Home

La dottora dei poveri

«Mi auguro, per il trionfo della causa del mio sesso, solo un po’ più di solidarietà fra le donne. Allora forse si avvererà la profezia del più grande scrittore del nostro secolo – Victor Hugo – che presagì alla donna quello che Gladstone presagì all’operaio: che cioè il secolo XX sarà il secolo della donna»

Anna Maria Mozzoni, Alessandrina Ravizza, Ada Negri, Sibilla Aleramo sono solo alcune di quante si prodigarono tra Otto e Novecento per affermare i diritti delle donne. La loro attività si espresse soprattutto nel “femminismo lombardo” che aveva tre obiettivi principali: a) centralità della donna nella costituzione della democrazia; b) ruolo materno come titolo della cittadinanza e c) rivendicazione della libera disposizione di sé. Un tale approccio, però, fu solo in parte condiviso dalla principale protagonista del socialismo e del femminismo italiano, Anna Kuliscioff[1].
Nata nel 1854 a Moskaja (Cherson), da un’agiata famiglia di mercanti ebrei, Anna[2], dotata di una straordinaria memoria e di una eccezionale predisposizione al ragionamento logico e rigoroso, fu incoraggiata sin dall’infanzia a coltivare gli studi con maestri e governanti privati e si interessò molto presto di politica. Nel 1871 si trasferì a Zurigo per proseguire gli studi di filosofia, poiché in Russia alle donne era proibito l’accesso all’università. Testimonianza della sua indole passionale e dell’ansito paritario fu il gesto clamoroso con cui strappò il libretto universitario quando, nel 1873, fu ordinato agli studenti russi di abbandonare l’università di Zurigo, pena la non ammissione agli esami in Russia. Ordine, tra l’altro, sostenuto dalla motivazione secondo cui le giovani russe si recavano all’estero non per assecondare il demone degli studi, ma per abbandonarsi agli impulsi del libero amore. Era una vera provocazione.
Tornata in Russia nel 1874 per dedicarsi alla politica attiva, già nel 1877 fu costretta a riparare in Svizzera, in seguito all’ondata di arresti provocati dai vari movimenti di piazza che in quegli anni agitavano non solo la Russia, ma gran parte dell’Europa. Proprio in Svizzera conobbe Andrea Costa, con il quale si trasferì a Parigi per collaborare all’Internazionale di Kropotkin[3]. Ma nel ‘78 venne arrestata ed espulsa dalla Francia e fu di nuovo in Svizzera. Di idee anarchiche, Costa si avvicinò al socialismo proprio grazie ad Anna. Erano, quelli, anni di repressione durissima, che li videro entrambi vittime di continui arresti e di processi sommari. In particolare il processo a Firenze del 1880 suscitò molto interesse nell’opinione pubblica e dette molta visibilità alla personalità della Kuliscioff.
La lontananza forzata e il temperamento geloso di Costa però incrinarono per sempre un rapporto già conflittuale. Andrea dal carcere scrive ad Anna della propria gelosia, rivolta in modo particolare a Carlo Cafiero con cui Anna, a Lugano, aveva avviato un fitto dialogo politico e umano. Alle accuse del suo compagno, la Kuliscioff replica con fermezza: «Io alla fine vedo una cosa: agli uomini come sempre è permesso tutto, la donna deve essere di loro proprietà. La frase è vecchia, banale, ma ha le sue ragioni d’essere e l’avrà chissà per quanto tempo ancora».
La sfiducia e i dissapori, inaspriti dalla lontananza, inabisseranno definitivamente nel 1885 il loro amore, dal quale nacque una figlia, Andreina.
In Svizzera la Kuliscioff aveva ripreso gli studi ed era passata dall’ingegneria alla medicina. In seguito alle numerose detenzioni aveva contratto la tubercolosi e le vennero consigliati climi più miti. Si trasferì così, con la figlia, a Napoli. Nel 1888 si specializzò in ginecologia, prima a Torino, poi a Padova. La sua tesi era dedicata alle cause della febbre puerperale, e avendone indicato l’origine batterica, aprì la strada alla scoperta che avrebbe salvato milioni di donne dalla morte dopo il parto. Si trasferì poi a Milano, dove cominciò ad esercitare l’attività medica, recandosi tra l’altro anche nei quartieri più poveri della città. Dai milanesi venne chiamata la “dottora dei poveri”.
A Milano entra in contatto con le principali esponenti del femminismo milanese, Anna Maria Mozzoni, Paolina Schiff e Norma Casati, che nel 1882 avevano formato la Lega per gli interessi femminili. Da qui in avanti l’impegno di Anna Kuliscioff nella questione femminile diviene sempre più chiaro e incalzante, sino a culminare nel bellissimo intervento al Circolo filologico di Milano, nell’aprile del 1890: Il Monopolio dell’uomo. Un intervento forte, dall’impostazione originale e moderna, che non solo considera la questione femminile da un’angolazione economica (prospettiva “obbligata” per chi come lei si considerava parte del firmamento marxista), ma che soprattutto scava tra i ritardi, le motivazioni sociali, i pregiudizi culturali che la accompagnano e che trovano le loro radici in una mentalità chiusa, gretta e in abitudini di secolare sopraffazione. L’aspetto innovativo dell’intervento di Anna Kuliscioff, però, risiede nel modo di denunciare le angherie riservate all’altro sesso. «Non farò, tuttavia, una requisitoria – così esordisce la Kuliscioff al convegno milanese -. Non è una condanna ad ogni costo dell’altro sesso che le donne domandano; esse aspirano anzi ad ottenere la cooperazione cosciente ed attiva degli uomini migliori, di quanti, essendosi emancipati, almeno in parte, dai sentimenti basati sulla consuetudine, sui pregiudizi e soprattutto sull’egoismo maschile, sono già disposti a riconoscere i giusti motivi che le donne hanno di occupare nella vita un posto degno per averne conquistato il diritto».
Se l’inferiorità della donna nasce dai privilegimaschili, superarla risulta certo assai difficile perché il predominio dell’uomo esce come consacrato da schemi sociali giuridici e politici che affondano le loro radici nella notte dei tempi e che da qui, sull’onda lunga della storia, giunge fino ai moderni a rinsaldare la catena della subordinazione femminile.
«L’esperienza di altre e molte donne – argomenta Anna – che si alternarono a deviare dal binario tradizionale la vita femminile in genere, e soprattutto l’esperienza mia propria, m’insegnarono che, se per la soluzione di molteplici e complessi problemi sociali si affacciano molti uomini generosi, pensatori e scienziati, anche delle classi privilegiate, non è così quanto al problema del privilegio dell’uomo di fronte alla donna». E aggiunge: «Tutti gli uomini, salvo poche eccezioni, e di qualunque classe sociale, per un’infinità di ragioni poco lusinghiere per un sesso che passa per forte, considerano come un fenomeno naturale il loro privilegio di sesso e lo difendono con una tenacia meravigliosa, chiamando in aiuto Dio, chiesa, scienza, etica e leggi vigenti, che non sono altro che la sanzione legale della prepotenza di una classe e di un sesso dominante».
Sarebbe, dunque, semplicistico attribuire l’inferiorità della donna all’egoismo e alla prepotenza maschile. È una condizione, quella femminile, assai più complicata e subdola; sì, subdola perché il passare del tempo e l’evoluzione intellettuale e morale dell’uomo ha trasformato l’antica condizione di schiavitù della donna; ma, appunto, l’ha trasformata non l’ha abolita, e anzi – auspice anche la tradizione cristiana -, quella condizione di mite arrendevolezza è stata santificata dalle stesse donne.
«I detti di San Paolo – ricorda la Kuliscioff – di San Giovanni Crisostomo, di Sant’Agostino, di Sant’Ambrogio ed altri, tutti d’accordo a chiamare la donna la porta del demonio, lo provano a sufficienza. E questi concetti, modificati e rifatti poi dalle varie chiese e soprattutto dalla chiesa cattolica, informano ancora dopo tanti secoli la sostanza delle opinioni che hanno gli uomini e, purtroppo, anche le donne stesse, sulle capacità, sulle attitudini e sui rapporti reciproci dei due sessi (…) così per le donne sono rimaste leggi ed istituzioni che hanno origine dalla forza brutale, consacrate e sanzionate dalla chiesa e diventate poi anche base dei codici civili vigenti». Da qui muove Anna per descrivere la parabola della donna, dall’eta’ primitiva agli albori della società industriale, con “l’altra metà del cielo” sempre piegata sotto il giogo della sopraffazione e dello sfruttamento. «Si potrebbe dire con Letourneau – sottolinea con forza la Kuliscioff – che il primo animale domestico dell’uomo è stato la donna, perché in condizioni dispari di lotta, essa rimaneva la vinta, ma vinta soltanto dalla forza brutale».
La prima denuncia di Anna Kuliscioff è la mancanza di solidarietà tra le donne, il loro essere divise da un’opinione dura e refrattaria agli slanci dell’emancipazione. Sebbene l’intervento della Kuliscioff ebbe una risonanza internazionale, in Italia l’eco delle sue parole si spense subito.
Nel 1891 insieme a Filippo Turati, fondò la rivista «Critica sociale», dalle cui colonne perorò molte cause, a cominciare dal riscatto delle donne, che ella sostenne in tutti i modi. Tutti, proprio tutti: promuovendone l’emancipazione intellettuale e morale, sostenendone l’indipendenza economica, difendendone i diritti. Dal primo decennio del Novecento fino allo scoppio della Grande Guerra sosterrà con tutti i mezzi possibili la battaglia per il suffragio universale, unitamente ad alcuni fra i più angolosi eretici del socialismo italiano, come Gaetano Salvemini.
Dopo la rottura con Andrea Costa nel 1885, Anna Kuliscioff e Filippo Turati si unirono in un sodalizio durato quarant’anni, che corrispose all’espressione più alta del movimento socialista in Italia. Un grande amore e un’intesa umana e intellettuale non disgiunta però dall’indipendenza di pensiero di Anna e dalla necessità di vegliare e affermare la propria individualità.
La misura di questa indipendenza sta in una boutade di Antonio Labriola, secondo il quale il socialismo italiano contava un uomo soltanto, che poi era una donna: Anna Kuliscioff. Il luogo-simbolo, che poi divenne come una specie di santuario fu il loro appartamento a Milano in via Portici Galleria al numero 23, il cui salotto venne adibito a redazione di «Critica sociale», e che fu il punto di ritrovo degli esponenti politici del tempo, ma anche l’asilo di persone comuni, come le “sartine”, che trovavano in Anna una confidente leale e generosa. E proprio da Milano la Kuliscioff sostenne concretamente la questione femminile all’interno del movimento socialista, dapprima con la legge Carcano, approvata nel 1903, per la tutela del lavoro delle donne e dei fanciulli, elaborata dalla stessa Kuliscoff e presentata da Turati, e poi con la battaglia per il suffragio universale.
Agli inizi del Novecento il dibattito sul voto ruotava intorno alla richiesta di estenderne il diritto a tutti i cittadini maschi, anche analfabeti. Dell’eguale prerogativa per le donne, invece, nessuno, o quasi, si dava pensiero. Lo stesso Turati giustificava la posizione del Partito adducendo come motivo «la ancora pigra coscienza politica di classe delle masse proletarie femminili». Immediata la risposta di Anna Kuliscioff su «Critica sociale»: «Direte, nella propaganda, che agli analfabeti spettano i diritti politici perché sono anch’essi produttori. Forse le donne non sono operaie, contadine, impiegate, ogni giorno più numerose? Non equivale, almeno, al servizio militare, la funzione e il sacrificio materno, che da’ i figli all’esercito e all’officina? Le imposte, i dazi di consumo forse son pagati dai soli maschi? Quali degli argomenti, che valgono pel suffragio maschile, non potrebbero invocarsi per il suffragio femminile?».
Sulla questione del suffragio universale, inteso come estensione del voto a tutti, donne e analfabeti inclusi, Anna Kuliscioff trovò rispondenza di idee con Gaetano Salvemini, lo storico pugliese noto per il suo temperamento impetuoso.
«Ora – si lamentava Turati in una lettera alla Kuliscioff – Salvemini mi scrive che, se il suo progetto di suffragio è buono, dobbiamo farlo nostro, se cattivo, presentarne uno migliore, far subito, fare grosso, e via via con tutte le solite impertinenze, pum, pum, pum». Ma le querimonie di Turati non trovavano facile accoglienza nella Kuliscioff, che invece trovava in Salvemini una consonanza di idee, dalla condanna della politica giolittiana alla necessità di estendere il diritto al voto a tutti, analfabeti e non, uomini e donne.
Anna Kuliscioff non solo si era schierata apertamente contro le posizioni ufficiali del Partito Socialista (e quindi anche di Filippo Turati), ma aveva sempre mostrato il suo scetticismo, per non dire il suo disprezzo, nei confronti del femminismo borghese che rivendicava diritti solo per le donne appartenenti a determinate categorie sociali.
Ma nel 1912 il governo Giolitti approva una legge che, sotto il (falso) nome di suffragio universale, concede di fatto il voto a tutti gli uomini alfabeti che abbiano compiuto i ventuno anni di età, e a tutti i maschi analfabeti che abbiano raggiunto i trenta anni. Solo uomini. Un’amara sconfitta, dinanzi alla quale però Anna Kuliscioff non disarma, pessimista ma tenace. Ed ecco infatti che il 7 gennaio del 1912 fonda la rivista bimestrale «La Difesa delle Lavoratrici», che dirigerà per due anni insieme a Carlotta Clerici, Linda Malnati e Angelica Balabanoff. Nel 1914, dopo lo scoppio della guerra, le divergenze politiche con la redazione porteranno Anna Kuliscioff a ritirarsi dall’iniziativa editoriale, sulla quale, però, continuerà sempre a pesare l’eminenza del suo giudizio. Dopo la fine della guerra e l’avvento del fascismo, la rivista non ebbe vita facile. Chiuse nel 1925, anno della morte di Anna Kuliscioff. Forse non solo una accidentale coincidenza.
Proprio mentre il fascismo si affermava con tutta la sua tracotanza, Anna Kuliscioff si spegneva nel suo appartamento milanese. «È proprio difficile anche morire».
«Quando si sentì venir meno e soffocare, volle baciare tutti i suoi intimi, e si spense, senza un sussulto, senza un brivido».
Immensa la folla di persone che volle rendere omaggio alla “dottora dei poveri”, ricordata così da Pietro Nenni: «I funerali erano stati un’apoteosi per lei e per il sopravvissuto suo compagno. Ma, ai fascisti, anche l’omaggio reso a una donna insigne per sapere, preclara per carattere, da tutti stimata per la bontà senza pari, era riuscito intollerabile. Sui gradini stessi del Monumentale, mentre a mo’ di saluto io gridavo “Viva il socialismo!”, fummo aggrediti. Attorno alla bara, attorno alle corone e ai nastri, ci fu una zuffa breve e feroce dalla quale parecchi uscimmo sanguinanti e pesti. Ed era triste pensare che ciò avvenne in un cimitero e davanti alla salma di una donna che, con tutta la sua anima, con tutta la sua intelligenza aveva auspicato pace, giustizia e fraternità».
Il suffragio universale, inteso così come Anna Kuliscioff lo aveva difeso nelle sue battaglie, ossia come voto per tutti, uomini e donne, senza distinzione alcuna di sesso o di classe, sarà introdotto in Italia solo nel 1946, dopo venti anni di dittatura fascista e l’immane tragedia della seconda guerra mondiale.

sos KORAI sostiene Tropea nella conquista del titolo di Borgo più bello d’Italia 2021, scopri come votare!

Il Borghi dei Borghi, LA GRANDE SFIDA 2021: dalle ore 17:00 di Domenica 7 marzo sino alle ore 23:59 di Domenica 21 marzo potrete votare il borgo di Tropea sul sito della RAI: www.rai.it/borgodeiborghi o su www.raiplay.it.
Potrete esprimere 1 voto al giorno da ogni e-mail per una sola preferenza. Chi fosse già in possesso di credenziali Raiplay potrà effettuare direttamente il login al sito e, dopo l’autenticazione, esprimere la propria preferenza di voto. Gli utenti non ancora registrati per votare dovranno creare una utenza Raiplay indicando username, password ed indirizzo e-mail di riferimento.
Il voto è GRATUITO.
Il Borgo di Tropea rappresenta la regione Calabria in questa grande sfida 2021. Vincere dipende solo da noi! Votare è importante! Continuiamo a farlo OGNI GIORNO! Coinvolgiamo il maggior numero di persone tramite i social ed il passaparola costante! Occorre un continuo impegno di tutti durante queste due settimane senza mai far calare l’attenzione. Solo in questo modo si potrà avere la possibilità di vedere, domenica 4 APRILE 2021, Tropea come Borgo più Bello d’Italia dell’edizione 2021.
Grazie per la preziosa collaborazione e Forza Tropea! #tropea #calabria #ilborgodeiborghi #borghipiubelliditalia #spiaggiatropea #kilimangiarorai #mare #beach #viaggiare #travel #summertime

Ciao Bettina!

Per salutare la cara amica Bettina Rombolà pubblichiamo anche il suo racconto “La Maestra”, una delle storie di donne del primo Quaderno dell’8 Marzo dell’associazione.
La Nostra amava tantissimo scrivere e i suoi racconti, immancabilmente, arricchivano il nostro piccolo, amato opuscolo. Qui esprime la sua gratitudine per un personaggio legato alla sua Brattiró: la Maestra che lei definiva “ “per antonomasia”
Ciao Bettina cara!

“Un personaggio femminile del mio paese, che mi piace ricordare è, senza dubbio, la “Maestra” Maria Teresa Tambuscio, che abitava vicino alla casa dei miei genitori, dove sono nata e cresciuta, fino al matrimonio. Vecchi album di fotografie d’epoca; un quaderno diario del defunto mio padre, suo allievo, in tenuta di “piccolo balilla” (gli scolari dell’epoca fascista); e soprattutto il prezioso aiuto di Sarina Rombolà, sua pronipote, nonchè mia cara amica: questi sono gli strumenti di cui mi sono avvalsa nell’indagare intorno alla figura di questa esemplare educatrice di tante generazioni di scolari. Andando a ritroso nel tempo, come in un “flashback”, riaffiorano sprazzi di momenti rimasti impressi indelebilmente nella mia memoria. La “Maestra” Maria Teresa Tambuscio nacque a Monteleone Calabro (l’o- dierna Vibo Valentia) il 13/03/1881 e morì a Brattirò di Drapia (VV) il 7/12/1964. Qui, svolse l’attività di “Maestra” nella scuola elementare, no- minata dal sindaco del Comune di Drapia, di cui Brattirò è la frazione più importante, non essendoci, all’epoca, le scuole statali. In questo centro, la Tambuscio insegnò dal 1901 al 1948. Con lei era venuta a Brattirò anche la sorella Serafina, nonna della mia amica Sarina. Al contrario della sorella, che sposò un signore del paese, dal quale ebbe dei figli, la “Maestra” scelse di rimanere nubile. Dai miei ricordi di fanciulla emerge spesso l’immagine di lei, imponente e matronale, sia da giovane donna con i capelli neri, rac- colti con un fermaglio, sia nell’età avanzata con i capelli, via via incanutiti dal trascorrere del tempo. La casa di Maria Teresa Tambuscio, la “Maestra” per antonomasia, era, per così dire, il “salotto buono” del paese, in cui si radunavano i cosiddetti “notabili”, per lo più persone che amavano la cul- tura e la conoscenza in genere. Tra queste, ricordo, c’erano: il parroco, don Pasquale Bagnato, di Tropea; il medico condotto e il farmacista. Un altro frequentatore del salotto della signorina Tambuscio fu il direttore didattico Orazio Ferro, di cui ho nitida nella memoria la slanciata figura, avvolta dal vestito di lino bianco e con il cappello di panama in testa, quando, specie d’estate, veniva a far visita alla “Maestra” dalla sua tenuta di Sant’Angelo, località nelle vicinanze di Brattirò. Habituè della casa della Tambuscio era anche mio nonno materno, don Peppe, che aveva studiato fino al quinto ginnasio e che soleva dire: “Vado dalla Maestra, donna molto colta, perchè da lei c’ è sempre da apprendere”. Rammento bene, infine, perchè un po’ più recente, il giorno della cerimonia di intitolazione della scuola elemen- tare di Brattirò alla “Prima Maestra”, presieduta dal compianto Direttore Di Renzo, il 03/05/1990. Nell’atrio della stessa scuola si conserva il busto in bronzo, su piedistallo in marmo, della “Maestra”, opera dello scultore, originario di Zungri, Michele Zappino, e offerto dall’ex alunno, ora defun- to, Domenico Pugliese, detto Micu Moretto, emigrato in Argentina negli anni 1949-50. Oltre ad essere stata la “ prima maestra” di Brattirò, la signo- rina Maria Teresa Tambuscio si è distinta sempre per l’impegno profuso quotidianamente nello svolgimento del suo lavoro e, pertanto, è degna di essere proposta come esempio alle nuove generazioni. Per queste sue doti, la “Maestra” fu insignita nel 1932 della medaglia d’argento, per gli eleva- ti meriti educativi, dall’allora Re, Vittorio Emanuele III, e nel 1948 della medaglia d’oro, sempre per meriti educativi e sociali, dall’allora Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi. La “Prima Maestra” di Brattirò ha portato al paese: cultura, amore per l’istruzione e, in tempi socio economici complessi e problematici, ha contribuito alla sua crescita civile, oltre che culturale.

Elisabetta Rombolà

Quaderno dell’ 8 Marzo 2018 #1

Ciao Professoressa Elisabetta Rombolà

sos KORAI condivide con i familiari e con quanti, conoscendola, non hanno potuto che amarla, il grande dolore per la prematura scomparsa della socia e amica, professoressa Elisabetta Rombolá, per tutti Bettina.
Creatura singolare per bontà e dolcezza, colta, affettuosa, rispettosa, gentile, affabile… innocente come un bambino, lascia un vuoto incolmabile.
sos KORAI Le rende omaggio pubblicando il suo racconto “ Rosetta” che fa parte del primo Quaderno dell’8 Marzo dell’associazione.
Ciao Amica carissima, resterai per sempre con noi!

“Sono Rosetta, considerata da tutti una persona strana e insolita, arrivata a Brattirò nei lontani anni Cinquanta. Forse è vero: sono una donna piutto- sto bizzarra e sono ricordata principalmente dai meno giovani, in quanto vissuta ai tempi della loro fanciullezza. Pertanto la mia memoria, dopo la mia dipartita, va via via affievolendosi tra le nuove generazioni. Tutto questo mi ha spinto a fare una specie di riflessione sulla mia vita terrena per riempire questa mancanza, ricostruire questo piccolo pezzo di storia del Comune di Drapia e lasciare alle generazioni future il mio personaggio, che è parte integrante della cultura di questi nostri luoghi. Le indagini su di me sono piuttosto difficili per mancanza di dati attendibili. Comunque, cercherò di dare qualche notizia certa. Sono originaria di San Gregorio d’Ippona e sono arrivata a Brattirò tanto tempo fa, seguendo un possidente del posto, che era solito trascorrere le vacanze estive nelle sue proprietà, situate nella nostra zona. Io, Rosetta, curavo il casolare e mi dedicavo alle faccende domestiche, vivendo in modo dignitoso di quel poco che ricevevo. Frattanto, sono riuscita a creare dei contatti con gli abitanti del paese, incuriositi e spesso divertiti dal mio modo di fare, spontaneo e piuttosto sempliciotto, per non dire rozzo. In seguito alla morte del mio amico benefattore, sono stata allontanata dal luogo dove alloggiavo. Quindi, rimasta completamente da sola, per giunta senza dimora, ho iniziato a vivere da randagia, vagabondando per le campagne in cerca di vestiti, cibo e un qualsiasi letto dove poter dormire. Mi sono adattata a tutto quello che mi si presentava davanti, mangiando qualunque cosa fosse commestibile e dormendo su qualsiasi giaciglio, anche con animali. A riguardo la dottoressa Francesca Speranza, chiamata da alcune compassionevoli persone per visitarmi, preso atto della specie di porcile in cui vivevo, vicino al villaggio “La Pace”, e soprattutto delle mie non buone condizioni di salute, mi ha fatto ricoverare all’ospedale di Vibo Valentia. Dopodiché, sono stata trasferita in una casa di cura per anziani a Limbadi e qui ho trascorso i miei ultimi anni. Nel ripercorrere le tappe della mia “avventurosa” vita terrena, debbo riconoscere che i Brattiroesi si sono sempre mostrati caritatevoli nei miei confronti. Il mio modo colorito di esprimermi, ricco di invettive dialettali e paesane, suscitava l’ilarità dei più: ricordo con nostalgia quando prendevo il bus per Tropea, rendendo spassoso e divertente il viaggio agli studenti; allo stesso modo i litigi, che scaturiti da futili motivi, finivano spesso per trasformarsi in risate fragorose. In fondo, nessuno si è mai offeso con me per le mie parole volgari e mordaci, perché le pronunciavo senza cattiveria alcuna. Sono sempre stata spontanea e naturale nel rapportarmi con gli altri e nell’esternare i miei sentimenti. La gente lo capiva: ecco perché, a distanza di tanti anni dalla mia morte, molte persone si ricordano ancora di me, specie quelle di una certa età.”

Quaderno dell’8 Marzo 2019
Elisabetta Rombolà

Anna Achmatova

Anna Achmatova, pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko (Bol’soj Fontan, 23 giugno 1889 – Mosca, 5 marzo 1966), è una delle più importanti poetesse russe del Novecento. In realtà Anna Achmatova non amava l’appellativo di poetessa, e preferiva farsi definire poeta, al maschile.

Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.

Sentirai il tuono
e mi ricorderai,
pensando: lei voleva la tempesta.
L’orlo del cielo
avrà il colore del rosso intenso,
e il tuo cuore,
come allora, sarà in fiamme.

Ho soltanto un sorriso.
Così. Un moto appena visibile di labbra.
E per te lo conservo:
ché è un dono dell’amore.

Non mi ami, non ne dubito
Nè mai potrai amarmi?
Perché dunque un estraneo
In tal modo mi attira?

In te vacillo, cado e mi alzo ardendo…
tu tra tutti gli esseri hai il diritto di vedermi debole.

Lascio la casa bianca e il muto giardino.
Deserta e luminosa mi sarà la vita.

Perdona se son vissuta affliggendomi,
e il sole poco m’ha allietata.
Perdona, perdona se molti
ho scambiato per te.

Le labbra si fondono nel terribile silenzio
E il cuore si spezza per amore.

Come vuole l’ombra staccarsi dal corpo,
come vuole la carne separarsi dall’anima,
così io adesso voglio essere scordata.

Home Alone 1, AVI English Munchie full movie torrent

Home Alone 1,

================================================ = = ===========

………………………………………….. ………..

..: +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ ++++ ++++ ++++++++: ..

…: +++++++++++++++ | | Sun at home 1990-2012 +++++++++++++++++++: …

..: +++++++++++++++. | Only at home 1 1990 | ++++++++++++++++++:

..: +++++++ | Lost in House 2 in New York in 1992. ++++++++: ..

..: ++++++++++++++++. | Alone at home 3 1997 | ++++++++++++++++++:

..: +++++ | Home only 4 Homecoming 2002 +++++: ..

..: +++++++ | Home Alone 5 Festive Robbery 2012 | +++++++: ..

…: +++++++++++++++ | | Sun at home 1990-2012 +++++++++++++++++++: …

..: ++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++ ++++ ++++ ++++++++: ..

………………………………………….. ………..

Information.

=: Comedy: Crime: Family.

= -Start: 1990: 1992: 1997: 2002: 2012.

=: English.

= -Global bit: 1.728 Kbps.

= -File :::::

= -Movie: 1h 42mn: 2h 00mn: 1h 38mn: 1h 23mn: 1h 29mn.

Video.

=: Stroke.

= -Aspects :: 1.

=: 720 384.

= -Bit: 1 611 Kbps.

English sound.

=: mp4a: MPEG-4 AAC LC.

=: Dual channel stereo.

= -Bit: 112 Kbps.

= -Maximum bit: 219 Kbps.

Subtitles Softsubbed SubRip MicroDVD.

= -English

Home Alone 1,

Votes 15 2

Get uTorrent Get uTorrent

  • Home Alone 1, Clean Audio AVI Full Movie Download Torrent
  • Home Alone 1, Pootrick Dual Audio download full movie torrent
  • Home Alone 1, Pirate Download Torrent

Free PDF Reader Download Torrent

Free PDF Reader

Simple, clear and easy to use! Free PDF Reader is a Windows application for reading and reading PDF documents. With a simplified interface, this PDFZilla application includes a standard detection framework that makes it easy to navigate through settings and options. Although free, the feature is not lacking in features and comes with a multiple view mode, text converter for copying, page rotation, PDF printing and a snapshot of the page, which are the most important features of Snapshot, a similar tool. Simply put, it is compatible with all major PDF readers, including Adobe – a great way to easily read PDF documents! Sometimes program developers find it difficult to understand how the tool works. The name, Free PDF Reader, does the same for the PDFZillas product. That’s exactly what it says! If you are looking to download from a PDF reader, this is a good option. Since you definitely come across the free download of Adobe browsers, here are a few reasons to choose this ((({(review-app-page-desktop ‘) function;}); Very easy to use features With the free PDF reader you can view and read all types of downloaded PDF files on your system. The easy-to-use interface allows you to navigate seamlessly to achieve basic options such as viewing multiple or single pages at once, copying text and switching for editing, dragging the page to the center, or navigating to applications running PDF Zillas PDF Reader works For computer, you can use the main sections of the Windows taskbar or the representative icons in the tool. However, the icons and interface look archaic, which makes this PDF reader a feature of the program. With many PDF readers available in the market, it can be difficult to make a decision. Although the simplified interface of Free PDF Reader is a boon, there are other features that make it worthy of impression. The program supports printing documents so you can printrepeatedly view PDF documents: The free PDF reader supports multi-page view, actual size, setting height and setting width, so you can work on laptops with different screen sizes without rotating – with a free PDF reader you can Rotate documents for easy viewing and copying – The program supports text in the clipboard, which allows you to use text throughout the document. This is a great way to make edits and what to look for. Despite its ease of use and simplified interface, Free PDF Reader can be improved as a program. The biggest competition, Adobe, is also a free program that makes it difficult for the technology giant to win. Although the free PDF Reader looks less business and scary, it is a good option for older systems. Programs like Adobe Reader and Nitro PDF Reader can take a lot of resources, and the growing number of ads slows down another annoying problem. The free PDF Reader continues to promote other products in the program. As such, constant interruptions can remind you to use a free PDF Reader in the long run. Most PDFZilla-powered applications include PDF editors, file converters, and PDF merge software. Although you may be interested in these programs, ads can be intrusive and say that Free PDF Reader is still one of the easiest to use and has many features for viewing, opening, and reading PDFs. A few ads won’t do much harm to your user experience, and that’s no reason to miss the other benefits that this free PDF reader offers for ease of use! Overall, the free PDF reader is an excellent application for opening viewed PDF files. It is easy to navigate, easy to use and rich in features. The only drawback is the lack of advanced features. The ads displayed in the app can alsoaffect the user experience. However, it is worth downloading PDF software. If you don’t like it, you have the option to download Adobe Reader that you have a free PDF Reader installed. This will ask you to select the program as the default option for PDF files. Until you are sure about the program, it is best not to change the settings. If you’re happy with the free PDF reader download, just change the settings and make Free PDF Reader your default choice for business and performance tools for Windows.

Free PDF Reader

Votes 33 5

Get uTorrent Get uTorrent

  • Free PDF Reader x86-x64 Download Torrent
  • Free PDF Reader Download
  • Free PDF Reader Installer download

Free PDF Reader Torrent

Free PDF Reader

Simple, concise and easy to use! A free PDF reader is a Windows application for viewing and reading PDF documents. With a simple interface, the PDFZilla program has a standard research framework that makes navigation settings and options easy. Although this app does not have free features, it has multi-view mode, text copy converter, page rotation, PDF printing, and page snapshots, similar to the Snapshot tool. In short, this is the best method for the best PDF reader, including Adobe, to read PDF documents easily! Sometimes program developers make it easier to understand how this tool works. Free PDF Reader Name does the same for PDFZillas. That’s what he claims! If you want to download a PDF reader, this is a good option. Since you may download Adobe Reader for free, here are some reasons to choose it (function () {(‘review-app-page-desktop’);}); Many ease of use With the free PDF reader, you can view and read all types of PDF files downloaded to your system. A simple interface lets you navigate seamlessly to access basic options, such as viewing multiple pages or one page at a time, copying and converting text for editing, dragging from page to center, or navigating PDFZillas PC Reader from programs running on your PC . Use the basic Windows taskbar tab or special tool icons. However, the icons and interface look antique, which makes this PDF reader program function. With so many PDF readers on the market, the choice is difficult. While the free PDF reader interface is a blessing, another feature is worth printing – the program supports document printing, allowing you to make paper copies of PDF documents in multiple views – free PDF readers support multi-page, one-page, actual size, custom height and customizable width , which allows you to work with laptops of various sizes without rotation – with a free PDF reader, you can rotate documents for easy viewing and copying – the program supports text on the clipboard, allowing you to use text anywhere in the document. This is a great way to make a change and needs to be addressed. Despite its ease of use and simple interface, Free PDF Reader can be upgraded as a program. Its biggest competitor, Adobe, is also a free program, making it difficult to overcome technical giants. While Free PDF Readers may seem less professional and intimidating, they are a good choice for older systems. Programs like Adobe Reader and Nitro PDF Reader can consume resources, and slowing down the number of ads is another annoying issue. Free PDF readers continue to promote other products in the program. Therefore, constant disruption can leave you with the idea of ​​using a free PDF reader in the long run. Many of the programs offered by PDFZilla include PDF editors, file converters, and PDF merging software. While these programs may be interesting to you, ads can be invasive and say that free PDF readers are still one of the easiest to use and include many features that make it easier to view, open, and read filesPDF. Some ads may not make your user experience difficult, and that is not a reason to ignore the other benefits this free PDF reader has to offer for your convenience! Generally a free PDF reader is great for opening and viewing PDFs. Easy to navigate, easy to use and has many features. The only drawback is the lack of advanced features. In addition, ads displayed in the program may interfere with the user experience. Even so, it is a good idea to download PDF software. If you do not like it, you have the option to download Adobe Reader, which you have installed as a free PDF reader, you will be asked to make the program the default PDF file. It is better not to change the settings until you are confident with the program. Once you are satisfied with the free PDF reader download, simply change the settings and set the Free PDF Reader as the default for your Windows business and productivity tools.

Free PDF Reader

Votes 23 0

Get uTorrent Get uTorrent

  • Free PDF Reader x86-x64 fast-dl download torrent
  • Free PDF Reader FastDL download
  • Free PDF Reader Update download

Activator for Windows and Office KMS Pico 9.0.4 télécharger

Activator for Windows and Office KMS Pico 9.0.4

Modifier les enregistrements

– Erreurs significatives corrigées.

– Correction de bogues logiques.

– Unistaller supprime le pilote.

– Émulateur modifié.

– Correction de bugs signalés.

pour plus d’informations, lisez le fichier de lecture interne

————————————————– —- ———————————–

————————————————– —- ———————————–

Pour tout savoir, tout apprendre et tout apprécier, venez le partager ici

BEAUCOUP DE GRANDES CHOSES SONT ICI

Pour mes plus de 1700 rivières

bravo au compilateur créateur original

Activator for Windows and Office KMS Pico 9.0.4

Votes 14 0

Get uTorrent Get uTorrent

  • Activator for Windows and Office KMS Pico 9.0.4 torrent télécharger
  • Activator for Windows and Office KMS Pico 9.0.4 Télécharger Torrent
  • Activator for Windows and Office KMS Pico 9.0.4 Torrent

Free PDF Reader FULL torrent

Free PDF Reader

Simple, clear and easy to use! Free PDF Reader is a Windows program for viewing and reading PDF documents. Thanks to its simple interface, this PDFZilla software has a standard search system that allows navigation between settings and parameters. Although the software is free, it has no services, but comes with a display mode, text converter, page rotation, PDF printing and page image, important features of Photos, similar tools. Simply put, it’s the same with leading PDF readers, as well as Adobe – a great way to read PDF documents with ease! Sometimes software developers try to figure out how the tool works without much effort. The name “Free PDF Reader” does the same for PDFZillas. This is what he claims! If you are looking for a downloader to read PDF, this would be a good option. Since you will definitely experience a free Adobe Reader download, here are some reasons to choose it (function () {(‘review-app-page-desktop’);}); Lots of features with the ease of use of Free PDF Reader, you can view and read all types of downloaded PDF files on your system. Simple connections allow you to easily browse to basic parameters such as view multiple or personal pages at once, copy and convert text by editing them, drag the page to the center or navigate from applications with PDFZillas PDF Reader for PC, you can use the main task tab in Windows or proxy icons on tools. However, the icon and interface seem old-fashioned, making the job of a PDF reader a program, as there are so many PDF readers on the market it is difficult to make a choice. While the simple Free PDF Reader interface is a pleasure there are other services that make it easy to print – Software supports document printing so you can create printed PDF documents in multi-view mode – Free PDF Reader supports multiple pages, see one page, actual size, height and width, so you can work on small screens of different screen sizes without moving – and a free PDF reader can rotate the document for easy viewing and copying of the text – the app supports clipboard that allows you to anywhere on the document. This is a great editing method to consider, despite its ease of use and simple interface, a free PDF reader can be upgraded as software. Competitive competition, Adobe, is also free software that makes it hard to beat the tech giant. While Free PDF Reader looks less commercial and great, it is a good choice for older systems. Software like Adobe Reader and Nitro PDF Reader can use resources, slowing down the growing number of ads is another serious problem. Free PDF Reader continues to promote other products in the program. So constant distraction can cause you to leave at the end of the idea of ​​using a free PDF reader. Many of the programs offered by PDFZilla include PDF editors, file converters, and PDF merge software. While you may be interested in these programs, ads can be invasive, and Free PDF Reader is said to still be aof the easiest to use and has many services that allow you to view, open, and read PDF in the air. Most ads shouldn’t hurt your user experience, and that’s no reason to miss out on the other benefits that this PDF Reader offers ease of use! Overall, Free PDF Reader is a great software for opening and viewing PDF files. It’s easy to navigate, easy to use, and has many services, the only downside is its lack of high performance. In addition, advertisements displayed in the app may interact with the user experience. That said, it is still worth downloading the software in PDF format. If you don’t like it, you have the option to download Adobe Reader. When you install a free PDF reader, you will be prompted to make the program the default choice for PDF files. Only when you are sure about the software etc. It is best not to change the settings. When you’re happy with a free PDF reader, just change the settings and turn a free PDF reader into your choice of business tools and productivity for Windows.

Free PDF Reader

Votes 32 0

Get uTorrent Get uTorrent

  • Free PDF Reader Download Torrent
  • Free PDF Reader Update download torrent
  • Free PDF Reader 64bit Torrent Download