Archivio degli autori

Mia Gallegos

All’amore sono giunta con un filo di seta

ci ho messo le guance,
il corpo e la coscienza.

Niente è rimasto di me,
neppure una lettera,
neppure uno specchio in cui riconoscermi. 
Ma ho imparato a passare 
per la cruna dell’ago,
cioè a perdonare sinceramente.
A lasciare la pelle nel filo di ferro,
a ferirmi dalla testa 
ai piedi.

Ho perso tutto. 
E quando ho capito che non sapevo difendermi dalla gente,
ho risposto con una sberla di dolcezza,
 
perché io so
 
che solo i dolci erediteranno la terra.

Mia Gallegos

Beatrice Lento

Agnodice, la prima ginecologa

Di buona famiglia ateniese, si taglia i capelli e si traveste da uomo per studiare medicina con Erofilo, uno dei più rinomati medici dell’epoca, che insegnava ad Alessandria d’Egitto. Il travestimento è reso necessario dal divieto di studiare medicina imposto alle donne e agli schiavi. Conclusi gli studi, rientra ad Atene, dove diventa un’ostetrica molto ricercata.

Usa mettere le pazienti a loro agio sollevando le vesti per rivelare il proprio sesso. Gelosi del suo successo, i medici la chiamano davanti all’Areopago e la accusano di sedurre le pazienti (cosa vietata dal giuramento d’Ippocrate, ora come allora). In tribunale lei solleva di nuovo le vesti. Secondo la legge ateniese, per aver praticato la medicina sotto mentite spoglie, viene quindi condannata a morte.

Nell’udire la notizia, numerose mogli di ateniesi illustri circondano il tribunale e minacciano di uccidersi se la sentenza sarà eseguita. Ottengono non solo che Agnodice continui a esercitare, e finalmente in abito femminile, senza doversi più nascondere, ma che la legge venga cambiata e che le donne nate libere possano svolgere la professione medica, alla condizione che curino soltanto altre donne.

Così racconta Gaio Giulio Igino nelle Fabulae, dove afferma che quella era la prima volta che tale privilegio veniva esteso alle donne. Secondo altre fonti, invece, pare che le ginecologhe esercitassero già nel V secolo a.C. , mentre per altri storici Agnodice, cioè “casta e giusta”, sarebbe il soprannome di Fanostrata che una stele funeraria indica come ostetrica (maia) e medico (iatros).

Dall’Enciclopedia delle Donne

Beatrice Lento

Femminista in colpa

” Come donne siamo state allevate a sentirci sempre in colpa per tutto. Ora anche la retorica dell’orgoglio femminista é capace di farci sentire inadeguate: il mondo é pieno di donne splendide, battagliere, sempre nel giusto. E poi ci sono tante come me che, consce delle loro debolezze e difetti, non si sentono forti abbastanza per unirsi a loro.”

Deborah Frances-White

Beatrice Lento

Lettere

Rivedo le tue lettere d’amore
illuminata adesso da un distacco,
senza quasi rancore.

L’illusione era forte a sostenerci,
ci reggevamo entrambi negli abbracci,
pregando che durassero gli intenti.
Ci promettemmo il sempre degli amanti,
certi nei nostri spiriti divini.

E hai potuto lasciarmi,
e hai potuto intuire un’altra luce
che seguitasse dopo le mie spalle.

Mi hai resuscitato dalle scarse origini
con richiami di musica divina,
mi hai resa divergenza di dolore,
spazio, per la tua vita di ricerca
per abitarmi il tempo di un errore.

E mi hai lasciato solo le tue lettere,
onde io le ribevessi nella tua assenza.

Vorrei un figlio da te,
che sia una spada lucente,
come un grido di alta grazia,
che sia pietra, che sia novello Adamo,
lievito del mio sangue
e che dissolva più dolcemente
questa nostra sete.

Ah se t’amo!
Lo grido ad ogni vento
gemmando fiori da ogni stanco ramo,
e fiorita son tutta
e di ogni velo vò scerpando il mio lutto
perché genesi sei della mia carne.

Ma il mio cuore trafitto dall’amore
ha desiderio di mondarsi vivo,
e perciò, dammi un figlio delicato!
Un bellissimo vergine viticcio
da allacciare al mio tronco.

E tu, possente padre,
tu olmo ricco di ogni forza antica,
mieterai dolci ombre alle mie luci.

 Alda Merini

Beatrice Lento

Maria Lodovica Gullino

Interroga le piante per scoprire il futuro!

In Piemonte, questo tema sarà al centro di una serie di eventi nel prossimo mese di giugno. Dietro le quinte, ci sono l’università di Torino e Agroinnova, il centro di competenza per l’innovazione in campo agroambientale legato all’ateneo e diretto da Maria Lodovica Gullino, che è anche ordinaria di Patologia vegetale e prima donna presidente della Sipav (Società italiana di patologia vegetale).

Questa carica – sempre come prima donna al mondo – l’ha ricoperta dal 2008 al 2013 anche a livello internazionale. Insomma, è un medico delle piante: con il suo team di ricercatori si occupa di biosicurezza
e di come fronteggiare e arginare le patologie, con uno sguardo attento al futuro.

È una di quelle scienziate che incarnano l’eccellenza della ricerca italiana. Gullino è una donna elegante e raffinata, abita in un’antica casa torinese circondata dai ritratti dei suoi antenati, fra i quali spicca il poeta e giornalista Iginio Ugo Tarchetti.

Non è a lui, però, che la piccola Maria Lodovica pensava quando sognava cosa avrebbe fatto da grande. «Volevo diventare ricercatore biomedico per via di uno zio oncologo» racconta. «Ho studiato Biologia all’università, ma mi appassionava anche la botanica».

D’altronde, con due genitori agronomi, conta anche l’aria che si respira in casa. «Mio padre era frutticoltore nel Saluzzese, attento alla sostenibilità. Da bambina, mi accompagnava a prendere un gelato e al ritorno passavamo dai frutteti, di sera, per controllare con gli abbaglianti della macchina l’eventuale presenza della Cydia molesta (una farfalla che danneggia il pesco, ndr). Così poteva decidere come intervenire».

Senza rinunciare all’interesse per la patologia, Maria Lodovica si è orientata verso quella vegetale, percorrendo tutti i gradini della carriera universitaria, da borsista no a docente ordinario, in un contesto che rimane tuttora in prevalenza maschile.

«Le ragazze non mancano. Le incoraggio a non arrendersi mai, anche se il nostro sistema non sostiene le donne. All’estero le ricercatrici ricevono aiuti. A chi ha un bambino, in Svizzera viene data la babysitter, mentre da noi ti invitano a stare a casa. Quanto a me, ho avuto la fortuna di vivere dai 25 ai 40 anni, decisivi per chi fa ricerca, in un periodo felice. Si andava all’estero per imparare ma poi si tornava in Italia, perché non mancavano i fondi per il nostro lavoro. A 28 anni ero già ricercatrice, mentre oggi si definisce “giovane ricercatore” chi ha 40 anni».

Valutazione della resistenza a parassiti di nuove varietà di insalate (foto di Manuela Gomez / Archivio Agroinnova).

Quale impatto ha il cambiamento climatico sulla vegetazione in Italia?
La fascia geografica e climatica in cui ci troviamo ci prospetta un futuro simile al Marocco o alla Tunisia, Paesi bellissimi in cui andare in vacanza, ma caratterizzati da un’agricoltura che non è rigogliosa come la nostra. È in corso un aumento significativo delle temperature: in Piemonte, stiamo trovando parassiti e funghi del terreno e delle piante che fino a una decina d’anni fa erano in Sicilia. Aumenta anche l’anidride carbonica: a Grugliasco, dove ha sede Agroinnova, è già a 450 parti per milione (nel 1750, era a 280 parti per milione secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, ndr). Per cercare di capire cosa succederà, simuliamo scenari futuri. Per esempio, in uno studio fatto sulla vite utilizzando dati precisi sul clima in una zona specifica a partire dal 1950 e informazioni fornite dai tecnici vitivinicoli, abbiamo immaginato cosa accadrà fra 30, 50, 70 anni. Se la temperatura continuerà a salire, la peronospora, che è una malattia importante, attaccherà le piante già a partire dai mesi di aprile e maggio, perché troverà condizioni più favorevoli. Questo avrà un impatto sulla qualità e sulla quantità della produzione, e sui trattamenti da fare, che dovranno essere anticipati e aumentati.

Cambierà anche la geografia della vite, quindi?
La vite potrà essere coltivata più in alto, in montagna. E crescerà la gradazione del vino.

Quali altri strumenti usate nelle vostre simulazioni?
Abbiamo costruito dei fitotroni, delle vere “macchine del tempo” dove a una temperatura più alta e a una concentrazione di anidride carbonica di 850 parti per milione sperimentiamo colture orticole e floricole a ciclo breve. Lo scopo è capire quali parassiti potrebbero prevalere. I nostri studi hanno sempre un risvolto pratico. In questo caso, quello di orientare la scelta delle aziende sementiere per ottenere varietà più resistenti.

Più anidride carbonica fa male alle piante?
No, l’anidride carbonica fa anche da fertilizzante. È l’interazione con le alte temperature ad aumentare l’incidenza dei parassiti. E anche le micotossine prodotte dai funghi, che possono avere un effetto negativo sulla salute umana. Per esempio, le a atossine – se presenti nelle farine – sono pericolosissime e responsabili dei tumori al fegato nei paesi equatoriali.

Senza essere catastrofisti, se il rialzo delle temperature continuerà, che cosa rischiamo?
La nostra agricoltura rischia di essere profondamente colpita. Avremo una produzione inferiore perché ci saranno minore disponibilità idrica, più attacchi da parte dei parassiti e minore qualità a causa delle contaminazioni. L’industria sementiera dovrà identificare colture e varietà più adatte a questo clima mutato, capaci di resistere con poca acqua.

C’è poi il commercio globale, che non è certo una novità, e che fa viaggiare le malattie.
Il movimento di piante, semi e patogeni segue la velocità dei mezzi di trasporto, che oggi è quella degli aerei. Negli ultimi 15 anni, tutta la produzione di semi si è spostata in Africa o in Paesi con clima più favorevole – quindi con più cicli colturali – e costo più basso della manodopera. Se però qualcosa va storto, e i semi sono contaminati, per esempio, da patogeni endemici, il parassita finisce per arrivare ovunque. Qualche anno fa, è arrivata in Italia e nell’area mediterranea una peronospora del basilico, che era stata segnalata nel 1940 in Uganda e nel 2002 in Svizzera. Come è successo? Semplice: tutta la produzione di semi di basilico è stata spostata in Africa. La biosicurezza è una priorità. Non possiamo combattere il commercio globale, ma dobbiamo essere preparati, con metodi diagnostici e caci e condivisi. Con tecnici che vanno sul campo. Se arriva un parassita, dobbiamo essere in grado di contenerlo.

Perché non si è riusciti con il batterio della Xylella, il batterio che ha distrutto migliaia di ulivi in Puglia?
La Xylella fastidiosa, arrivata dal Costarica con una pianta di caffè ornamentale, non è stata intercettata subito, si è propagata e ci sono state polemiche sull’abbattimento degli ulivi. Esistono studi che ci dicono, caso per caso, a seconda dell’ospite e del parassita, le dimensioni della cintura di salvaguardia entro laquale eliminare le  piante colpite. Per contenere i focolai, bisogna però agire subito. Purtroppo noi in Italia abbiamo poca – fiducia nel mondo scientifico: se diciamo che serve abbattere un certo numero di piante per salvarne milioni, tutti protestano. In questo caso sfortunato, il batterio, già difficile da isolare, ha poi un vettore – un insetto – che lo aiuta a diffondersi, ed è in grado di vivere su ospiti diversi, come l’oleandro o il rosmarino, tipici del Mediterraneo. Ora si cercano varietà di ulivo resistenti, ma ci vorrà tempo.

Che cosa pensa degli Ogm?
Chi dibatte su questo tema fa riferimento ancora alla prima generazione di Ogm e al caso delle piante resistenti al glifosato, vendute dalla Monsanto, che produceva anche questo erbicida. Oggi siamo agli Ogm di terza generazione: piante modificate anche a fini terapeutici, per esempio per produrre vaccini, per avere un maggiore valore nutrizionale, oppure per resistere ai parassiti o alla siccità. Non dimentichiamo che un incrocio tradizionale porta a una miscelazione dei geni molto casuale. Le tecniche attuali di ingegneria genetica sono soft, non rappresentano una manipolazione ma correggono solo il genoma. Migliorando le caratteristiche della pianta anche di fronte ai cambiamenti climatici.

Quali sono i problemi degli alberi nelle nostre città?
L’asfissia radicale: lasciamo poco terreno alle radici. Quando non si sviluppano in modo adeguato, la pianta si ammala più facilmente e si generano carie non visibili dall’esterno. E così l’albero diventa instabile. Se una pianta è malata, va abbattuta, ma possiamo pretendere che venga sostituita. Quanto ai programmi di piantare nuovi alberi in città, sono favorevole ma ricordiamoci che le piante vanno anche curate. A volte è solo questione di bagnarle per non farle seccare.

Tutti al festival delle piante

La salute vegetale sarà il tema del Festival Plant Health 2020, dal 4 al 6 giugno 2020, in occasione dell’Anno Internazionale della Salute delle Piante. In prima la Agroinnova, con il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino.

Conferenze, spettacoli teatrali, mostre, presso il Rettorato dell’Università degli Studi di Torino, avvicineranno le persone a temi come biosicurezza, cambiamenti climatici, globalizzazione dei mercati, sicurezza alimentare.

Sarà dato spazio anche ai nuovi mestieri di cura del verde e alle eccellenze alimentari. Partecipazione gratuita, con prenotazione.

Di Maria Tatsos

Beatrice Lento

Samira Ahmed

La conduttrice tv Ahmed ha vinto la sua causa contro la Bbc grazie a una legge introdotta di recente nel Regno Unito che obbliga le aziende alla trasparenza.

La disparità salariale a danno di noi donne si registra in tutto il mondo!

Ue 16% in meno

Italia 5% in meno

Tante di noi rinunciano al lavoro per seguire la famiglia: il 42% nel mondo, in Italia l’11,1%

Beatrice Lento

Fai luce sull’ENDOMETRIOSI

l prossimo 28 Marzo si celebrerà la giornata mondiale dedicata all’Endometriosi, patologia al femminile, cronica e invalidante, inserita nell’elenco dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza. Per l’occasione si realizzerá una marcia nelle vie principali della Capitale e, in contemporanea, in altri 22 stati d’Europa. Parallelamente si attuerà l’iniziativa “Fai luce sull’Endometriosi” promossa dall’ Endomarch Team Italy, che illuminerà di giallo importanti monumenti nelle città di tutto il mondo.
Anche Tropea risponde all’appello attraverso l’Associazione di Volontariato sos KORAI Onlus che, in accordo col Sindaco, Giovanni Macrì e col Rettore del Santuario di Santa Maria dell’Isola, Don Nicola De Luca, provvederà ad illuminare di giallo “L’Isola”, simbolo di Tropea, conosciuta per la sua straordinaria bellezza in tutto il mondo. Nella settimana dal 23 al 29 Marzo, il giallo, che invaderà il mitico Scoglio, si ripeterà su nastri annodati che saranno esibiti, in segno di condivisione d’impegno, da molte attività commerciali, in collaborazione con AssCom, l’Associazione tropeana dei commercianti presieduta da Mariantonietta Pugliese.
“ Già dallo scorso anno” dichiara Beatrice Lento, presidente dell’Associazione ”abbiamo varato il nostro progetto ‘ENDOMETRIOSI?… parliamone!’ realizzando varie attività tra cui un percorso di formazione ed una campagna di sensibilizzazione attraverso la Squadra Calcistica Dilettantistica Junior Tropea che gareggia, per tutto il campionato, con la maglia recante in petto lo slogan; aderire a quest’ulteriore iniziativa é stato per noi un atto dovuto in linea col nostro impegno a favore della donna. Su questa patologia sussistono ancor oggi tanti pregiudizi e atteggiamenti misogini che rallentano il progresso scientifico e culturale. Il nostro progetto proseguirà con un convegno, già in cantiere, che contiamo di realizzare il 5 Giugno col coinvolgimento di esperti di forte spessore ed esperienza.” L’iniziativa tropeana registra l’importante collaborazione di Margherita Iellamo, responsabile dell’Unione Nazionale Consumatori filone Sanitá Regione Calabria, nonché rappresentante, presso le istituzioni e i presidi sanitari, delle donne affette da endometriosi e dolore pelvico.
“Conoscere Margherita” continua la Lento “é stato determinante, la sua passione e la sua competenza ci consentiranno di andare avanti su questa problematica con un bagaglio enorme di esperienza che metteremo a frutto per sostenere tutte le donne, e sono tantissime, che pagano sulla propria pelle un’arretratezza, frutto della subcultura maschilista, che ha causato intollerabili ritardi, incomprensioni e tanta indifferenza. Negli ultimi tempi, comunque, grazie alle tante iniziative intraprese qualcosa é cambiato. La Legge Regionale n.15 del 2010, ratificata il 31 Luglio 2018 nel Consiglio Regionale della Calabria, per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi e l’istituzione del registro nazionale, é il segno di nuova sensibilità, ecco perché vale la pena continuare a lottare.”
Dal 23 al 29 Marzo Tropea si schiererà con le donne sofferenti di Endometriosi e attraverso la sua Isola, illuminata di giallo, chiederà attenzione e impegno per un benessere veramente condiviso.

Beatrice Lento

Decisivo il ruolo delle donne

Decisivo il ruolo delle donne nell’emergenza coronavirus.

Abbiamo apprezzato il lavoro eccellente delle tre ricercatrici dello Spallanzani che sono riuscite in poco tempo a isolare il virus in laboratorio.

Grande considerazione hanno avuto le dichiarazioni della virologa Ilaria Capua.

Notevole attenzione è stata riservata alla dottoressa Gismondo, direttrice del laboratorio di Microbiologia clinica del Sacco di Milano.

Brave!

Beatrice Lento

“Qui una donna non può avere un cane”. Sahba Barakzai piange così il suo Aseman. Un cane husky ucciso la settimana scorsa appena fuori Herat, Afghanistan occidentale.

Venerdì la ragazza era in giro con la sua famiglia a portare a passeggio il cucciolo, un gesto che per noi può risultare banale e quotidiano. Ma non in Afghanistan, appunto.

Un gruppo di persone è spuntato dagli alberi ha sparato contro il cane. Sahba ha implorato loro di risparmiarlo, ma invece sono stati esplosi altri quattro colpi.

Una foto pubblicata dalla BBC ritrae la giovane con il suo Aseman senza vita tra le braccia. Il commando le ha intimato di lasciarlo dov’era. “Una donna non può avere un cane”, le hanno detto. Così alla donna non è restato che allontanarsi.

Dal Web

Beatrice Lento

In dirittura d’arrivo il Quaderno dell’8 Marzo 2020

In dirittura d’arrivo “CATERINA” , terzo Quaderno dell’ 8 Marzo dell’Associazione sos KORAI Onlus in partenariato con la Distilleria Caffo 
I Quaderni dell’8 Marzo sono una delle iniziative promosse, per la Giornata Internazionale Della Donna, da sos KORAI Onlus, Associazione di Volontariato  nata per contrastare la subcultura maschilista attraverso i processi educativi. Partner del progetto la Distilleria Caffo, che molto più di uno sponsor, é  il perfetto compagno di viaggio che  condivide appieno gli obiettivi di promozione della donna e di benessere civile e morale del nostro territorio.
Scopo del Quaderno  é quello di divulgare la conoscenza di figure di donne che si sono espresse nella città di Tropea, nel suo comprensorio e in tutta la Calabria, con qualche possibile eccezione riservata a figure femminili di particolare fascino. 
Quest’anno il tema entro cui collocare le storie  è “Donne che intrecciano fili”, creature femminili che, per scelta più o meno consapevole, o perché sospinte da accadimenti più grandi di loro, si sono dovute mettere in gioco, senza timore di aggiungere alle normali difficoltà dell’esistenza quelle derivanti dal contrapporsi alle convenzioni sociali e alla sfiducia verso le loro capacità, riuscendo a tessere straordinarie trame fatte di pragmatismo, accoglienza, ascolto, dialogo e cura.  
 Le 28, magnifiche Donne, che popolano il nostro terzo Quaderno, edito da Romano Editore, dal nome “Caterina”, straordinaria Madre a cui la pubblicazione é dedicata, hanno mille sfaccettature abilmente composte in unità dalla loro tenacia e dalla loro voglia di essere comunque protagoniste, quasi sempre  senza clamori,  ma con la forza dirompente della resilienza che le vede vincitrici nonostante i pregiudizi  che le vorrebbero tenere ai margini. 
Esprimo riconoscenza a tutte, e attraverso loro, a cui idealmente mi rivolgo, perché nella maggior parte dei casi non ci sono più, ringrazio i parenti e gli amici che mi hanno donato le loro emozionanti storie.
Grazie a Marianne, Caterina Iozzo, Isabella Figliano, Rosa Simonelli, Orsolina Mamone, Paola Caterina Misefari, Giuseppina Pugliese, Luisa, Nuzza, Franca, Petrizia, Maria, Gina Capua , Sahar, Giovanna Fratantonio, Itala Clotilde Del Vecchio, Giovanna Spanto, Anna Costanza Baldry, Tiziana Lombardo, Maria Teresa Grimaldi, Anna Maria Piccioni, Ciccina e Franca Purificato, Rosaria, Anna Cuturello, Costanza, Maria Giovanna Di Bella, Cecilia Faragò.
Un grazie affettuoso a Tanina Muscia per i suoi quattro splendidi ritratti, a Rosetta Bova, Antonio Libertino, Pasquale e Lucia Lorenzo che, con le loro illustrazioni, hanno dato intensità alla scrittura e a Monica e  Marta La Torre che hanno permesso di aggiungere alle immagini anche due acquarelli  della loro meravigliosa mamma, Anna  Maria Piccioni, pure Lei cittadina del meraviglioso  mondo del Quaderno.
Un grazie altrettanto emozionato  alla Madrina della pubblicazione, Delfina Caffo, che assieme a noi di sos KORAI vuole impegnarsi per garantire all’essere femminile un futuro migliore, alla Socia d’Onore, Luigia Lupidi Panarello, per avere poeticamente espresso in apertura “la consegna della tessitura” che le donne ricevono dall’origine e ad Anna Maria Miceli, insostituibile consigliera, che, assieme a me, é curatrice artistica dell’opera che sará ufficialmente presentata l’8 Marzo.
La differenza donna che diventa ricchezza rimane l’obiettivo primario della nostra
Associazione, il suo perseguimento  continua attraverso le varie attività associative che esprimono il nostro essere sempre e comunque con le donne per la libertà e i diritti.
 Anche se sembrerebbe superfluo parlare ancora di Parità di Genere, in realtà non lo é per niente, proprio quando pensiamo di aver raggiunto la meta gli eventi ci chiedono di non distrarci e di continuare a protestare e a lottare e noi rispondiamo protestando e lottando.  
La Presidente di sos KORAI 
Curatrice del Quaderno dell’8 Marzo 

Beatrice Lento

Beatrice Lento