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Ibn Arabi: melodia dell’amore

Il mio cuore è diventato capace

di accogliere ogni forma

È un pascolo per le gazzelle

Un convento per i monaci cristiani

È un tempio per gli idoli

È la Ka’ba del pellegrini

È le tavole della Torah

È il libro del sacro Corano

Io sogno la religione dell’amore,

quale mai sia la strada

che prende la sua carovana

questo è mio credo e mia fede

La Stella per purificare

Un messaggio inconsueto e graffiante come le sue punte acuminate…

“Il sentiero tracciato lo ha scolpito un uomo tradito, nudo, su una croce, che passava per le strade del mondo e restituiva una speranza alla spazzatura”.

È un pretaccio di Sangineto a parlare, spedito in UK 40 anni fa per i suoi eccessi a favore della povera gente. Tutt’ora il suo pane quotidiano sono i marginali di ogni specie.

Mi torna alla mente un altro sacerdote scomodo relegato a Barbiana per la stessa ragione, il nostro Don Lorenzo.

Eppure la strada l’ha segnata quel crocefisso che amava quelli che non piacciono a nessuno! Siamo lontani dai miti attuali che spingono alla ricerca disperata del potere senza remora alcuna. Una corsa vacua che non gratifica la scintilla che sta dentro ognuno di noi. Nell’approssimarsi dell’evento fatale fermiamoci e collochiamo la nostra vita in un orizzonte di senso.

Che l’intolleranza trionfi contro il male e i suoi padroni! Quell’uomo nudo in croce è un modello unico d’amore…se crediamo di trovarlo Bambino in una mangiatoia, erede di Dio, spalanchiamo le braccia alla luce e accogliamolo nella stalla del nostro cuore !

Foto ricordo

Per ricordare la firma dell’Atto Costitutivo di sos KORAI: Luigi Giffone, l’archistar, è dei nostri.

Emozioni

Oggi abbiamo firmato lo Statuto e l’Atto Costitutivo della nostra amata sos KORAI.

Un giorno importante che segna una tappa di un cammino iniziato a settembre scorso: idea, ricerca di adesione, organizzazione, costituzione… il tutto accompagnato da tanto lavoro ma anche da tanta gioia.

Benvenuta piccola sos KORAI, ti auguro di crescere forte, sana e bella e di essere dispensatrice di conforto, di armonia e di gioia.

Non salveremo il mondo ma proveremo a renderlo un pochino migliore.

La nostra non è un’utopia ma un sogno e se lo condivideremo in tanti diventerà realtà.

I diritti delle donne riguardano tutti!

I diritti delle donne riguardano tutti. Parola di Silvia Niccolai

di Giordana Masotto

“Cominciamo a vedere nei diritti delle donne, in ciò che accade alle donne, qualcosa che riguarda tutti, come sempre è, ma come spesso è difficile percepire.” Silvia Niccolai (docente di diritto costituzionale) entra con tutta la sua autorevolezza nella vicenda della donna licenziata all’Ikea e ci aiuta a dare nuovo spessore teorico a questioni che ci premono.

Nell’articolo – pubblicato su “il manifesto” del 30/11/2017 – sottolinea la radicale ambivalenza delle norme antidiscriminatorie in materia di donne e lavoro.

Quando in Europa e anche in Italia sono state cancellate le norme speciali che riguardavano le donne (lavoro notturno, età della pensione, ecc) molti hanno sostenuto che così si combattevano gli stereotipi di genere. Ma in molte abbiamo notato che era una rincorsa al basso, uno dei tanti casi in cui prendere a modello il maschile non era affatto un guadagno di civiltà. Niccolai lo spiega bene: “Il fatto è che le norme protettive dettate per le donne tra Otto e Novecento racchiudevano un principio che non riguarda solo le donne: la vita umana, e la società, cioè le relazioni che ci tengono uniti gli uni agli altri e ci danno autonomia e libertà, hanno valore e per questo devono essere tutelate davanti alla logica del profitto che tende a espropriarle. Quelle tutele erano il cuore dello stato sociale, che voleva dire difesa della società davanti all’invadenza del mercato.” Insomma, con quegli interventi antidiscriminatori è accaduto il contrario di quello che in “Immagina che il lavoro” abbiamo provocatoriamente chiamato “portare tutto al mercato”, cioè condizionare la logica di mercato con “tutto il lavoro necessario per vivere”, quella complessità e molteplicità di piani che le donne vivono e a cui non vogliono rinunciare.

Il lavoratore neutro a cui tendono le norme antidiscriminatorie è un lavoratore che è costretto a cancellare l’irrinunciabile. Dice Niccolai: “Non si tratta di garantire alle mamme il recinto in cui accudire i bambini. Si tratta di tornare a chiarire che non deve essere la produzione a dominare ogni singola esistenza e dettarne le priorità.”

Ribadire le priorità dell’esistenza umana: bisogna riconoscere che questo è possibile oggi (per nulla facile, ma pensabile) perché le donne sono entrate nel mondo del lavoro con tutto il peso della loro libertà e materialità. Come conclude Niccolai, non si tratta di “incomprensibili privilegi che il mondo d’oggi non può più permettersi”. Le donne, quando prendono la parola, rendono più giusto il mondo. Io non so se molti lavoratori siano disposti a sentire che quelle battaglie sono giuste non perché sono disposti a difendere i diritti delle donne, ma perché un mondo a misura di donne e di uomini è più giusto e più libero

La giornata mondiale dei diritti umani

Ieri si è celebrata l’importante ricorrenza e alla conferenza ONU  sono emerse le gravi minacce alla dignità della Persona che ancora persistono.

I migranti sfruttati, gli assassinii di attivisti dei diritti umani, i femminicidi e le violenze sulle donne, la condanna dell’omosessualità in molti Paesi, la pena di morte che ancora resiste, l’impossibilità per tanti di accedere all’istruzione, la mancanza di cibo e di cure mediche che ancora affliggono molti.

Riflettiamo su queste gravissime emergenze e proviamo a cambiare.

Il grande bilancio sarà il prossimo anno, 70esimo anniversario della Dichiarazione  Universale dei diritti umani.

Malala

Oslo 10/12/14 Malala Yousafzai riceve il Nobel per la pace.

Continuerò a lottare finchè tutti i bambini andranno a Scuola!

Un bimbo, un maestro, un libro, una penna, potranno cambiare il mondo!

MALALA SEI TUTTE NOI

Rinasci dalla dignità

Ha prevalso il rosso tra le signore, grande classico invernale (e pre natalizio) che si adatta perfettamente alla serata.

Lo ha scelto Margherita Buy per un abito semplice, con uno spacco davanti.

La stessa nuance ha ispirato anche Lavinia Biagiotti, in una sovrapposizione di tonalità, e Natasha Stefanenko, con un abito dalla scollatura strutturata e, di contrasto, un trucco estremamente naturale.

Una scarlatta rivoluzione, forse favorito dall’opera della Prima, deve aver pensato la soprano Silvia Colombini, che ha lanciato un messaggio a tutte le donne (Rinasci dalla dignità) impresso sul suo stesso corpo.

Rosso e nero invece per Giovanna Salza, consorte di Corrado Passera. Ha fatto il suo ingresso anche il sindaco di Milano Beppe Sala, a braccetto con la compagna Chiara Bazoli, che invece ha preferito i toni del rosa. Ha scelto invece un brillante abito argentato, maliziosamente velato, Anna Valle. E che dire dell’elegantissimo frac di Roberto Bolle?

Non che sia facile combinare eleganza e necessaria stravaganza, sapendo di doversi confrontare nel ricordo con le sempre perfette delle “signore della Scala” d’un tempo.

Felicitá é…

Felicità è …intrecciare fili colorati inseguendo un sogno impossibile.

Da Anna Miceli

Posso entrare in questo sogno?

Figlio mio

Non fossi stato figlio di Dio

t’avrei ancora per figlio mio…