
Le sedotte
Le passive
Le ingenue
Le frivole
Le donne serie
Le figlie di Maria
Le Lolite
Le zitelle
Le donne facili
Le donne oneste
Le prostitute
Le lesbiche
Le donne perdute
Le vergini
Le ruffiane
Le donne di casa
Le popolane
Le isteriche
Le divoratrici di uomini
Le ninfomani
Un bel pezzo di figliola
Un bocconcino
Un piccioncino
Una Donna libera
Una ragazza ben messa
Le fidanzate
Le nubili
Le donne di strada
Le donne di classe
Le madonne
Le donne eccitanti
Quelle tutte sole
Le grasse
Le magri
Le pie
Le cortigiane
Le sporcaccione
Le appassite
Le gatte
Le viziose
Le capricciose
Le civette
Le suocere
Le cognate
Le regolari
Le giumente
Le rompipalle
Il sesso debole
Le chiocce
Le pollastre
Le comari
Le seduttrici
Le sante
I culi bassi
Le suffragette
Le uterine
Le ragazze madri
Le donne in calore
Le muse
E quelle del movimento di liberazione
E infine quelle di sos KORAI
Magma: da non perdere
Bellissima, correte a gustarla, non perdetela!
Magma!
Dal 25 gennaio al 2 aprile 2018 l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma ospita la mostra MAGMA.
Il corpo e la parola nell’arte delle donne tra Italia e Lituania dal 1965 ad oggi, curata da Benedetta Carpi De Resmini e Laima Kreivytė.
Il progetto, il cui titolo riprende quello di una delle prime rassegne al femminile curata da Romana Loda nel 1977, intende approfondire la nascita e l’origine dell’arte femminista e del femminismo in Italia, mettendole a confronto con le origini e le diverse condizioni del femminismo Lituano.
Non perderti per amore…
Ricordalo: questo non è amore!
La violenza non è esclusiva di un genere , di un Paese, di un ambiente. È dentro di noi è nasce sovente da un senso di minorità, di inadeguatezza, di incapacità.
Chi si esprime con tale modalità abnorme ha poca fiducia in sè, teme di non riuscire a spiegarsi, di non avere la forza di farsi strada…sostanzialmente il violento, sia maschio o femmina, é un debole
Comprendere la radice di questo dilagante stile relazionale può, forse, aiutare a superarlo
A Silvia
Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?
Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all’opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D’in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch’io sentiva in seno.
Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,
E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che l’erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il core
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d’amore
Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell’età mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l’amor, l’opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell’umane genti?
All’apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontan
G. Leopardi
Grandezza di Donna
Come donna conosco la maledizione che porto nel sangue.
E’ la maledizione che ci hanno lanciato coloro che hanno bruciato le nostre antenate e che ci hanno definite inferiori, brutte e stupide, a meno di non essere pure, giovanili, disponibili e tranquille.
Quella notizia si diffuse a macchia d’olio e la gente la assecondò per paura che gli eccidi continuassero..
Come donna ho sempre avuto paura di splendere, di connettermi alla terra, di essere brutta, di essere bella, di essere sgradevole.
Sapevo, in qualche luogo della mia memoria ancestrale, che avrei potuto essere uccisa. Il sussurro nella mia testa mi diceva: “Cammina con prudenza, non permetterti di non piacergli, non essere troppo forte, potrebbero emarginarti”.
Se mi chiamavano strega, mi sentivo insultata. “Stai dicendo che sono brutta, che sono cattiva?”, mi domandavo.
Questo era prima di sapere, prima di disimparare le bugie che ci hanno venduto per secoli.
Le non-verità sulle donne del nostro passato.
Le parole biforcute che sono state spese per coprire gli omicidi di massa di così tante tante tante donne.
Donne sagge che passavano la saggezza oralmente, donne sagge il cui sapere ora cerco di riafferrare e risvegliare in me.
Una volta ho letto che, su quattro villaggi, sopravvisse solo una donna. Immaginatevi. Perchè gli uomini lasciarono che uccidessero tutte le donne? Che cosa trasformò gli uomini da protettori a cacciatori? Qualsiasi cosa fosse, fu ugualmente terribile, e la maledizione li perseguita ancora allo stesso modo.
Perchè continuo a parlarne? Perchè vedo molte donne che non si rendono conto del proprio valore, molte donne che non prendono le proprie corone e si costruiscono un dannato trono. Perchè la bugia filtra ancora nelle menti della gente.
Vedo persone che hanno paura di connettersi alla terra perchè pensano di essere prese per strane o streghe. Vedo donne che hanno timore di entrare nell’età matura, perchè non voglio essere delle “vecchiacce”.
Vedo donne che ridono dei roghi delle streghe o che usano la parola “strega” per scherzo.
Sapete che state ridendo dell’uccisione selettiva delle vostre sorelle (e anche dei fratelli)?
Vi sfido a spezzare la maledizione; vi sfido a farvi espellere da questa società addomesticata e concreta; vi sfido a costruire il vostro trono dal dolore e a tramutarlo in tenerezza, e ad accogliere la spontaneità.
Siete potenti, siete bellissime in tutte le forme, Giovani, Madri, Anziane.
Reclamate ciò che vi è stato strappato, reclamate la vostra conoscenza, il potere e la verità.
Crescerò i miei figli maschi nella conoscenza che la donna è il lupo selvatico, il guerriero indomito, l’amante dal cuore tenero, la magica donna di medicina, colei che dà la vita e il drago sputafuoco.
Ricorderò loro che la donna è sacra.
Che la donna è vita.
La donna è oscurità.
La donna è morte e rinascita.
La donna è strega.
Brigitte Anna McNeill