Archivio annuale 22nd Gennaio 2018

Anna Franchi

Pubblicato nel 1902, Avanti il divorzio è il romanzo d’esordio di Anna Franchi, scrittrice livornese dal talento eclettico, che ha esplorato temi e generi mai toccati prima di lei nella letteratura femminile.

Il libro vide la luce nel momento decisivo della battaglia politica per l’introduzione del divorzio in Italia condotta negli ultimi decenni dell’Ottocento da socialisti, liberali e massoni; e fu prefato da Agostino Berenini, uno dei promotori del disegno di legge.

L’Autrice racconta la propria penosa vicenda coniugale con lucidità e senza reticenze, con la capacità di osservazione sicura e precisa che le deriva da quella «mente serena» rivendicata nel romanzo stesso come la qualità fondamentale del proprio intelletto. La puntuale cronistoria delle vessazioni subìte da parte del marito e di una legge tutta sbilanciata in favore degli uomini, diventa un vibrante atto di pubblica denuncia del dramma sociale della soggezione femminile e delle sue peggiori conseguenze sia sul piano morale sia su quello giuridico, e un appello alla sola liberazione possibile per tanti destini umiliati e traditi: il divorzio invocato nel titolo.

Un documento autobiografico redatto con il più scrupoloso rispetto dell’autenticità storica, per l’imperativo morale derivante dalla sua funzione di pubblica denuncia e per la totale aderenza della Franchi all’ideale poetico del «vero umano» cui sarebbe stata sempre fedele in tutta la sua opera letteraria.

Matilde Serao

Fu la prima donna a dirigere un giornale: Il Mattino.

„Credete che al napoletano basti la Madonna del Carmine? Io ho contati duecentocinquanta appellativi alla Vergine, e non sono tutti. Quattro o cinque tengono il primato. Quando una napoletana è ammalata o corre un grave pericolo, uno dei suoi, si vota a una di queste Madonne. Dopo scioglie il voto, portandone il vestito, un abito nuovo, benedetto in chiesa, che non si deve smettere, se non quando è logoro. Per l’Addolorata il vestito è nero, coi nastri bianchi; per la Madonna del Carmine, è color pulce coi nastri bianchi; per l’Immacolata Concezione, bianco coi nastri azzurri; per la Madonna della Saletta, bianco coi nastri rosa. Quando non hanno i danari per farsi il vestito, si fanno il grembiule; quando mancano di sciogliere il voto, aspettano delle sventure in casa. E il sacro si mescola al profano. Per aver marito, bisogna fare la novena a san Giovanni, nove sere, a mezzanotte, fuori un balcone, e pregare con certe antifone speciali.“ 

Evelina Cattermole

Il suo pseudonimo fu: Contessa Kara, poetessa legata alla Scapigliatura lombarda, autrice della raccolta Versi ( 1883)

Io t’amo, io t’amo. Oh, che altra donna mai Non susurri a’1 tuo cor questa parola.
Per quante ne incontrasti e ne vedrai 

Anco ne i sogni, vo’ bastarti io sola. 
Io saprò tramutarmi in che vorrai, 
Mentre, com’ or, tra i baci il di s’ invola : 

Frine, Saffo, Maria chiedi, ed avrai 

Quanto fibra, intelletto, alma consola. 
Avrai tutto, lo giuro. Ed io frattanto 

Gioie da questo amor non cerco o aspetto, 

Che infiorino il cammin de la mia vita. 
Anzi, se tu mi sei cagion di pianto, 
Dirò, piegando il capo in su ’l tuo petto : 
Io scherzai con l’ amore : ei m’ ha punita. 

Vanessa

Di cognome Beecroft, é la più trasgressiva delle artiste contemporanee.

Come nascono le sue sculture?

I miei sono calchi dal vivo. Frammenti di parti del corpo sensuali o tragici: un seno, un ventre, una bocca, una mandibola, un ginocchio.

Ho esposto anche due sculture giganti: sembrano rifarsi a un’iconografia antica, ma sono decostruite.

Gerda: la ragazza con la Leica

É la prima grande fotografa di guerra, per molto tempo é stata solo l’altra metà di Robert Capa, il reporter della Guerra Civil e dello sbarco in Sicilia anche se Lei era una vera Star. 

Il suo vero nome era Gerta Pohorylle, nata a Stoccarda da una famiglia di ebrei polacchi l’1 agosto 1910, la sua vita finisce nell’estate del 1937 in Spagna, al ritorno dal fronte di Brunete. 

Era aggrappata al predellino della vettura del generale polacco Walter Swierckinsky quando una scarica di mitraglia fa rovesciare il mezzo e Gerda finisce sotto i cingoli d’un carroarmato.

Il talento di Maddalena 

Invisibile come tante grandi donne lasciate nell’ombra da una storia misogina, Maddalena Corvina é una  grande pittrice e miniatrice romana.

Nacque nel 1607 in una famiglia colta e raffinata, il suo valore é confermato dalle sue opere tra cui  il suo apparato iconografico per il trattato De Florum cultura del gesuita senese Giovanni Battista Ferrari  e la bella miniatura su pergamena raffigurante un Giovane Gentiluomo.

Riassunto liberamente da Bellezza Sconosciuta di Vittorio Sgarbi

La strega più celebre

Madre Shipton, soprannome di Ursula Southeil, è forse la strega più celebre: era una profetessa e una sibilla inglese vissuta tra il 1488 e il 1561. Ha scritto numerose profezie in versi che sono state ritenute esatte per vari avvenimenti storici, come la Peste di Londra del 1665, il grande incendio di Londra del 1666 e l’esecuzione di Maria Stuarda del 1587.

Sofonisba Anguissola

La cremonese Sofonisba, nata dalla nobile famiglia piacentina degli Anguissola, fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea. Anche se la sua celebrità non fu pari a quella di altre pittrici salite in seguito alla ribalta dell’arte come Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera o Angelika Kauffman, Sofonisba rappresentò la pittura italiana rinascimentale al femminile.

Amore no

Nome non ha,

amore non voglio chiamarlo

questo che provo per te,

non voglio tu irrida al cuor mio

com’altri a’ miei canti,

ma, guarda,

se amore non è

pur vero è

che di tutto quanto al mondo vive

nulla m’importa come di te,

de’ tuoi occhi

donde sì rado mi sorridi,

della tua sorte che non m’affidi,

del bene che mi vuoi e non dici,

oh poco e povero, sia,

ma nulla al mondo più caro m’è,

e anch’esso,

e anch’esso quel tuo bene

nome non ha…

Sibilla Aleramo

Licenziata per malattia

Molte donne perdono il posto di lavoro o vengono declassate o sono costrette a dare le dimissioni  a causa del cancro al seno. 

A denunciarlo é Paola Pignocchi che dopo la disavventura occorsale, potremmo parlare del danno unito alla beffa, ha deciso di scendere in campo per farsi paladina dei diritti  delle donne che vanno incontro alla malattia.

” Sono in tante a tacere per paura di perdere il posto o di essere demansionate, eppure la legge dice che le aziende devono ricollocarti in un ruolo compatibile con il male che devi affrontare.”