Sandra Misale

Sandra Misale

La ricerca, il merito, il coraggio di seguire la propria strada. E poi le radici, quelle che restano anche quando la vita conduce lontano.
Sono stati questi alcuni dei fili conduttori del pomeriggio vissuto al Santa Chiara di Tropea, dove il Premio Culture a Confronto – Festival Mondiale della Cultura Popolare – Tropea è stato conferito a Sandra Misale.
Nata e cresciuta a Palmi, la scienziata ha costruito il proprio percorso attraverso lo studio, la passione e la determinazione. Dopo gli studi in biotecnologie molecolari a Torino e il dottorato, il suo cammino l’ha portata negli Stati Uniti, fino alla Johns Hopkins, una delle istituzioni più prestigiose al mondo per la ricerca biomedica.
Qui dirige oggi un laboratorio che studia le mutazioni del gene KRAS, coinvolto nello sviluppo di alcune delle forme tumorali più aggressive, tra cui quelle del pancreas, del polmone e del colon. Una ricerca di frontiera, che sta aprendo nuove prospettive nello studio e nel trattamento dei tumori.
Ad aprire la cerimonia è stato il vicesindaco di Tropea Massimo L’Andolina che ha sottolineato con particolare efficacia la rilevanza del lavoro scientifico della premiata e il valore di una figura che, attraverso il proprio percorso internazionale, rappresenta un motivo di orgoglio per la Calabria.
Un riconoscimento al quale l’Amministrazione comunale ha voluto affiancare un dono dal forte valore simbolico: l’opera raffigurante l’Isola di Tropea, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, che il Comune offre agli ospiti illustri della Città quale segno di stima e di riconoscenza.
A condurre l’incontro, con sensibilità e professionalità, Domenico Gareri, che ha dialogato con Sandra Misale accompagnando il pubblico dentro la sua storia, le sue scelte e la sua idea di ricerca.
Ne è emerso un racconto che va oltre il curriculum e i risultati scientifici. Un racconto nel quale la parola passione ha assunto un significato centrale.
Seguire le proprie inclinazioni. Avere il coraggio di scegliere ciò che davvero ci appartiene. Accettare che il percorso della vita non sia sempre lineare e che gli ostacoli facciano parte del cammino. E, soprattutto, imparare a superarli senza smettere di guardare avanti.
È un messaggio che Sandra Misale ha affidato soprattutto ai giovani, mostrando come dietro ogni traguardo ci siano studio, sacrificio, curiosità e perseveranza.
Ma il pomeriggio al Santa Chiara ha parlato anche di qualcosa che viene prima di qualsiasi risultato: la persona.
Il valore del volersi bene, del rispetto, della vicinanza all’altro. La consapevolezza che la relazione umana debba rimanere al primo posto, qualunque sia il campo nel quale ciascuno sceglie di impegnarsi.
Una dimensione emersa con particolare forza anche dal modo stesso con cui Sandra Misale si è rapportata al pubblico: una scienziata di altissimo livello capace di presentarsi con semplicità, con un sorriso costante, con disponibilità e naturalezza.
Particolarmente coinvolgente il momento nel quale il presidente di Culture a Confronto Andrea Addolorato ha raccontato la nascita dell’idea di conferire il Premio alla ricercatrice.
Fu la moglie Concetta, dopo aver letto un articolo a lei dedicato, a suggerirglielo. Andrea accolse inizialmente quella proposta con una certa incredulità, quasi scherzando sull’impossibilità che una personalità scientifica di tale rilievo potesse accettare l’invito. Oggi, quella intuizione è diventata realtà.
E proprio questo episodio ha restituito alla serata una delle sue immagini più significative: bisogna osare e il merito va riconosciuto anche quando sembra lontano, anche quando sembra difficile da raggiungere.
Alla cerimonia ha preso parte il professor Giovanni Cuda, Rettore dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, che ha ripercorso il proprio percorso di studi e perfezionamento negli Stati Uniti, offrendo ai giovani calabresi una riflessione di grande attualità.
L’invito è stato quello di avere il coraggio di fare esperienze fuori dalla propria terra, di confrontarsi con il mondo, di conoscere realtà diverse e di arricchirsi attraverso questo confronto. Un’esperienza internazionale che non deve necessariamente significare distacco dalle proprie origini ma può diventare, al contrario, uno strumento per tornare e contribuire con maggiore consapevolezza alla crescita della propria comunità.
Amare la propria terra e, nello stesso tempo, aprirsi al mondo.
È forse questa una delle chiavi più belle della storia di Sandra Misale. Essere arrivata ai vertici della ricerca internazionale senza smarrire il legame con il luogo da cui è partita. Portare con sé le proprie radici, anche quando il proprio lavoro conduce dall’altra parte dell’oceano.
Il pomeriggio di Tropea è diventato così una riflessione collettiva su ciò che davvero rende significativo un percorso: il merito, la passione, la formazione, il coraggio, la capacità di superare gli ostacoli e il rispetto per gli altri.
Un messaggio che è arrivato al pubblico attraverso le parole ma anche attraverso la musica. Fin dall’inizio, le note del pianoforte hanno definito una cerimonia che, progressivamente, si è trasformata in un vero e proprio inno alla vita.
Le testimonianze, i racconti, le emozioni e il silenzio attento e partecipe della sala hanno composto una trama comune.
Non soltanto la celebrazione di una grande scienziata ma la celebrazione di un’idea di società nella quale la cultura e la conoscenza servono a costruire ponti, il talento viene riconosciuto, i giovani vengono incoraggiati a guardare oltre i propri confini e la persona resta sempre al centro.
Sandra Misale ha ricevuto il Premio Culture a Confronto per la straordinaria strada percorsa nel mondo della ricerca ma il riconoscimento consegnato oggi a Tropea racconta anche una storia più ampia: quella di una donna che ha seguito la propria attitudine, ha trasformato la passione in professione, ha affrontato gli ostacoli senza arretrare e ha saputo portare la propria terra dentro un’esperienza internazionale di altissimo livello.
Dalla Calabria al mondo, senza mai dimenticare le proprie radici.

Beatrice Lento

Laureata in Psicologia Clinica, Tropeana per nascita e vissuti, Milaniana convinta, ha diretto con passione, fino all'Agosto 2017, l’Istituto Superiore di Tropea. I suoi interessi prevalenti riguardano: psicodinamica, dimensione donna, giornalismo, intercultura, pari opportunità, disagio giovanile, cultura della legalità, bisogni educativi speciali.

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