Archivio annuale2019

Così fan tutte

 

Da Elena di Troia a Novella 2000, dalle poesie di Catullo alla commedia sexy degli anni ’70: un viaggio tra arte, letteratura e cultura pop per raccontare oltre duemila anni di infedeltà al femminile. 

L’idea è venuta a Gleeden, il più importante sito per gli incontri extraconiugali d’Europa con oltre 5 milioni e mezzo di iscritti, che, in occasione del suo decimo anniversario, ha realizzato la mostra Così fan tutte. L’infedeltà femminile dall’antichità a oggi, curata da Vittorio Sgarbicon la consulenza della storica dell’arte ed ex conservatrice del Musée d’Orsay Beatrice Avanzi.

La mostra, che sarà inaugurata martedì 24 settembre a Milano proprio con una lectio magistralis di Vittorio Sgarbi, vuole raccontare come l’infedeltà coniugale, in particolare quella femminile, faccia parte del tessuto storico della società occidentale sin dall’alba dei tempi e come ne abbia plasmato storia, costumi e cultura. Attraverso installazioni, video e fotografie la mostra condurrà i visitatori in un vero e proprio viaggio interattivo dentro un tema controverso ma che da sempre ha ispirato poeti, scrittori e artisti di ogni epoca. 

«L’infedeltà femminile è uno dei grandi motori dell’arte e della letteratura, spiega Vittorio Sgarbi, l’Iliade, il più grande poema dell’antichità inizia con una storia di corna; la Bibbia stessa, da Adamo ed Eva in avanti è una sequenza di infedeltà tra uomini e donne e tra gli uomini e Dio. Le pagine che tutti ricordiamo della Divina Commedia sono quelle in cui Dante incontra Paolo e Francesca. L’erotismo è alla base di alcuni dei quadri più famosi della storia dell’arte… Insomma, l’infedeltà muove il mondo, l’infedeltà è da sempre l’elemento costitutivo degli uomini e delle donne, in egual misura».

La mostra realizzata da Gleeden, si sviluppa attraverso un percorso cronologico che non trascura le figure delle grandi regine e nobildonne infedeli della storia (da Lucrezia Borgia a Maria Antonietta a Caterina II di Russia), le opere nate nel secolo dei libertini e le eroine romantiche di Flaubert e Tolstoj. 

Ampio spazio è dedicato alla cultura pop, con un omaggio a Sergio Martino, regista di alcune delle più famose commedie sexy all’italiana (due titoli su tutti: Giovannona coscialunga disonorata con onore e La moglie in vacanza, l’amante in città, entrambi con Edvige Fenech) e un’area dedicata all’infedeltà attraverso la lente dei settimanali gossip curata da Roberto Alessi, direttore di Novella 2000 e autorità indiscussa nel campo delle corna VIP.

Dal Web

Il volto vero della Calabria

Non é semplice descrivere la serata vissuta a Tropea il 13 Settembre in una delle terrazze sul mare più belle del mondo: la Piazza magica che si affaccia sullo Scoglio dell’Isola e sulle montagne di fuoco delle Eolie. 
Per ammirare l’esclusivo scenario nessun fondale ha chiuso l’imponente cornice di luce che ha illuminato l’evento Tarallucci & Vino, tappa finale di un Tour specialissimo voluto da Libera Vibo, che prima di Tropea ha toccato tante altre località della provincia.
Per l’incontro tropeano  é scesa in campo l’Associazione di Volontariato sos KORAI Onlus che ha ricevuto da Libera il privilegio della sua organizzazione, partendo dalle provocazioni offerte dal libro di Don Marcello Cozzi  “Ho incontrato Caino”, ed ha ottenuto il Patrocinio e il contributo economico del Comune.
 Tema forte e scottante quello affrontato che muove i suoi passi a partire dall’esperienza che il Sacerdote, giá Vicepresidente Nazionale di Libera e oggi Coordinatore del Sevizio Nazionale Antiracket e Antiusura e di accompagnamento ai testimoni di giustizia, ha vissuto incontrando pentiti eccellenti di mafia.
Tema delicato e inquietante che non ha frenato anzi ha alimentato la partecipazione: centinaia di persone si sono strette, in un cerchio magico, attorno al Religioso che si é aperto alla folla senza esitazioni, riuscendo ad arrivare al cuore di ognuno.
“ Ho avuto l’onore di essere io a dialogare con Don Cozzi” dice Beatrice Lento, Presidente dell’Associazione curatrice dell’evento a Tropea” e questo mi ha caricato di una grande responsabilità, ho capito che si sarebbe giocata una partita importante per la crescita della Comunità ed é per questo che personalmente e come Associazione ce l’abbIano messa tutta, la scommessa é stata vinta e lo dimostrano il successo di pubblico, al di lá di ogni più rosea aspettativa, e la voglia di apprezzamento manifestata da tantissimi.
 I partecipanti sono rimasti ‘inchiodati’ alle sedie e, nella stragrande maggioranza alla piazza, per oltre tre ore, affascinati dalle emozioni sia del dialogo in scena  che dello splendido Concerto ‘Seconda stella a destra’,  realizzato grazie alla vicinanza del Medico Veterinario e Musicista tropeano Carmine Barrese che ha coinvolto alcuni suoi amici artisti e ne ha assunto la direzione  artistica.”
Nella conversazione la Lento, da professionista della Scuola, ha calcato la mano sull’educativo facendo emergere il ruolo importante svolto nel contrasto alle mafie dalle varie Agenzie Formative, da ex dirigente dell’Istituto Superiore di Tropea si é valsa dell’intensa collaborazione con Libera Vibo, guidata allora da Mons. Fiorillo, partecipante all’evento, che ha anche favorito la venuta di Don Luigi Ciotti nella scuola tropeana e da Presidente di una realtà associativa incentrata sulla donna non ha mancato di evidenziarne il ruolo essenziale nell’inversione di rotta che il suo potere e il suo amore nei confronti dei figli può realizzare anche all’interno del fenomeno mafioso.
Effettivamente, come sottolineato anche dal Referente di Libera Vibo, Giuseppe Borrello, nel suo intervento introduttivo, le donne di ‘ndrangheta oggi, in molti casi, stanno diventando una minaccia dall’interno, soprattutto per il desiderio di salvare i figli. La Lento menziona Angela, l’unica donna tra i “Caino” di Don Cozzi che, sia pure intrappolata nella logica delle faide, dichiara:” Io non voglio che i miei figli crescano come loro, io voglio salvarli”, ricorda anche Peppino Impastato, chiaro esempio di come l’orizzonte di nessuna vita sia irrimediabilmente segnato dalla nascita in un contesto sbagliato e cita, nel suo conversare, anche il grande e profetico Vescovo di Molfetta Don Tonino Bello con la sua famosa frase:” …l’ assassino non é un mostro, é un nostro”
Ad inizio di serata  Borrello ha anche ricordato come, al momento, il nostro territorio  registri numerosi atti intimidatori ai danni delle attività economiche ed ha esaltato il no forte e chiaro di imprenditori come Carmine Zappia, presente in Piazza, che ha denunciato senza esitazione, perché non sono sufficienti le indagini occorre l’impegno di tutti, tema ripreso dal Vicesindaco Roberto Scalfari che ha voluto aggiungere al saluto dell’Amministrazione Comunale un messaggio forte, rivolto a  tutti, di impegno individuale costante se si vuole costruire insieme una Comunità veramente civile e libera.
Tarallucci e Vino ha preso il via, come programmato, alle 21 in punto, con due splendidi brani seguiti, dopo i saluti di Libera Vibo e del Comune di Tropea, da un terzo, le esecuzioni hanno introdotto sulla scena tutti i protagonisti del Concerto: i musicisti, Carmine Barrese al Piano e Diego Barbalace al Violino, e le incantevoli Soprano Gemma Fazzari e Caterina Francese con alcune sue allieve del Cantiere Internazionale Musicale di Mileto da lei diretto.
E proprio da una delle tre canzoni  ha preso il via l’ intervento di Don Marcello Cozzi che ad inizio di conversazione con Beatrice Lento ha sottolineato la significatività di un’affermazione contenuta nel brano della Mannoia eseguito poco prima da Gemma Fazzari:” Quante volte condanniamo questa vita illudendoci di averla già capita”. Il Sacerdote ha voluto condividere con il pubblico la sua ricca e sofferta esperienza nelle carceri evidenziando soprattutto la complessità dell’uomo che può macchiarsi di colpe terribili ma può anche cambiare trasformandosi in una persona completamente diversa dalla precedente. Ad un’osservazione  della Lento sugli effetti del isolamento previsto dal 41 bis, Don Marcello ricorda Gaspare Spatuzza che dice:” Per la prima volta mi sono guardato dentro, quelle quattro mura erano diventate come degli specchi nei quali iniziavo a vedermi e a vedere il male compiuto in quegli anni.”
  Effettivamente il carcere duro con l’ introspezione forzata che produce fa cogliere a molti criminali il grande inganno che li ha travolti. Don Cozzi insiste molto sul tormento che logora i pentiti come Spatuzza che si porta dentro per sempre l’espressione con cui don Pino Puglisi lo ha guardato un attimo prima di essere ucciso allo stesso modo di Giuseppe, il killer di don Peppe Diana, che un giorno disse a Don Marcello che mai avrebbe dimenticato gli occhi del parroco di Casal Di Principe mentre lo ammazzava.
 Il Sacerdote ha evidenziato anche come non sia possibile dividere il mondo 
in “per sempre buoni” e “ per sempre cattivi”, che il ritorno di Caino é possibile e che ogni  vita sostenuta durante quella lenta e difficile risalita é un bene confiscato alle mafie, il bene più prezioso.
 Tantissime altre riflessioni sono emerse nelle risposte alle numerose domande dei partecipanti all’evento che per tutto il tempo hanno mantenuto alta l’attenzione. Anche il messaggio rivolto ad Abele ha emozionato il pubblico che si é simbolicamente stretto ai familiari delle vittime innocenti delle mafie. Beatrice Lento ha ricordato in particolare la testimonianza resa più volte, nell’Istituto Superiore di Tropea da lei guidato per 14 anni, da Matteo Luzza che ha raccontato  agli studenti la storia di suo fratello Pino ucciso perché colpevole dell’amore per una ragazza che le famiglie malavitose volevano usare come un oggetto per stringere alleanze tra i clan. 
Le suggestioni della serata sono proseguite col concerto che ha proposto testi molto coinvolgenti, perfettamente  in tema con  l’argomento  affrontato e con le finalità di Libera e di sos KORAI: giustizia, diritti, dignità della persona, dimensione donna. Alcuni brani più festosi come “ Il cielo é sempre più blu” sono stati accompagnati dal battito delle mani mentre altri più tormentati e laceranti come
” Le lacrime di Marzo” e “ Il peso del coraggio” hanno inumidito gli occhi ma la gioia di aver vissuto insieme una serata bella, nel segno della condivisione di impegno per un mondo migliore, ha lasciato in tutti una sensazione di serenitá, quella che accompagna sempre la coscienza pulita.
“Ero certa del successo dell’evento” dichiara la Lento “ma non mi aspettavo che la partecipazione fosse così imponente, me ne sono chiesta il perché e sono sicura che l’elemento determinante sia proprio la sua corrispondenza al desiderio diffuso di Legalità e di serena Convivenza Democratica che oggi connota il nostro territorio, effettivamente in Piazza Cannone a Tropea con Tarallucci  e Vino c’era il volto vero, fresco e pulito, della Calabria.”
La Presidente di sos KORAI Onlus 
Dott.ssa Beatrice Lento 

Luigi, il boss predestinato

“…a tavola mentre mangiavamo non ci chiedevano se noi bambini andavamo bene a scuola o se avevamo problemi con i nostri compagni, ma si parlava di estorsioni, ci si chiedeva se arrivavano i soldi dai banchetti del pesce o dai cantieri, o se bisognava ammazzare questo o quell’altro. Questo é il mondo nel quale sono cresciuto, questa é l’aria che ho respirato sin dalla nascita. Mafia tutto il giorno.”

Tratto dal libro di Don Marcello Cozzi ” Ho incontrato Caino. Pentiti. Storie e tormenti di vite confiscate alle mafie”. Venerdì prossimo, 13 Settembre, in Piazza Cannone a Tropea, ore 21,00, partecipa pure tu a Tarallucci & Vino, organizzato da Libera Vibo e sos KORAI Onlus, ascolterai il mio dialogo con Don Marcello Cozzi, prete impegnato da sempre sul versante del disagio sociale, nell’educazione alla legalità e al contrasto alle mafia.

Dentro il nostro dialogo il Concerto ” Seconda stella a destra” e… ,dimenticavo, non perderti la degustazione di tarallucci e vino delle cooperative di Libera Terra.

Se credi nei valori della Legalità non puoi mancare!

La Calabria ha il volto fresco, pulito e impegnato di Tarallucci & Vino

Tra pochi giorni, nella serata del 13 Settembre, si svolgerà a Tropea, a cura dell’associazione di volontariato sos KORAI Onlus, la tappa conclusiva del Tour, nato da una formidabile idea di  Libera Vibo, TARALLUCCI & VINO: una straordinaria rassegna culturale e formativa che, sapendo diventare spettacolo,  ha già toccato con successo diverse località della provincia di Vibo Valentia.
 Il programma della serata, che si realizzerá in Piazza Cannone, con inizio alle ore 21,00, seguendo la formula vincente del Coordinamento Provinciale di Libera,  si preannuncia di una vivace e  opportuna varietà che spazia dalla discussione impegnata alla musica leggera per poi abbracciare l’enogastronomia prevedendo, in ogni fase, l’attivo coinvolgimento del pubblico.
 “Sono felice” dichiara Beatrice Lento, Presidente di sos KORAI Onlus “ che, per la manifestazione finale dell’importante percorso, Libera Vibo abbia scelto la nostra bella Tropea e ancor più gratificata dalla decisione del Referente Provinciale di Libera, Giuseppe Borrello, che ringrazio, di affidare la cura della manifestazione proprio a noi. Credo che questo sia solo l’avvio di una fruttuosa collaborazione tra due realtà di volontariato che perseguono la comune finalità della crescita civile del territorio. 
L’ impegno di sos KORAI é stato, doverosamente e sentitamente, massimo, dall’adesione  al bando comunale per i contributi alle Associazioni, alla ricerca delle collaborazioni necessarie ad adeguare l’evento al format del Tour, alla preparazione minuziosa di tutti  gli aspetti organizzativi che si spera possano rendere attraente ed efficace l’avvenimento consentendo di raggiungere la finalità auspicata.”
In apertura di serata Beatrice Lento dialogherà con Don Marcello Cozzi a partire dal Suo “Ho incontrato Caino”. 
Il libro raccoglie tormenti di vite in fuga, pentiti eccellenti di mafia, un tempo protagonisti di stragi efferate, estorsioni, traffico d’armi, droga e rifiuti tossici, uomini e donne sui cui volti si riconoscono i tratti di Caino, uomini e donne che  don Marcello ha conosciuto nella sua missione all’interno delle carceri di massima sicurezza. 
Don Cozzi, da decenni impegnato sul versante del disagio sociale, é stato vicepresidente nazionale di Libera ed oggi coordina il Servizio Nazionale antiracket e antiusura e di accompagnamento ai testimoni di Giustizia.
Alla intensa conversazione seguirà un dibattito col pubblico e poi si alleggerirà la tensione col concerto “ Seconda stella a destra” che sos KORAI Onlus ha potuto definire grazie alla collaborazione di Carmine  Barrese, apprezzato Medico Veterinario tropeano con una grande passione per la musica.
“Carmine” dice la Lento” é il direttore artistico del concerto nel quale é riuscito a coinvolgere due bellissime e apprezzate voci femminili, le Soprano Gemma Fazzari e Caterina Francese, che avrà al fianco anche alcune sue allieve del Cantiere Internazionale Musicale di Mileto. Le due splendide artiste saranno accompagnate da Diego Barbalace al Violino e dallo stesso Carmine Barrese al Piano. Si eseguiranno brani di Musica Leggera che riprendono, in chiave femminile, le emozioni della serata, i riferimenti, quindi, saranno allla legalitá, alla giustizia, alla dignità della persona, alle tante forme di violenza contro la donna e alla gioia della femminilità. Non finiremo mai di ringraziare questi meravigliosi artisti che si esibiranno in una dimensione di puro Servizio per la gioia di contribuire al successo di un evento dall’ altissimo fine sociale: la diffusione della Cultura della Legalità. Non é vero che la Calabria è ‘ndrangheta, il volto vero della nostra terra é quello fresco, pulito e impegnato che si offrirà a Tropea in Tarallucci & Vino” 
E per non smentire il nome dell’ evento tutti potranno gustare in chiusura i Tarallucci e i Vini offerti  dalle  Cooperative Libera Terra.
Appuntamento a Tropea, in Piazza Cannone, il 13 Settembre, ore 21,00 con Libera Vibo e sos KORAI a Tarallucci & Vino
Tropea 5 Settembre 2019
La Presidente di sos KORAI Onlus 

Beatrice Lento

Una femminista di successo: Sheryl Sandberg

Nata in una famiglia ebrea originaria di Washington, Sandberg frequenta l’Harvard College, dove nel 1991 consegue un bachelor in economia aiutata dall’allora docente Lawrence Summers, con cui idea la tesi intitolata Conseguenze delle disuguaglianze economiche abusi familiari . Da lì comincia una collaborazione che continua negli anni: Sandberg segue il professor Summers alla Banca Mondiale e poi alla Casa Bianca come suo capo dello staff quando il Presidente Clinton lo nomina Segretario al Tesoro. Nel frattempo Sandberg ottiene un MBA dalla Harvard Business School[3] e lavora come consulente per McKinsey & Company.

Successivamente, quando i democratici devono lasciare la Casa Bianca, Sandberg è assunta da Google, a quel tempo una società semi-sconosciuta. La donna riesce a convincere il provider America Online a trasformare Google nel suo motore di ricerca e crea il sistema AdSense. Ciononostante la Sandberg non raggiunge posizioni elevate all’interno della società, diventando solo vicepresidente per le vendite globali online[4].

Nel 2007, durante un party natalizio, Sheryl Sandberg conosce Mark Zuckerberg, cofondatore e amministratore delegato di Facebook; lui stesso racconterà di aver intuito subito che la donna era la persona che cercava. Così le offre di unirsi al suo team. Ciò porta ad una contesa fra Google e Facebook, ma Sandberg preferisce l’offerta di Zuckerberg e abbandona la società di Mountain View. Sandberg dunque diventa un elemento indispensabile dello staff di Facebook ma viene criticata duramente da Google per aver assunto molti dei suoi ex colleghi, “strappandoli” dalla sua vecchia azienda, e per aver sfruttato la loro conoscenza di Google al fine di fortificare Facebook

Oltre all’impegno con il social network, Sandberg fa parte anche di alcuni consigli di amministrazione molto noti, fra cui quello di Starbucks e della Walt Disney Company. Sandberg è stata ripetutamente inclusa nelle liste delle persone più influenti al mondo, come quelle stilate dalle riviste Fortune e Forbes. Sheryl Sandberg è impegnata sul fronte della parità di genere e della valorizzazione delle donne sul lavoro. È autrice del libro Facciamoci avanti – Le donne, il lavoro e la voglia di riuscire (titolo originale Lean in), pubblicato nel 2013, in cui analizza le cause per cui le donne faticano ad affermarsi nel mondo del lavoro e suggerisce come rimuovere questi ostacoli. Nel 2010 ha partecipato a TED Talks con un intervento intitolato Sul perché le donne leader sono troppo poche. Fa inoltre parte del CdA dell’organizzazione One Billion Rising.

Dal Web

Kati Horna

 Tra i tanti che testimoniarono quanto accadde quando la popolazione si ribellò alla dittatura di Franco, c’era anche la fotografa ungherese Kati Horna, che testimoniò con 250 scatti alcuni dei momenti salienti della rivolta.

Questo, che mostra una donna che allatta…nonostante tutto, é favoloso!

Financial Times: bravo!

Il quotidiano economico Financial Times ha inserito nel sistema editoriale un meccanismo automatico che avverte i giornalisti che stanno scrivendo quando i pezzi da loro redatti non sono bilanciati nel genere.

L’ obiettivo é economico: quello di attirare più lettrici ma la conquista sociale antimaschilista é realizzata.

Una Donna…

“Una donna è inevitabilmente

la storia del suo ventre,

dei semi che vi si fecondarono,

o che non furono fecondati,

o che smisero di esserlo,

e del momento irripetibile

in cui si trasforma in una dea.

Una donna è la storia di piccolezze,

banalità, incombenze quotidiane,

è la somma del non detto.

Una donna è sempre

la storia di molti uomini.

Una donna è la storia del suo paese,

della sua gente.

Ed è la storia delle sue radici

e della sua origine,

di tutte le donne che

furono nutrite da altre

che le precedettero affinché

lei potesse nascere:

una donna è la storia del suo sangue”

Marcella Serrano

Rosalind Elsie Franklin: un’eroina mancata

La vita di Rosalind Elsie Franklin è stata breve, ma il contributo che questa donna dal carattere non proprio facile, forte e ostinata, ha dato alla scienza è stato fondamentale. Il suo lavoro è stato importantissimo per la comprensione del DNA e della sua struttura, ma purtroppo le sue ricerche pionieristiche non furono capite al suo tempo, e dovette continuamente lottare contro le ostilità di un mondo scientifico ancora troppo “maschile”. Solo dopo la morte ha ricevuto molti riconoscimenti da grandi istituzioni scientifiche e si è arrivati alla conclusione che è stata proprio la Franklin l’effettiva scopritrice della morfologia a elica del DNA. Rosalind Elsie Franklin nacque a Londra in una ricca famiglia borghese. A sedici anni aveva già in mente quale sarebbe stato il suo destino: fare la scienziata. Si iscrisse al Newnham College di Cambridge, contro il volere del padre che avrebbe dovuto che la figlia si dedicasse a opere di beneficenza, un’attività più adatta a una donna. Dopo la laurea e il dottorato, si trasferì a Parigi, dove si specializzò nella diffrazione a raggi X e visse uno dei periodi più felici della sua vita: qui infatti entrò in grande sintonia con i colleghi, in particolare con l’italiano Vittorio Luzzati, cristallografo esperto di raggi X. All’inizio degli Anni 50 però decise di ritornare a Londra, dove iniziò a lavorare come ricercatrice associata al King’s College. Qui le cose non andarono come Rosalind sperava, soprattutto a causa del rapporto difficile con il collega Maurice Wilkins che, come lei, studiava la struttura del DNA. Wilkins era infatti un principiante nell’uso delle tecniche di diffrazione a raggi X, e pretendeva che lei, cristallografa esperta, condividesse con lui i propri risultati. Fu un disastro: Rosalind era infatti una donna determinata e gli anni parigini avevano contribuito a renderla ancora più libera e e sicura di sé: adesso si trovava costretta a lavorare in un ambiente bigotto e maschilista e non accettava di dover condividere con i suoi colleghi maschi i risultati delle sue scoperte. I suoi studi le permisero comunque di mettere a punto una tecnica innovativa che utilizzava i raggi X per fotografare i costituenti di tutti i materiali viventi e non viventi, attraverso una microcamera capace di produrre fotografie ad alta definizione dei singoli filamenti di DNA. Ottenne immagini bellissime, tra cui la famosa “Photograph 51”. 

Si scoprì così che il DNA, composto di due forme, la forma A e la forma B, e che quest’ultima aveva una forma a spirale. La scienziata però fu vittima di un furto da parte dei suoi colleghi maschi, James Watson e Francis Crick, che si impossessarono dei dati delle sue immagini realizzate con i raggi X, formulando il celebre modello a doppia elica. Alla fine, sarà proprio Wilkins ad attribuirsi i meriti di una grande scoperta. “Le sue foto a raggi X sono tra le più belle finora ottenute di qualsiasi sostanza” scrisse di lei un suo collega. Ciononostante, la frustrazione di Rosalind la portò a lasciare quel laboratorio per trasferirsi al Birkbeck College, dove trascorse anni migliori grazie alla presenza di colleghi che avevano di lei una grande stima. Al King’s College era infatti soprannominata la “dark lady” che “all’età di 31 anni vestiva con la fantasia di un’occhialuta liceale”. E ancora, la “terribile e bisbetica Rosy”: una donna dall’aspetto poco attraente, che trattava gli uomini come ragazzini, molto gelosa del suo lavoro.

Al laboratorio in più di un’occasione dichiararono che non vedevano l’ora di liberarsene perché il posto migliore per una femminista era nel laboratorio di qualcun altro. Rosalind con gli anni era diventata riservata e diffidente, ma la sua passione per la scienza era sempre più viva. Cominciò a studiare l’RNA e i virus, a viaggiare e a farsi conoscere il più possibile attraverso conferenze e incontri. La sua carriera, in costante ascesa, fu però improvvisamente arrestata da una grave malattia: le fu diagnosticato un cancro all’ovaio, all’età di soli 36 anni. Si trattava di un male che non lasciava speranze, ma la scienziata continuò a lavorare anche durante gli anni della malattia, preparando campioni, trasformandoli in cristalli per la macchina fotografica a raggi X e registrando tutto nei suoi quaderni. Fino al giorno della sua morte, a 37 anni. Dopo la sua scomparsa, nel 1962, i due scienziati che l’avevano “derubata” della sua scoperta, Crick e Wilkins, ricevettero il Premio Nobel. Senza ovviamente, fare alcun riferimento al prezioso lavoro svolto da Rosalind Franklin. Il suo mito era però già nato: la scienziata è diventata infatti un’icona per tutte le donne, una “scienziata capace di rendere bella qualunque cosa toccasse”. È stata definita un’eroina mancata, ma ci piace pensare a lei semplicemente come una scienziata che ha fatto il suo lavoro. Prima e meglio dei suoi colleghi maschi.

Dal Web

Le DJ donne hanno più ritmo

A New York sono sempre più richieste e guadagnano 1800 euro all’ora, la tendenza si sta affermando anche in Italia.

” É un mestiere duro” dice Adiel, cioé Alessia Di Livio” ma ci sono tante brave professioniste…Ci vuole tanta passione …Richiede uno sforzo fisico abbastanza grande. A partire dal viaggiare: girare da sole con la borsa dei dischi non é sempre facile …”

Lo conferma Ema Stockholma:” Lavoriamo di notte e certe situazioni non sono facili da gestire, ma questo non significa che non riusciamo ad affrontarle. É più antipatico, semmai, che quando ho iniziato i maschi non mi riconoscessero come collega.”