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Una gallina che canta all’alba

” Una donna al potere é come una gallina che canta all’alba.” é un proverbio cinese e nella storia di questo paese la donna ha avuto il potere di rado e solo nel passato, l’ultima fu l’imperatrice Cixi all’inizio del secolo scorso…un’arma moderna e subdola contro l’ascesa nella politica del genere femminile? Le donne vanno in pensione 10 anni prima degli uomini, proprio quando potrebbero fare il salto di qualitá.

Beatrice Lento

Greta è con noi

Emozioni forti nell’incontro di stamane con Le Lupe di Flavia Perina attraverso l’intervista all’autrice condotta da Luigia Lupidi Panarello.

Protagonisti assoluti i sentimenti e le emozioni dell’animo umano sconvolto da eventi fatali… un animo esclusivo, viscerale, primordiale e passionale: quello della Madre.

Si lacera questo scrigno misterioso e magico e si tormenta d’ogni pena che il figlio, carne della sua carne, soffre, si colpevolizza e si interroga su presunte mancanze, leggerezze, superficialità, omissioni.

Il pathos è fortissimo ed esplode quando interviene Lei, la Madre dolorante e tormentata che si identifica nel racconto lontano tramutandolo in narrazione del dramma personale appena vissuto: la perdita della sua dolce creatura, l’artista dolcissima e perfetta che trasformava in ammalianti armonie le corde del suo violino.

Angela rompe ogni indugio e ritrosia ed offre ai giovani, alle madri e ai padri che affollano la sala, la sua sconvolgente testimonianza

” Ragazzi aprite il vostro cuore ai Genitori, parlate, piangete, gridate, narrate, ascoltate, riflettete e accogliete il conforto che nasce dal loro incomparabile amore”

Grande Angela che hai sacrificato il tuo riserbo sull’altare dell’educazione generosa e altruistica a costo di sofferenza intima graffiante e profonda.

Brava: così hai ridato la vita a tua Figlia!

Greta è con noi!

Beatrice Lento

Simme tutt’eguale

Andare, andare, simme tutt’eguale affacciati alle sponde dello stesso mare e nisciuno ë pirata e nisciuno é emigrante simme tutte naviganti.

L’Italia dovrebbe avere il nobel per la pace…l’85% dei morti sul mediterraneo ce l’ha sulla coscienza quell’Europa che ha bocciato Mare Nostrum.

L’Italia da sola non poteva sostenere la spesa …eppure la nostra Europa é figlia delle migrazioni, l’Europa é tutta qui: nei viaggi, nelle comunicazioni, negli scambi, confronti, scontri…se costruiremo muri moriremo, senza contaminazioni moriremo.

Giuseppe Cataldi all’Anthropos

Ph Vins Croatio Frak

Beatrice Lento

Madre nostra

Madre nostra che sei nei Cieli

sia rispettato il tuo nome

venga la tua sapienza

e sia realizzato il tuo insegnamento

come in Cielo anche sulla Terra

dacci oggi la serenità quotidiana

e rimetti a noi la sofferenza continua

come noi si è generose con chi amiamo

non lasciarci soccombere sole

liberaci dall’assillo della paura

per l’odio su di noi accanito

nei prossimi secoli

così sia

Luigia Lupidi Panarello

Beatrice Lento

Definizione di Violenza psicologica.

Qualsiasi azione o omissione intenzionale che produce su una donna svalorizzazione o sofferenza o qualsiasi limitazione della portata della libertá

Beatrice Lento

La mostruosità del rito faraonico

Omaggio a Edna Adan Ismail, ministro e funzionario ONU, che per prima, negli anni Settanta, denunciò la mostruositá del rito faraonico. Accanto a Lei tante altre donne coraggiose e Libere, cosí Aamina Milgo, direttrice della rete di associazioni Nafis, che con perfetta luciditá indica come primo bersaglio l’ignoranza: “C’é chi pensa che il clitoride se non reciso cresca a dismisura e chi accusa voi occidentali d’istigarci contro la nostra cultura…tuttora per molte non essere cucite é uno stigma”

L’ imam Yousf Cabdi Xove dichiara che mentre l’infibulazione é crudele, estranea all’Islam, un piccolo taglio del clitoride dá purezza. Ma le donne non ci stanno e gridano:” Vogliamo tolleranza zero e se uniamo donne e uomini entro una generazione vinceremo!

Forza ce la faremo!

Beatrice Lento

Sei tu che mi hai fatto sognare

La chiamavano bocca di rosa

Metteva l’amore, metteva l’amore

La chiamavano bocca di rosa

Metteva l’amore sopra ogni cosa

Appena scese alla stazione

Nel paesino di Sant’Ilario

Tutti si accorsero con uno sguardo

Che non si trattava di un missionario

C’è chi l’amore lo fa per noia

Chi se lo sceglie per professione

Bocca di rosa né l’uno né l’altro

Lei lo faceva per passione

Ma la passione spesso conduce

A soddisfare le proprie voglie

Senza indagare se il concupito

Ha il cuore libero oppure ha moglie

E fu così che da un giorno all’altro

Bocca di rosa si tirò addosso

L’ira funesta delle cagnette

A cui aveva sottratto l’osso

Ma le comari d’un paesino

Non brillano certo in iniziativa

Le contromisure fino a quel punto

Si limitavano all’invettiva

Si sa che la gente dà buoni consigli

Sentendosi come Gesù nel tempio

Si sa che la gente dà buoni consigli

Se non può più dare cattivo esempio

Così una vecchia mai stata moglie

Senza mai figli, senza più voglie

Si prese la briga e di certo il gusto

Di dare a tutte il consiglio giusto

E rivolgendosi alle cornute

Le apostrofò con parole argute

“Il furto d’amore sarà punito”

Disse “dall’ordine costituito”

E quelle andarono dal commissario

E dissero senza parafrasare

“Quella schifosa ha già troppi clienti

Più di un consorzio alimentare”

Ed arrivarono quattro gendarmi

Con i pennacchi, con i pennacchi

Ed arrivarono quattro gendarmi

Con i pennacchi e con le armi

Spesso gli sbirri e i carabinieri

Al proprio dovere vengono meno

Ma non quando sono in alta uniforme

E l’accompagnarono al primo treno

Alla stazione c’erano tutti

Dal commissario al sacrestano

Alla stazione c’erano tutti

Con gli occhi rossi e il cappello in mano

A salutare chi per un poco

Senza pretese, senza pretese

A salutare chi per un poco

Portò l’amore nel paese

C’era un cartello giallo

Con una scritta nera

Diceva “addio bocca di rosa

Con te se ne parte la primavera”

Ma una notizia un po’ originale

Non ha bisogno di alcun giornale

Come una freccia dall’arco scocca

Vola veloce di bocca in bocca

E alla stazione successiva

Molta più gente di quando partiva

Chi mandò un bacio, chi gettò un fiore

Chi si prenota per due ore

Persino il parroco che non disprezza

Fra un miserere e un’estrema unzione

Il bene effimero della bellezza

La vuole accanto in processione

E con la Vergine in prima fila

E bocca di rosa poco lontano

Si porta a spasso per il paese

L’amore sacro e l’amor profano

Written by Fabrizio De Andre

Beatrice Lento

La forza diabolica dell’educazione sbagliata

C’hanno rubato i corpi, il viso, i movimenti…c’hanno inventato miti

Giocattoli innocenti si sono rivelati massaggi per le menti

Ricordo ancora la scatola che scartai curiosa

Rebecca mia Rebecca, capelli biondo stoppa made in Italy

Che cos’eri tu? Con quegli occhi sorridenti Con quel fiocco sulla testa, la tua faccia grassa

Oh Rebecca, Oh Rebecca, Oh Ti parlavo di me, ti cambiavo le pose, ti trasformavo in attrice Con le parti da bella, da gran donna….eri il mito della bionda

E crescevo, crescevo, con la smania ribelle D’esser subito grande, d’esser subito bella Di dovere….se volevo l’amore……….

E crescevo, crescevo, ma qualcosa cambiava, ora non si giocava piùle mie amiche di classe con le loro conquiste e tu, e tu, e tu ahi

o crescevo, crescevo, ma qualcosa è cambiato mi son vista allo specchio con quel poco di seno, con quel naso che avevo…mi coprivo la faccia….Cosa c’hanno inventato? cosa avevo sognato? Dimmelo, dimmelo tu Rebecca…Oh Rebecca…

Writer(s): Gianna Nannini

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Beatrice Lento

Mai più massacri!

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent’anni

occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent’anni

figlio d’un temporale

c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte

e quella musica distante diventò sempre più forte

chiusi gli occhi per tre volte

mi ritrovai ancora lì

chiesi a mio nonno è solo un sogno

mio nonno disse sì

a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso

il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso

le lacrime più piccole

le lacrime più grosse

quando l’albero della neve

fiorì di stelle rosse

ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte

c’erano solo cani e fumo e tende capovolte

tirai una freccia in cielo

per farlo respirare

tirai una freccia al vento

per farlo sanguinare

la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent’anni

occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent’anni

figlio d’un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

Faber

Beatrice Lento

Due musher

Anna e Kristy Berington sono due musher, due conduttrici di slitta trainata da cani. La corsa in solitaria più famosa é l’Iditarod: centinaia di chilometri in mezzo alla neve, giorni e giorni di cammino a trenta gradi sotto zero, dove anche l’iPhone si blocca, con la muta di cani che indossano calzi arcobaleno per non congelarsi i polpastrelli.

Beatrice Lento