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Mary Anderson

Durante una visita a New York nell’inverno 1903,

Anderson osservò un autista del tram che teneva aperti i due finestrini per poter pulire il parabrezza dalla neve[1]
. Ritornata in Alabama, disegnò uno strumento manuale per tenere pulito il parabrezza e se lo fece costruire da una ditta locale. Lo strumento consisteva in una leva interna all’auto che muoveva una stecca di gomma all’esterno del parabrezza.Successivamente ottenne un brevetto per 17 anni.[2][3]
Nel 1905 Anderson cercò di vendere il brevetto, ma non fu ritenuto un oggetto per cui valesse la pena di pagare un brevetto. Nel 1922 Cadillac fu la prima fabbrica automobilistica ad installare il tergicristallo come accessorio standard[4]

Non c’é posto per la donna grigia

Mary Beard, prof.ssa di Studi Classici a Cambridge e volto della rete BBC, è stata allontanata  dal suo programma per via dei capelli grigi e del suo look evidentemente non confacente all’ idea di Donna elegante e col corpo scolpito.

” Se ci si deve ritoccare io non ci sto!”

” Inoltre mi irrito quando sento dire che stiamo andando indietro rispetto al corpo delle donne, perché allora io rilancio e dico: ma siamo mai andate veramente avanti?”

Lucia Annunziata dichiara in merito:” A me hanno detto che ho gli occhi storti eppure nessuno ha mai cercato di fermarmi perché lavoro duramente. Lavoriamo bene e resisteremo all’imposizione dei canoni estetici. Questo vale in televisione e nella vita.”

La pace che sgorga dal cuoree a volte diventa sangue,

il tuo amore

che a volte mi tocca

e poi diventa tragedia

la morte qui sulle mie spalle,

come un bambino pieno di fame

che chiede luce e cammina.

Far camminare un bimbo è cosa semplice,

tremendo è portare gli uomini

verso la pace,

essi accontentano la morte

per ogni dove,

come fosse una bocca da sfamare.

Ma tu maestro che ascolti

i palpiti di tanti soldati,

sai che le bocche della morte

sono di cartapesta,

più sinuosi dei dolci

le labbra intoccabili

della donna che t’ama.

Alda  Merini 

Mi chiamo Ottavio

…e sono morto a Pompei…

Mia madre non voleva che mi attardassi a giocare con gli altri bambini ma io avevo otto anni e mi sentivo un uomo. Non volevo dividere il giaciglio con lei e respirare il suo odore di spezie e di latte mentre mi stingeva a sé chiamandomi il suo piccolino. Non ero piccolo.

Quella mattina decisi di dimostrare a tutti che ero grande  girovagando solo per Pompei. Era quasi ora di pranzo e, dimenticando le prediche di mia madre, rubai un frutto rosso e succoso, Giove non mi avrebbe punito.

E fu mentre lo assaporavo che accadde tutto. Sentii la terra tremare e un rombo possente librarsi nell’aria. Poi il cielo si oscurò e dalla cima della montagna si alzò un nuvolone di fumo.

Tremando mormorai “mamma” mentre il fumo si addensava, mentre le lacrime scendevano sulle guance …e poi non vidi più nulla, poi fu solo terrore.

Mi chiamo Ottavio e sono morto a Pompei…e ora so che non fu per l’ira di Giove, non fu per quella arancia.
Liberamente riassunto dal racconto di Carla Vangelista che immagina l’ultimo giorno di vita del bambino di Pompei  ritrovato tra i resti dell’eruzione del Vesuvio

Uomini e donne stessi diritti?

Nel mondo che tutti vorremmo, uomini e donne dovrebbero avere gli stessi diritti e le stesse opportunitá. Purtroppo, però, allo stato attuale non è così. Il World Economic Forum, dopo aver esaminato la situazione in due terzi delle nazioni che aderiscono all’ONU, ha certificato che la paritá  uomo donna é lontana, specialmente nei campi dell’economia e della politica. 

Questo equivale a minore occupazione femminile, stipendi più bassi per le donne , meno opportunità per loro di occupare posizioni che contano, minor presenza femminile nei parlamenti e nei governi.

Ci vorranno almeno ottant’anni per raggiungere la parità salariale, ma la disuguaglianza non si gioca solo sullo stipendio: la carriera delle donne, spesso penalizzate dalla gestione della famiglia, è molto più lenta di quella dei colleghi.

Per far crescere il Pil delle nazioni occorre allora incentivare il lavoro femminile, aiutando le lavoratrici a conciliare le ambizioni professionali con gli impegni familiari.

Donne capaci e preparate non mancano di certo, si tratta di cominciare a valorizzare maggiormente il talento femminile.

Patrizia Caraveo

Non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare.

Albert Camus

Simone De Beauvoir

Nessuna donna dovrebbe essere autorizzata a rimanere a casa per allevare i suoi figli. La società dovrebbe essere totalmente differente. Le donne non dovrebbero avere quella scelta, precisamente perché se ci fosse una tale scelta troppe donne la farebbero. È un modo di forzare le donne in una certa direzione.

Anche il procuratore

Il procuratore generale di New York Eric Schneiderman, che nelle settimane scorse ha avviato un’azione legale contro Harvey Weinstein, si è dimesso dopo che quattro donne sulle colonne del magazine New Yorker lo hanno accusato di abusi sessuali e violenze fisiche. Schneiderman – democratico e alleato del governatore Andrew Cuomo – è divenuto negli ultimi mesi anche uno dei principali antagonisti di Donald Trump. Ha ammesso i fatti, ma ha negato con forza di aver agito contro la volontà delle donne, parlando di “attività sessuali consensuali“.

Due delle donne cha accusano Schneiderman, 63 anni, hanno raccontato al New Yorker che durante i rapporti sono state strette al collo e colpite ripetutamente. Entrambe avrebbero avuto bisogno di alcune medicazioni. Una terza donna, un’avvocatessa, ha invece raccontato di essere stata violentemente schiaffeggiata sul viso, stessa esperienza vissuta anche dalla quarta accusatrice. Spesso i fatti si sarebbero verificati dopo il consumo di alcol.

Virginia Woolf

Virginia Woolf aveva 59 anni. La scrittrice inglese si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse, vicino alla sua casa nei pressi di Rodmell il  28 marzo del 1941. Femminista convinta, lottava per la parità dei sessi, ben capendo le fatiche che doveva affrontare all’epoca il cuore di un poeta, “intrappolato in un corpo di una donna”. Stava male. Al marito lasciò un biglietto di addio commovente:

Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che nessuno avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so“.

Silvia Plath: poetessa suicida

Forse non sarò mai felice, ma stasera sono contenta. Mi basta la casa vuota, un caldo, vago senso di stanchezza fisica per aver lavorato tutto il giorno al sole a piantare fragole rampicanti, un bicchiere di latte freddo zuccherato, una ciotola di mirtilli affogati nella panna. Ora capisco come la gente possa vivere senza leggere, senza studiare. Quando uno è così stanco, alla fine della giornata ha bisogno di dormire e il mattino dopo, all’alba, lo aspettano altre fragole da piantare, e così si va avanti a vivere, vicino alla terra. In momenti come questi sarei una stupida a chiedere di più...”.