Archivio degli autori

Anaïs Nin 

Anaïs Nin, all’anagrafe Angela Anaïs Juana Antolina Rosa Edelmira Nin y Culmell , è stata una scrittrice statunitense. Considerata una delle più controverse autrici del Novecento: donna affascinante, cosmopolìta e dall’eleganza oriental-mitteleuropea, è cresciuta tra l’Europa e New York, destando scalpore nell’ambiente letterario con la pubblicazione dei suoi racconti a contenuto erotico.

La sua opera maggiormente conosciuta è probabilmente il Diario, una raccolta di scritti autobiografici in forma, appunto, di diario iniziata nel 1931 , che è stata pubblicata a partire dal 1966. Dal volume I dei Diari nel 1986 sono state estratte parti che hanno costituito materia per il libro Henry and June: From the Unexpurgated Diary of Anais Nin – o Henry and June: From A Journal of Love: the Unexpurgated Diary of Anais Nin – comprendenti estratti che vanno dall’ottobre 1931 all’ottobre dell’anno successivo, su cui è stato basato il film del 1990 Henry & June che racconta della sua relazione con lo scrittore Henry Miller e la moglie di questi, June Mansfield.

In virtù dei suoi lavori, lo stile compositivo di Nin viene annoverato fra i maggiori contributi alla letteratura erotica, con scritti – redatti con stile da vera e propria grafòmane – dalle cui pagine emerge l’enorme passione per la scrittura che ha coltivato fin dalla più giovane età.

Beatrice Lento

Alda Merini

La pace che sgorga dal cuore

e a volte diventa sangue,

il tuo amore

che a volte mi tocca

e poi diventa tragedia

la morte qui sulle mie spalle,

come un bambino pieno di fame

che chiede luce e cammina.

Far camminare un bimbo è cosa semplice,

tremendo è portare gli uomini

verso la pace,

essi accontentano la morte

per ogni dove,

come fosse una bocca da sfamare.

Ma tu maestro che ascolti

i palpiti di tanti soldati,

sai che le bocche della morte

sono di cartapesta,

più sinuosi dei dolci

le labbra intoccabili

della donna che t’ama.

Alda Merini

Beatrice Lento

Una splendida ragazza del ‘46

#donne2giugno Alla fine del secondo Liceo dissi al mio futuro marito che volevo sposarlo. Ho maturato da subito una ribellione verso lo stato di subordinazione della donna. Nella primavera del 43 finii in galera…anche mio marito, io alle Mantellate… Sono uscita il 25 luglio con la caduta del Fascismo. “Noi Donne”lo stampavamo con mezzi di fortuna. Le donne fummo fondamentali per la Resistenza. Ho l’immagine chiara degli alleati che entravano a Roma. Dopo c’era il problema della ricostruzione…anche la battaglia per il diritto di voto alle donne. C’era la sensazione che le donne fossero convinte dei loro diritti, io naturalmente votai Repubblica… Difficile che se nell’Assemblea non ci fossero state le donne avremmo avuto tanta garanzia per i diritti; la prima legge che fu approvata fu la tutela delle lavoratrici madri, divieto di licenziamento delle donne incinte, paritá di salario. Io direi alle ragazze d’oggi: andate a votare e cercate di fare squadra unendovi con chi ha i vostri stessi problemi.

Una splendida ragazza del 46

Beatrice Lento

Annitta

#donne2giugno Ho fatto fino alla quinta…mi sono sposata per procura … Ci scambiavamo fotografie, quando è tornato siamo andati in viaggio di nozze…

Mesi e mesi siamo stati nei rifugi sotto terra per le bombe… Ringraziando il Signore ci siamo salvati ma Roma era rovinata. Quando mi hanno detto che le donne votavano fui felice… Mi alzai presto c’era una fila e aspettai il mio turno. Ho votato monarchia pensavo che il re facesse le cose giuste e invece…Non so se mio marito era contento o no … Lui mi faceva fare quello che volevo. Quando ero giovane volevo tante cose… Sono andata avanti uguale, è stata una bella vita

Annitta: ragazza del1946

Beatrice Lento

Milena Ragazza del ‘46

#donne2giugno La donna che ha studiato é tutta un’altra cosa. Mia madre aveva una fabbrica di ghiaccio… I nazisti si presero tante cose ma mia madre non aveva paura. Poi andai a Parigi e mi incantai davanti a Monna Lisa. Io non votai po re e mio zio si arrabbiò tantissimo.

Il Fascismo aveva dato alle donne solo una parvenza di importanza. La maggior parte delle donne hanno votato per la Repubblica…Ogni tanto prendevo la macchina e andavo al mare. Mio marito è stato dolcissimo, mi ha sempre difeso…é morto giovanissimo. Sono andata a lavorare perchè se lavori sei una farfalla: voli!

Ragazze studiate, lavorate, non abbozzate!

Milena: ragazza del 1946

Beatrice Lento

Aspettando il 2 Giugno al femminile

#Donne2Giugno Teresa Noce fu tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente Italiana ed una delle cinque entrate a far parte della Commissione incaricata di elaborare e proporre il progetto di Costituzione da discutere in aula. Nel 1948 fu eletta nella prima legislatura del Parlamento Repubblicano, a lei il merito di aver proposto la legge 36 agosto 1950 n 860 per la “Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri”.

A pochi giorni dal 2 Giugno, grande Teresa, ti rendo omaggio quale Donna protagonista della Repubblica.

Beatrice Lento

Intervista a Erica  Jong

L’ex produttore di Holliwood ora é davanti al suo giudice.

” Io spero che Weinstein paghi per il suo comportamento disgustoso. Il suo crimine non è solo quello di aver violentato o abusato sessualmente molte donne. Ne ha anche distrutto la carriera, le ha private del diritto di continuare a lavorare. Ci sono attrici che sono letteralmente scomparse dalla scena …é stato vendicativo, spietato con loro. É davvero incredibile che sia andato avanti indisturbato per tanti anni in una societá che dovrebbe essere esemplare”

Il processo va considerato una svolta? Un esempio per tutti gli ambienti di lavoro e della vita sociale?

” Lo spero ma sinceramente non ne sono sicura. Ci sono ancora tanti uomini che abusano della loro posizione di potere. Non bastano i processi  Serve una reazione collettiva ampia. Mi auguro che le donne di tutto il mondo capiscano quanto sia importante partecipare. La questione chiave, però, é che bisogna cambiare gli equilibri al vertice. Dobbiamo portare più  donne  possibili nei posti di comando”.

di Giuseppe Sarcina

Beatrice Lento

Attente mamme troppo

Donne troppo impegnate, troppo indaffarate, corteggiate, belle, brave, buone…troppo presenti dove c’é bisogno: attente!

Una madre così  di successo e sicura di sé può scatenare nelle figlie un mito di perfezione e di conseguenza delle aspettative troppo elevate e quindi difficili da conquistare.

 La delusione é dietro l’angolo  e le ragazze più fragili possono crollare.

C’è anche il pericolo di un’eccessiva ribellione o la caduta nei disturbi alimentari.

Il rimedio?

Quello migliore é la complicità e il sostegno emotivo del padre.

Beatrice Lento

Figli miei, volate sempre alto

Cari Lorenzo, Alessandro e Viola,ci siamo. Domani la mamma entrerà, dopo 1677 giorni di libertà perduta, in un’aula di tribunale per affrontare Armando Spada e le sue minacce di morte. Ti sparo in testa se scrivi, mi disse. Io ho scritto: di loro, dei loro legami con la pubblica amministrazione, con la politica, delle loro cattiverie, di quanto erano spietati con le loro vittime. L’ho chiamata Mafia, da subito, dall’inizio. Perché un cronista deve saper riconoscere e dare un nome ai fenomeni. Era il 2013. Ero sola.

Il 25 gennaio del 2018 la procura di Roma ha arrestato Armando, Carmine, Roberto, Enrico, Ottavio, in tutto 32 persone per Mafia.

Ho paura per l’udienza di domani? Sì. Ne ho. Hanno tentato in tutti i modi di fermarmi: liquido infiammabile sotto la porta di casa, appostamenti quotidiani sotto la finestra di casa nostra, minacce di morte a me e a voi. Ho paura , domani, di mostrare la mia paura, quei momenti terribili in cui mi disse che mi avrebbe ucciso, in cui mi tenne chiusa in una stanza. Perchè quella paura l’ho seppellita tanto tempo fa. L’ho fatto per voi. A voi dovevo restituire il coraggio di una scelta, la sicurezza di aver imboccato la strada giusta. Il mio sorriso e il mio modo di sdrammatizzare con l’ironia, il fatto che quello che ci stava capitando era tutto un gioco è stata la priorità per me in questi quattro anni. Perchè quel mostro chiamato Mafia non doveva raggiungervi in alcun mondo, neanche per sbaglio doveva sfiorare la vostra bellezza, la vostra infanzia, il vostro piccolo grande coraggio di sopportare anche qualche amichetto che vi diceva che la mamma era stata “una infame” oltre a una vita completamente stravolta.

Bene. Domani entrerò in quell’aula coi vostri occhi pieni di speranza e so che mi aiuteranno a trovare il coraggio, ancora una volta, di non aver paura di mostrarmi fragile e vulnerabile nel raccontare quanto terrore ho avuto in quel momento. 

Nel momento in cui mi ha detto “se scrivi ti sparo in testa” ho scelto. Ho scelto di non essere come loro e di non chinare il capo.

E la mia libertà perduta è quella che consegno nelle vostre mani, andando a testimoniare. Che le mie parole possano rendere voi capaci di scegliere, sempre, da che parte stare e irrobustire le vostre ali, fino a farvi volare laddove sarete capaci di farlo.

Vi amo.

La mamma.

Federica Angeli

Beatrice Lento

Eve Ensler: I monologhi della vagina.

Lentamente compresi come nulla fosse più importante del porre fine alla violenza nei confronti delle donne, che in verità la dissacrazione delle donne rivelava il fallimento degli esseri umani nell’onorare e proteggere la vita; e questo fallimento, se non l’avessimo rettificato, avrebbe significato la fine di tutti noi. Non penso di essere estremista. Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l’energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato. (p. 124)

Beatrice Lento