Archivio degli autori

Shiori Ito

É la ragazza giapponese che ha osato denunciare un uomo famoso di averla stuprata. 

Il caso ha fatto scalpore perché in Giappone in cinque anni solo il 18,5 per cento delle vittime sia riuscita a farlo. 

Il suo gesto scandaloso rischia di sradicare dalle fondamenta il maschilismo profondo che finora ha imperato nella societá nipponica.

Beatrice Lento

Antonia Klugmann

Al debutto in TV é stata travolta da una valanga di insulti: arrogante, non bella, P……

Perché i suoi colleghi maschi non sono mai andati incontro a tutto questo pur non essendo particolarmente gentili, belli …e quant’altro?

Viene forse, ma solo forse, da pensare che la reazione violenta sia determinata dal genere femminile che ha “osato” appropriarsi di un ruolo inconsueto.

Beatrice Lento

Amalia Bruni 

Oggi, in diretta TV, grazie alla nostra  Socia d’Onore , la nota neurologa Amalia Bruni, abbiamo ammirato  con meraviglia il “gomitolino della vita”,  il DNA: il magico acido nucleico che contiene le informazioni necessarie al funzionamento della maggior parte degli organismi viventi.

Amalia é la responsabile del Centro Regionale di Neurogenetica della Regione Calabria che non solo assiste i pazienti con malattia di Alzheimer e altre demenze e malattie degenerative ma ha anche sviluppato le tecniche per lo studio e la ricerca sul genoma umano.

I suoi studi hanno portato al l’identificazione di una nuova proteina delle membrane neuronali, chiamata ” Nicastrina” in onore delle famiglie calabresi che hanno partecipato alla ricerca scientifica mondiale.

Amalia, con i suoi collaboratori, ha individuato tutte le famiglie esistenti al mondo con la stessa mutazione genetica delle famiglie Alzheimer calabresi stabilendo la sua origine nel contesto calabrese con successiva diffusione nel mondo.

La scienziata evidenzia l’esiguità dei fondi messi a disposizione del Centro, nonostante la sua eccellenza e chiede attenzione adeguata ma nel contempo dichiara con la fierezza tipica delle donne:” Ma la ricerca continua!”

Beatrice Lento

Soci D’Onore

Sono Soci d’Onore di sos KORAI

Amalia Cecilia Bruni, neurologa, grande studiosa dell’Alzheimer, responsabile del Centro Regionale di Neurogenetica .

Gianni Buquicchio, presidente della Commissione Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa.

Domenico Romano Carratelli, parlamentare, custode del prezioso Codice Romano Carratelli.

Maud De Boer, vice segretario generale del Consiglio d’Europa.

Luigi Giffone, archi star, guru dello Space Planning.

Edoardo Martinelli, Allievo di Don Lorenzo Milani.

Luigia Lupidi Panarello,  poetessa.

Gerardo Sacco, artista dell’oro.

Menicacci Stefano, parlamentare, illustre penalista, scrittore.

Angela Crudo, musicista.

Beatrice Lento

Viva Lilith!

Lilith, sposa di Adamo, ebbe un carattere forte, deciso e volitivo.

 Il nostro progenitore la ripudiò perché aveva osato opporsi ai suoi comandi. Per punizione la creatura ribelle venne trasformata in un demone femmina, notturno e tenebroso. 

Successivamente il primo uomo prese accanto a sé Eva la quale si mostrava docile e sottomessa e quindi gradita al suo sposo padrone. 

Eppure sotto l’apparente indole conciliante e remissiva Ella nascondeva una notevole capacitá ammaliatrice al punto da convincerlo a cogliere la mela fatale.

Parabola significat: l’uomo sicuro e forte ama la donna che é sua pari, mentre chi é debole si rivolge alla donna remissiva, scelta sempre infelice che procurerá complicanze, sciagure o, nel miglior dei casi, una insopportabile noia.

Viva Lilith!

Beatrice Lento

Medea, opera d’amore

 
Medea compie un viaggio che è un’opera d’amore: la sua natura si plasma e si nutre della sua sofferenza. Sceglie la colpa! La sua storia lo esige, la sua indole. E’ una barbara che non riconosce altra autorità se non quella del proprio istinto, per questo si attacca disperatamente al concetto di libertà. Per lei è rassicurante pensare di essere libera, di poter scegliere il proprio destino, di poterlo fare e disfare con le proprie mani. La sua appartenenza a un gruppo familiare o di classe o di nazione o di religione limita la sua presunta libertà, perché Medea si sente straniera ovunque. La sua tragedia consiste nella difficoltà di mantenere coscienti le sue pulsioni primitive, lottando disperatamente perché non si trasformino in regole da rispettare.
La diversità di Medea ha a che fare col travaglio del parto, con la sua fertilità devastante e rigogliosa, con la sua innata capacità di generare e di perpetuare la specie in un paese abitato soltanto da un popolo maschile inadatto a sviluppare il seme. Giasone l’abbandona incinta e si fa re di una città sterile. Il vero delitto con cui Medea punirà Corinto, sarà negargli i figli, partorendo aborti come eredi, decidendo a monte il destino di una città nella quale senza di lei è impossibile perpetuare la specie.
Immagino un viaggio verso Medea come se fosse un paese straniero. Attorniata da uomini-donne di Corinto che sognano pance gravide, vagiti di neonati, coccarde e corredi di figli attesi. Immagino l’allestimento di questo spettacolo in un luogo pieno di grazia e di senso, dove l’atmosfera del teatro stesso rilevi la drammaticità della storia. Dove a riempire bastano un canto e un silenzio. Dove la parola di Medea riecheggi forte e chiara. I fratelli Mancuso canteranno l’amore e l’odio. Il travaglio è in atto: Medea sgrava la sua tragedia.
 
Emma Dante

Beatrice Lento

Lo strataggemma di Artemisia Gentileschi

Poco dopo il trauma dello stupro da parte del collega , Agostino Tassi, Artemisia Gentileschi tenta di guarire dalla tremenda ferita proiettando si nei suoi splendidi dipinti.

Ci dona, così, autoritratti mascherati come nella martire con la palma del sacrificio nella mano.

Donna coraggiosa e intrepida Artemisia denuncia il suo violentatore e offre a se stessa una rivincita affermativa incarnandosi nelle sue meravigliose opere.

Beatrice Lento

Non solo coreografia

Golden Globes: solo in nero per protesta sul red carpet…non è solo coreografia, la sensibilità incomincia a maturare e è stata giá istituita una Commissione anti molestie presieduta da Anita Hill che negli anni ‘90 denunció un giudice per molestie sessuali.

Beatrice Lento

Non è amore

La ragazza non immaginava

che anche quello fosse l’amore

in mezzo all’erba lei tremava

sentiva addosso ancora l’odore

 

chissà chi era cosa voleva

perché ha ucciso i miei pensieri

chissà se un giorno potrò scordare

e ritornare quella di ieri

 

la ragazza non immaginava

che così forte fosse il dolore

passava il vento e lei pregava

che non tornassero quelle parole

 

adesso muoviti fammi godere

se non ti piace puoi anche gridare

tanto nessuno potrà sentire

tanto nessuno ti potrà salvare

 

e lei sognava una musica dolce

e labbra morbide da accarezzare

chiari di luna e onde del mare

piccole frasi da sussurrare

e lei sognava un amore profondo

unico e grande più grande del mondo

come un fiore che è stato spezzato

così l’amore le avevan rubato

la ragazza non immaginava

che così lento fosse il dolore

stesa nel prato

lei piangeva

sulle sue lacrime nasceva il sole

e lei sognava una musica dolce

e labbra morbide da accarezzare

chiari di luna onde del mare

piccole frasi da sussurrare

e lei sognava un amore profondo

unico e grande più grande del mondo

ma il vento adesso le aveva lasciato

solo il ricordo di un amore rubato

come un fiore che è stato spezzato

così l’amore le avevan rubato

L’ amore rubato

Beatrice Lento

Non è Amore

L’amore ai tempi delle colonie è impastato di ferocia. Un pugnale affilato minaccia e uccide, anche se lo spalmi di miele». «Mia madre, avvolta in un “guntiino” rosso con fili dorati, rimestava cibo in un calderone di rame. Le domandai per favore dove posso sciacquarmi il viso».«Vai al pozzo, stronza», fu la sua pronta risposta. Non era la prima volta che mi apostrofava in quel modo, ma se nelle altre occasioni potevo essermelo meritato, in quel caso davvero non me lo riuscivo a spiegare.«Perché mi dai della stronza? – domandai offesa – Che ho fatto di male?».«Nulla – disse Aschirò -. perché male? Tuo padre lo diceva sempre. “Stronza, fa’ questo! Stronza, fa’ quest’altro. Vattene via, stronza”. Non è male. È un modo per chiamare».

Da ” Timira Romanzo meticcio”

Beatrice Lento