Archivio annuale 11th Febbraio 2018

Elizabeth Eckford

Era il 4 settembre del 1957 quando Elizabeth, a Little Rock nell’Arkansas, entra, nella più prestigiosa Scuola della città  tra l’indignazione dei compagni  che l’aggrediscono verbalmente con molta veemenza per il colore della sua pelle. Assieme a Lei altre 5 ragazze e tre ragazzi. 

La decisione venne presa in ragione dei loro meriti scolastici e dei risultati dei test attitudinali e le proteste, minacce e offese furono costanti.

La prima tatuatrice

Maud Wagner nacque nel 1877, nella contea di Lyon, in Kansas, da David Van Buran Stevens e Sarah Jane McGee.
Maud era un’acrobata e contorsionista attiva in numerosi circhi itineranti. Durante uno dei suoi viaggi conobbe Gus Wagner, un artista di tatuaggi da lui stesso descrittosi come “l’uomo più artisticamente segnato in America” alla Louisiana Purchase Exposition (Fiera Mondiale di St. Louis) nel 1904, dove lavorava come acrobata. Scambiò un appuntamento con lui per una lezione in tatuaggio, e molti anni dopo i due si sposarono. Insieme ebbero una figlia, Lotteva, che iniziò a tatuare all’età di nove anni e diventò in seguito lei stessa una tatuatrice.
Come apprendista del marito, Wagner imparò a fare tatuaggi tradizionali “a mano”, nonostante l’invenzione della macchina del tatuaggio; divenne anche lei una tatuatrice. Insieme, i Wagner erano due degli ultimi artisti del tatuaggio a lavorare a mano, senza l’aiuto di moderne macchine. Maud Wagner è divenuta la prima tatuatrice femminile conosciuta negli Stati Uniti.
Dopo aver lasciato il circo, Maud e Gus Wagner viaggiarono attraverso gli Stati Uniti, lavorando sia come artisti di tatuaggi sia come “attrazioni tatuate” nelle località di villeggiatura, nelle fiere di contea e nei parchi di divertimento. Hanno il merito di aver reso nota l’arte del tatuaggio nell’entroterra, lontano dai centri e dalle città costiere dove tale pratica era nata e maggiormente diffusa.
Maud Wagner morì il 30 gennaio 1961 a Lawton, in Oklahoma.

Annette Kellerman

Fece scandalo col suo costuma da bagno considerato indecente, tra le prime donne a indossarlo

Divenne famosa in tutto il mondo per le sue imprese natatorie straordinarie. 

Nel 1907 al New York Hippodrome si esibì nel primo balletto  acquatico.

Nacque nel Nuovo Galles del Sud in Australia, i suoi genitori erano musicisti. A causa di problemi alle gambe da bambina doveva usare dei sostegni d’acciaio dolorosi. Perché sí irrobustisse i genitori la iscrissero ai corsi dei bagni Cavill a Sidney e a 13 anni le sue gambe avevano riacquistato la normalitá.

Annette diventò famosa per aver sostenuto il diritto delle donne a indossare il costume da bagno a un pezzo, all’epoca oggetto di grandi polemiche.

Negli Stati Uniti, mostrandosi su una spiaggia del Massachusetts in costume con braccia e gambe nude subì un arresto per indecenza, la sua tuta diventò famosissima diventando il primo passo verso i moderni costumi da bagno.

Grande Annette!

Berta  filava

LyricsE Berta filava 

E filava la lana

La lana e l’amianto 

Del vestito del santo 

Che andava sul rogo 

E mentre bruciava 

Urlava e piangeva 

E la gente diceva

Anvedi che santo 

Vestito d’amianto
E Berta filava 

E filava con Mario 

E filava con Gino 

E nasceva il bambino 

Che non era di Mario 

Che non era di Gino 
E Berta filava 

Filava a dritto 

E filava di lato 

E filava, filava 

E filava la lana 
(E filava, filava 

E filava, filava 

E filava, filava 

E filava, filava 

E filava, filava) 
E Berta filava 

E Berta filava e filava la lana

Filava l’amianto 

Del vestito del santo 

Che andava sul rogo 

E mentre bruciava 

Urlava e piangeva

E la gente diceva anvedi che santo 

Vestito d’amianto 
E Berta filava

filava con Mario 

Filava con Gino 

E nasceva il bambino 

Che urlava e piangeva 

E la gente diceva anvedi che santo
E Berta filava 

Filava con Gino 

Filava il bambino 

Cullava cullava 

Filava l’amianto 

E Berta filava
Written by Salvatore Gaetano • Copyright © Universal Music Publishing Group

„Uno spartiacque epocale nel processo di autoconsapevolezza delle bambine, ma che ne ha anticipato anche tutta la croce. Prima, nel gioco delle bambine, c’era solo il copione materno da interpretare. Da Barbie in poi si è svelato tutto il potenziale della seduzione, della donna protagonista col suo faccino e il suo culetto, ma anche con la sua intelligenza e il suo ruolo nella società: non più Barbie bagnina, ma Barbie ambasciatrice o Barbie presidente degli Stati Uniti, sempre più vicina alla donna contemporanea, costretta ad essere, faticosamente, da 10 e lode in tutto.“ citato in [https://web. archiv
Lidia Ravera 

Le Childfree

Nell’immaginario collettivo le donne che scelgono di non avere figli vengono etichettate come arriviste, ambiziose, egoiste oppure come maliarde, divoratrici di maschi, aliene all’istinto materno.

Probabilmente lo stereotipo non nasce dalla riprovazione sociale ma è pur vero che si nutre del sospetto.

Una donna che ha obiettivi diversi dal procreare va controcorrente, rompe il consueto e la gente difficilmente accetta e comprende ciò che non rientra nei due ruoli consueti della donna fattrice e della donna seduttrice.

Io credo che, come sempre, l’importante è essere se stesse a prescindere dall’opinione degli altri!

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Non potevo correre…

RANCIS TURNER (Un malato di cuore)

Non potevo correre o giocare
da ragazzo.
Da uomo potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere –
perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Ora giaccio qui
confortato da un segreto che nessuno tranne Mary conosce:
c’è un giardino di acacie,
di catalpe, e di pergole dolci di viti –
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary –
baciandola con l’anima sulle labbra
all’improvviso questa prese il volo.

Carminea

Carminea, Carminea,

chi canusci ogni pertusu,

ogni vicu, ogni vinea,

caminandu subba e jusu…

Tu cuminci a matinati

‘a limosina cercando

e finisci a vispirati,

ncuna cosa arranciuliandu.

E ogni tantu gridi, sgrami:

cu cui parri? A cui tu vidi?

Cui vorrissi pimmu chiami?

Carminea, Carminea,

no’ ti veni pimm’arridi?

Tu si’ ‘u simbulu ‘i Trupea…

(Franco Aquilino)

Traduzione:

Carminella, Carminella…

Carminella, Carminella,

che conosci ogni buco,

ogni vicolo, ogni vinea,,

camminando sopra e sotto…

Tu inizi di prima mattina

cercando l’elemosina

e finisci a sera,

raccattando qualche cosa.

E ogni tanto gridi, ti lamenti:

con chi parli? A chi vedi?

a chi hai voglia di chiamare?

Carminella, Carminella,

Non ti viene mai da sorridere?

Tu sei il simbolo di Tropea…

Al via l’intesa tra le Scuole di Tropea e sos KORAI

É stato firmato nei giorni scorsi un accordo tra la neonata associazione  sos KORAI, che si propone di contrastare la subcultura maschilista e la violenza sulla donna, e le due Istituzioni scolastiche che insistono nel territorio di Tropea: l’Istituto Comprensivo  “Don Francesco  Mottola”, che accoglie i bambini e i ragazzi dai tre ai 13 anni, e l’Istituto Superiore, frequentato dagli adolescenti delle Superiori di tutto il comprensorio.

L’intesa, sottoscritta dai due Dirigenti scolastici, Tiziana Furlano, per il primo ciclo, e Nicolantonio Cutulj, per il secondo, e dalla Presidente dell’associazione di volontariato, Beatrice Lento, parte dal presupposto valoriale che unisce le tre Agenzie formative: promuovere processi educativi che vanno nella direzione del rispetto della dignità della Persona, della giustizia sociale e della convivenza democratica.

La finalità ultima da realizzare insieme é il benessere individuale e della comunità alla luce dei principi della Costituzione attraverso un atteggiamento di cittadinanza attiva e responsabile.

La Scuola apre le sue porte ad sos KORAI offrendo supporto logistico a 360 gradi e l’Associazione ricambia realizzando interventi formativi rivolti a tutta l’utenza scolastica, allievi, famiglie e operatori, sulle tematiche inerenti la finalità della Onlus.

La  formazione che sos KORAI garantirà prevede in primis la promozione di atteggiamenti di apertura all’altro, di tolleranza e di accoglienza, la conoscenza degli squilibri e delle condizioni subumane delle donne dei paesi arretrati sul piano della democrazia, lo sradicamento di pregiudizi e stereotipi sessisti, religiosi, etnici, l’indebolimento della subcultura maschilista e  dell’aberrante  fenomeno delle molestie e della violenza contro le donne. Obiettivi ambiziosi che certamente richiederanno tanto impegno da parte dei soci.

” Siamo in tanti e sono certa che, man mano che si procederà nel lavoro, conoscendoci meglio, riusciremo a valorizzare, al servizio della formazione, i punti di forza di ogni

socio” dichiara la presidente Lento” da parte mia metto a disposizione l’esperienza di educatrice maturata in tutti i gradi scolastici, quella manageriale conquistata attraverso 21 anni di dirigenza scolastica e la mia competenza di psicologa e pedagogista, frutto di studi universitari ma soprattutto della passione per l’ animo umano. Tra i Soci ci sono altri talenti, nel campo dell’insegnamento, della giurisprudenza, della medicina, dell’arte, letteratura, architettura, politica, giornalismo, storia…insomma, un vero tesoro di risorse che metteremo al servizio della causa che ci ha visto nascere e che mi piace riassumere nell’espressione: Paritá di Cittadinanza.”

Il gruppo associativo vuole anche proporre, nei suoi interventi formativi in ambito scolastico, i millenni di storia, tradizione e cultura della Regione Calabria che hanno come interpreti la Donna e porre le premesse per la diffusione della Cultura della Pace.

” Sull’esempio di grandi Maestri, come don Lorenzo Milani, noi vogliamo essere pragmatici, partendo dalle esigenze del nostro territorio e dalla collaborazione più ampia possibile tra le Agenzie Formative, per costruire insieme un unico progetto di crescita comune.

Nei prossimi giorni entreremo nella Scuola, partendo dai Licei Classico e Scientifico e dal Professionale per i Servizi Enogastronomici e Alberghieri. Ci inseriremo nelle dinamiche dell’ undicesimo Campus della Cittadinanza e della Legalità del Superiore e parleremo della Donna nel Mediterraneo, sará una bellissima avventura, per tutti noi e per me un graditissimo ritorno nella Scuola che ho diretto per 13 anni, che ho lasciato da sei mesi ma che porto e porterò sempre nel cuore. Un grazie dobbiamo rivolgere ai dirigenti scolastici Tiziana Furlano e Nicolantonio Cutuli per l’immediata corrispondenza al nostro desiderio di vicinanza, per la fiducia e la stima che ci stanno dimostrando e che , lo assicuro, dimostreremo di meritare, insieme ce la faremo a rendere migliore la nostra realtà di vita.” ( Dichiarazione della presidente Lento)

La Presidente di sos KORAI Onlus