Storia di un’artista che si dovette adattare

Storia di un’artista che si dovette adattare

Carla Maria Maggi ha dipinto per un periodo molto breve della sua vita, malgrado le sue opere avessero rivelato un talento promettente. Infatti, come molte altre artiste del suo tempo, la pittrice, figlia della buona società milanese degli anni Trenta, dopo il matrimonio ha dovuto mettere da parte il proprio talento pittorico e vestire i panni della moglie e madre perfetta, secondo i canoni del benpensantismo borghese del tempo. Prima di dimenticare il suo essere artista, però, la Maggi ha lasciato diverse opere che raccontano un’epoca, ritraendo con sensibilità il mondo che lei frequentava.

Allieva di Giuseppe Palanti, Carla Maria Maggi smise di dipingere per seguire le regole sociali alle quali il marito la richiamava, e le sue opere furono riscoperte dal figlio, per caso, nascoste nel solaio della casa di campagna della famiglia. Dopo la riscoperta, della sua opera si sono occupati storici e critici d’arte come Rossana Bossaglia, Vittorio Sgarbi e Elena Pontiggia. Le opere della Maggi sono state così esposte a Milano, a Londra e, con straordinario successo, al National Museum of Women in the Arts di Washington (dove La Sigaretta, capolavoro della pittrice, è rimasta esposta, in prestito temporaneo, per qualche anno) e sono diventate motivo di riflessione e studio della condizione delle donne artiste fino a tempi molto recenti, ma anche ragione di riscoperta della poco nota, ma interessante, pittura borghese della Milano degli anni Trenta.

Il corpus dell’opera della Maggi è composto da una quarantina di opere che comprendono ritratti, nature morte e (cosa molto rara per una donna artista del tempo) nudi femminili ritratti dal vero. Carla Maria Maggi ha rappresentato magistralmente nella sua opera la società che frequentava e rappresentava: da una parte il bel mondo dell’alta borghesia milanese, divisa tra la città e i luoghi di villeggiatura, dall’altra la bohème degli ambienti di Brera e della Scala, liberi e pieni di stimoli per chi, come lei, volevano vivere nell’arte. Quella di Carla Maria Maggi, artista interrotta, è una storia che vale la pena di essere raccontata, tanto quanto la sua pittura è degna di essere osservata con attenzione.

Beatrice Lento
Beatrice Lento

Laureata in Psicologia Clinica, Tropeana per nascita e vissuti, Milaniana convinta, ha diretto con passione, fino all'Agosto 2017, l’Istituto Superiore di Tropea. I suoi interessi prevalenti riguardano: psicodinamica, dimensione donna, giornalismo, intercultura, pari opportunità, disagio giovanile, cultura della legalità, bisogni educativi speciali.

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