Lilith
Secondo una leggenda la prima donna fu Lilith che il primo uomo non gradì per il suo spirito ribelle.
Quella straordinaria e trasgressiva creatura si rifiutò di sottomettersi ad Adamo e lui la scacciò.
Lilith, per una perfida maledizione, fu trasformata in un essere notturno dalle caratteristiche demoniache.
Al suo posto subentrò Eva che, apparentemente sottomessa, convinse il suo compagno a cogliere la fatale mela che costò quel che costò.
Ergo: un uomo sicuro e forte preferisce una donna determinata e volitiva mentre é sostanzialmente debole colui che sceglie di avere accanto una compagna abulica, remissiva, noiosa e…perniciosa
Un tempo che sta finendo
Ce lo insegna Lei: Rita Levi Montalcini!
Se noi donne non siamo arrivate ai vertici non c’entra niente il nostro cervello, che é perfettamente uguale a quello degli uomini. La responsabilitá, o per meglio dire la colpa, é tutta dell’ambiente maschilista che ci ha oppresso.
Gli uomini sempre fuori a cacciare, guerreggiare, conquistare, viaggiare, scalare e noi sempre dentro a fare figli, curare i malati, seppellire i morti.
Un tempo che sta finendo!
Sophie Niaudet
É lei la prima ad essere sepolta nel Pantheon a Parigi. Il suo merito? Aver sposato Marcellin Berthelot, scienziato e politico dell’Ottocento.
Marcellin era innamoratissimo della moglie al punto da dichiarare che non avrebbe voluto sopravviverle neanche per un minuto. La sorte lo accontentò ed un attacco cardiaco lo ricongiunse alla sua Marcellin defunta mezz’ora prima.
Il governo stabilì di seppellirlo nel Pantheon ma non osò separalo dalla sua amatissima.
Marie Curie, ovviamente, ebbe lo stesso onore ma meritatissimo. Per paura delle radiazioni la sua bara fu avvolta in uno scafandro di piombo.
Grazie Fabrizio!
Io dedico questa canzone ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c’era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.
A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l’hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.
Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l’unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.
A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.
Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.
Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.
Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere.
Rosa Parks: no, non mi sposto!
I primi passi come attivista
Figlia di James e Leona McCauley, di confessione metodista, nel 1932 sposa Raymond Parks, attivo nel movimento dei diritti civili. Passa buona parte della sua vita a lavorare come sarta in un grande magazzino nella città dove risiedeva, Montgomery, in Alabama.
A partire dal 1943, Rosa aderisce al Movimento per i diritti civili statunitensi e diventa segretaria della sezione di Montgomery della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP). A metà del 1955 inizia a frequentare un centro educativo per i diritti dei lavoratori e l’uguaglianzarazziale, la Highlander Folk School.
In questo periodo Martin Luther King lottava per far valere i diritti dei neri, che venivano ancora una volta oppressi dai bianchi.
L’arresto 1º dicembre 1955, a Montgomery, Rosa stava tornando a casa in autobus dal suo lavoro di sarta[1]. Nella vettura, non trovando altri posti liberi, occupò il primo posto dietro alla fila riservata ai soli bianchi, nel settore dei posti comuni. Dopo tre fermate, l’autista le chiese di alzarsi e spostarsi in fondo all’automezzo per cedere il posto ad un passeggero bianco salito dopo di lei. Ella, mantenendo un atteggiamento calmo, sommesso e dignitoso, rifiutò di muoversi e di lasciare il suo posto. Per di più, se avesse obbedito al conducente, dato che tutti i posti a sedere erano occupati, sarebbe dovuta rimanere in piedi con un problema di dolore ai piedi che l’affliggeva[2]. Il conducente ferma così il veicolo e chiama due agenti di polizia per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato le norme cittadine che obbligavano le persone di colore a cedere il proprio posto ai bianchi nel settore comune, quando in quello a loro riservato non ve n’erano più disponibili. Da allora è conosciuta come The Mother of the Civil Rights Movement[3].
Hubertine Auclert
Ebbe l'”illuminazione” femminista leggendo una lettera che Victor Hugo aveva indirizzato a Léon Richer nel 1872, epistola in cui il grande scrittore lamentava l’ingiustizia della legge che concedeva i diritti agli uomini lasciando alle donne i soli doveri.Ispirata da Maria Deraismes e da Richer, del quale divenne la segretaria, Hubertine Auclert s’impegnò nel movimento per i diritti delle donne, essendo forse la prima francese a dichiararsi esplicitamente femminista.[2] Esigendo il diritto di voto femminile, nel 1876 fondò la società Le droit des femmes che nel 1883 assunse il nome Le suffrage des femmes.
Nel 1878, il Congrès international sur les droits des femmes tenuto a Parigi non sostenne, contro i desideri della Auclert, il diritto di voto delle donne e allora ella lanciò, dal 1880, la rivolta fiscale femminile, difendendo, assistita dall’avvocato Antonin Lévrier, poi diventato suo marito, l’idea che in assenza di riconoscimenti politici le donne non potevano essere soggette a contribuzione fiscale. Il 18 febbraio 1881 fondò La Citoyenne (La Cittadina), un mensile femminista che ricevette il sostegno di Caroline Rémy e di Marie Bashkirtseff, e che aveva come motto Oser, résister (“Osare, resistere”). Scrisse anche su altre riviste, come La Libre Parole di Drumont, e, più tardi, Le Radical.
Nel 1884 denunciò le ingiustizie della legge sul divorzio, che risultava economicamente sfavorevole alle donne, e propose una legge, molto innovativa per l’epoca, che stabilisse la separazione dei beni dei coniugi al momento del matrimonio, in modo da garantire a entrambi un equo reddito in caso di divorzio.
Nel 1888 si stabilì in Algeria, dove Lévrier, che nel frattempo era andato in Nuova Caledonia, la raggiunse e la sposò. Ritornarono a Parigi quattro anni dopo. Pur costretta a chiudere La Citoyenne per motivi finanziari, la Auclert continuò il suo attivismo femminista, contribuendo alla creazione, nel 1900, del Conseil national des Françaises, organizzazione promotrice del suffragio femminile.
Nel 1908, per legge le donne francesi ottennero la disponibilità del proprio reddito. Quello stesso anno la Auclert bruciò simbolicamente un’urna delle elezioni comunali di Parigi e, due anni dopo, con Marguerite Durand, sfidò le autorità presentandosi candidata alle elezioni politiche.
Hubertine Auclert continuò a battersi fino alla morte, avvenuta a Parigi nel 1914. Sepolta nel cimitero del Père-Lachaise, la scultura sulla sua tomba rappresenta Il voto delle donne.
Christine Lavant: ribelle e blasfema
Terra, se tu avessi due labbra
e una lingua e un’ora gentile
vorresti allora parlare con me
anche ora che schiaccio rabbiosa
il mio moncone d’intelletto sotto i fiocchi di neve?
Terra, rideresti allora?
Mi sono vantata della tua amicizia
e ho raccontato che vivo spesso accanto alle radici
e che parlo del tempo con i sassi
e che sono in grado di condizionare il tuo sangue.
Mentire, sai, era come la malattia
che spesso precede le grandi epidemie
e il mio cuore mi ha sempre creduto.
Ora è stato contaminato e non fa che chiamarti,
non vuole morire prima, non vuole dire a nessun’altro
ciò che ha in mente, che lo tormenta,
e chi alla fine vorrà benedire.
Terra, accetta la mia lingua,
terra, ti prego, e le mie labbra!
Spargi la voce sotto i fiocchi di neve
racconta dell’amore caldo e duraturo.
Pia
“Deh, quando tu sarai tornato al mondoe riposato de la lunga via”,
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,
“ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che ’nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”.
Pia Dei Tolomei: una storia di femminicidio
Dolente Pia, dolente Pia, dolente Pia innocente è prigioniera.
Col capo chino, la fronte al seno,
pensa a quei giorni del passato ricordi in fior.
Torna, sento già la tua luce nell’anima.
Sei qui con me, sono le braccia tue che stringo.
Per quanti mesi e notti e giorni,
non saprei dire, non lo so ma questo è certo:
ci fu l’inverno, poi primavera,
la vita torna nel castello ma non per me.
Guarda se ne va questo sogno di te.
Là batte l’onda e un cavallo galoppa.
Ma l’amore, il nostro amore, marcisce dietro a questa porta.
Ma l’amore, questo amore, marcisce dietro a quella porta.
Fa sempre freddo, in quelle mura,
il cielo è chiaro ma la terra resta scura.
Poi il primo verde, la lunga luce,
pensa a quei giorni del passato ricordi in fior.
Dolente Pia, dolente Pia,
Dolente Pia innocente è prigioniera.
Col capo chino, la fronte al seno,
pensa a quei giorni del passato ricordi in fior.
Gianna Nannini, Pia come la canto io, 2007
Hedy Lamarr: una donna bella e intelligente!
IPAZIA –
È stata una diva di Hollywood e un’eccezionale inventrice. Si è sposata e ha divorziato sei volte. Ha recitato in oltre trenta film e brevettato un ingegnoso sistema per guidare i siluri a distanza, alla base delle moderne tecnologie wireless. Ha conosciuto la fama, la depressione e l’oblio. Ha vissuto più vite in una, come i gatti. Non a caso i fumettisti Bob Kane e Bill Finger crearono Catwoman ispirandosi a lei. Larger than life, ovvero straordinaria, esagerata, incredibile, sopra le righe. Non esiste altro modo per definire Hedwig Kiesler, meglio nota come Hedy Lamarr.
Figlia di un direttore di banca di Leopoli e di una pianista di Budapest, entrambi di origini ebraiche, Hedwig Eva Maria Kiesler nasce a Vienna nel 1914. Trascorre la sua infanzia a Döbling, un tranquillo quartiere della capitale austriaca. Sin da bambina si rivela una persona brillante e dai molti talenti: a soli dieci anni conosce quattro lingue, sa suonare il piano ed è appassionata di recitazione. Eccelle anche in matematica e in tutte le materie scientifiche, ma nel 1931 rinuncia a studiare ingegneria per dedicarsi interamente alla carriera di attrice. Max Reinhardt, celebre drammaturgo e produttore teatrale tedesco, rimane folgorato dalla sua eccezionale bellezza e decide di portarla con sé a Berlino. Hedwig recita a teatro e ottiene alcune parti minori in un paio di film. Il successo arriva l’anno successivo, nel 1932, quando il regista cecoslovacco Gustav Machatý la sceglie come protagonista del film Estasi. La pellicola desta scandalo e viene censurata perché contiene un nudo integrale dell’attrice, il primo nella storia del cinema.
Nel 1933, non ancora diciannovenne, Hedwig sposa il ricco imprenditore e mercante d’armi austriaco Friedrich Mandl. L’uomo, geloso e possessivo, acquista quante più copie di Estasi per impedire la diffusione della pellicola e fa di tutto per ostacolare la carriera da attrice della moglie, costringendola a una vita da reclusa. Mandl è amico di Mussolini e rifornisce il regime fascista e quello nazista di armi e munizioni. Spesso, nel castello in cui vive, organizza banchetti e ricevimenti a cui prendono parte il duce e importanti uomini d’affari italiani e tedeschi. Hedwig presenzia a tutte le cene e partecipa ai numerosi incontri in cui ricercatori e scienziati illustrano al marito il progresso nello sviluppo di nuove tecnologie militari. Durante quelle riunioni rinasce in lei l’interesse per l’ingegneria e le scienze applicate.
Nel 1937 il matrimonio con Mandl diventa insostenibile. Hedwig organizza una rocambolesca fuga a Parigi e poco dopo riesce a ottenere il divorzio. Nei mesi successivi incontra a Londra Louis B. Mayer, uno dei fondatori della celebre casa di produzione cinematografica Metro-Goldwyn-Mayer, in quel periodo in Europa alla ricerca di nuovi talenti da scritturare. Nell’ottobre dello stesso anno l’attrice è già a Los Angeles, pronta a diventare una star di Hollywood. Il suo nome viene cambiato in Hedy Lamarr (omaggio a Barbara La Marr, grande attrice del cinema muto), pseudonimo col quale interpreterà decine di film, alcuni di grande successo, al fianco di attori come Clark Gable e Spencer Tracy. Sono in molti, in quel periodo, a considerarla la donna più bella del mondo, così bella da non aver bisogno di aprire bocca. “Non è difficile diventare una grande ammaliatrice”, dichiarerà l’attrice, “basta restare immobile e sembrare stupida”.
In realtà Hedy Lamarr è tutt’altro che stupida. Prima della guerra, giovanissima, realizza due invenzioni: un nuovo tipo di semaforo che consente di regolare il traffico attraverso una migliore alternanza delle luci e una pastiglia che, sciolta nell’acqua, la rende gassata. L’invenzione per cui passerà alla storia è però un’altra. Durante il secondo conflitto mondiale, quando scopre che i tedeschi sono in grado di deviare i siluri americani provocando interferenze nei segnali radio, le viene l’idea di realizzare un sistema in grado di modificare la trasmissione delle frequenze per rendere i siluri irrintracciabili dai nemici. Sfruttando le conoscenze sulle tecnologie belliche acquisite durante la sua partecipazione alle riunioni nel castello di Mandl, sviluppa una sofisticata apparecchiatura crittografica con George Antheil, compositore di Hollywood conosciuto per caso a una festa.
Il primo prototipo, chiamato Secret Communication System, è basato su rulli perforati simili a quelli delle pianole meccaniche e produce una variazione rapida a intervalli regolari di 88 frequenze radio, lo stesso numero dei tasti del pianoforte; il continuo cambio di frequenza rende impossibile l’intercettazione delle comunicazioni fra chi trasmette il segnale e chi lo riceve, i soli a conoscere la sequenza e a poter controllare la traiettoria del siluro. Il lavoro di Lamarr e Antheil è alla base della tecnica di trasmissione conosciuta come Frequency-hopping spread spectrum, utilizzata tuttora nella telefonia mobile, per la trasmissione di dati Bluetooth e nelle reti wireless. Il progetto viene brevettato nel 1942, dopo essere stato presentato al National Inventors Council di Washington, ma in un primo momento la marina militare giudica il sistema impossibile da applicare su un siluro perché l’apparecchiatura sarebbe stata troppo ingombrante (i transistor non erano ancora stati inventati). Inoltre il National Inventors Council non sembra prendere troppo sul serio l’invenzione di un’attrice e di un compositore di Hollywood. Il Secret Communication System sarà utilizzato la prima volta solo vent’anni dopo, col nome di CDMA (Code Division Multiple Access), come sistema di comunicazione a bordo delle navi americane durante la crisi missilistica di Cuba.
Intanto, dopo il successo degli anni Quaranta, la carriera di Hedy Lamarr conosce alterne fortune e negli anni Sessanta subisce un vero e proprio tracollo. Dopo il 1965, anno del sesto e ultimo divorzio, l’equilibrio psichico dell’attrice sembra ormai definitivamente compromesso. I decenni successivi sono segnati da depressione, problemi economici e cause legali. La Lamarr cita in giudizio la casa editrice che ha pubblicato la sua autobiografia, scritta da vari ghostwriter e da lei definita “fittizia, falsa, volgare, scandalosa, calunniosa e oscena”; denuncia un riparatore di fotocopiatrici e un tecnico dell’aria condizionata per violenza sessuale, ma è condannata a risarcire entrambi perché i rapporti erano stati consenzienti; si spinge a chiedere dieci milioni di dollari a Mel Brooks perché nel suo film Mezzogiorno e mezzo di fuoco compare un personaggio di nome Hedley Lamarr (ottiene solo 1000 dollari e le scuse del regista); viene arrestata due volte, nel 1966 e nel 1991, per il furto di oggetti di poco valore all’interno di un supermercato.
Negli anni Novanta, dopo la cancellazione del segreto militare sul brevetto, cominciano a diffondersi le tecnologie basate sulla sua invenzione. Hedy Lamarr, da attrice dimenticata, torna tardivamente alla ribalta come geniale inventrice. Nel 1997 riceve – ormai vecchia, malata e quasi cieca – il prestigioso Electronic Frontier Foundation Pioneer Award per il suo contributo al progresso nel campo delle telecomunicazioni e dell’informatica. “Era ora”, è il suo lapidario commento. Dopo la morte, avvenuta nel 2000, viene inserita insieme con George Antheil nella National Inventors Hall of Fame degli Stati Uniti. Il 9 novembre 2015, in occasione del centunesimo anniversario della nascita, Google le ha reso omaggio con un doodle animato in cui sono riassunti i momenti più importanti della sua straordinaria carriera. Esagerata, incredibile, sopra le righe.