Category Archive Pubblicazioni

Matilde Serao

Fu la prima donna a dirigere un giornale: Il Mattino.

„Credete che al napoletano basti la Madonna del Carmine? Io ho contati duecentocinquanta appellativi alla Vergine, e non sono tutti. Quattro o cinque tengono il primato. Quando una napoletana è ammalata o corre un grave pericolo, uno dei suoi, si vota a una di queste Madonne. Dopo scioglie il voto, portandone il vestito, un abito nuovo, benedetto in chiesa, che non si deve smettere, se non quando è logoro. Per l’Addolorata il vestito è nero, coi nastri bianchi; per la Madonna del Carmine, è color pulce coi nastri bianchi; per l’Immacolata Concezione, bianco coi nastri azzurri; per la Madonna della Saletta, bianco coi nastri rosa. Quando non hanno i danari per farsi il vestito, si fanno il grembiule; quando mancano di sciogliere il voto, aspettano delle sventure in casa. E il sacro si mescola al profano. Per aver marito, bisogna fare la novena a san Giovanni, nove sere, a mezzanotte, fuori un balcone, e pregare con certe antifone speciali.“ 

Evelina Cattermole

Il suo pseudonimo fu: Contessa Kara, poetessa legata alla Scapigliatura lombarda, autrice della raccolta Versi ( 1883)

Io t’amo, io t’amo. Oh, che altra donna mai Non susurri a’1 tuo cor questa parola.
Per quante ne incontrasti e ne vedrai 

Anco ne i sogni, vo’ bastarti io sola. 
Io saprò tramutarmi in che vorrai, 
Mentre, com’ or, tra i baci il di s’ invola : 

Frine, Saffo, Maria chiedi, ed avrai 

Quanto fibra, intelletto, alma consola. 
Avrai tutto, lo giuro. Ed io frattanto 

Gioie da questo amor non cerco o aspetto, 

Che infiorino il cammin de la mia vita. 
Anzi, se tu mi sei cagion di pianto, 
Dirò, piegando il capo in su ’l tuo petto : 
Io scherzai con l’ amore : ei m’ ha punita. 

Vanessa

Di cognome Beecroft, é la più trasgressiva delle artiste contemporanee.

Come nascono le sue sculture?

I miei sono calchi dal vivo. Frammenti di parti del corpo sensuali o tragici: un seno, un ventre, una bocca, una mandibola, un ginocchio.

Ho esposto anche due sculture giganti: sembrano rifarsi a un’iconografia antica, ma sono decostruite.

Gerda: la ragazza con la Leica

É la prima grande fotografa di guerra, per molto tempo é stata solo l’altra metà di Robert Capa, il reporter della Guerra Civil e dello sbarco in Sicilia anche se Lei era una vera Star. 

Il suo vero nome era Gerta Pohorylle, nata a Stoccarda da una famiglia di ebrei polacchi l’1 agosto 1910, la sua vita finisce nell’estate del 1937 in Spagna, al ritorno dal fronte di Brunete. 

Era aggrappata al predellino della vettura del generale polacco Walter Swierckinsky quando una scarica di mitraglia fa rovesciare il mezzo e Gerda finisce sotto i cingoli d’un carroarmato.

Il talento di Maddalena 

Invisibile come tante grandi donne lasciate nell’ombra da una storia misogina, Maddalena Corvina é una  grande pittrice e miniatrice romana.

Nacque nel 1607 in una famiglia colta e raffinata, il suo valore é confermato dalle sue opere tra cui  il suo apparato iconografico per il trattato De Florum cultura del gesuita senese Giovanni Battista Ferrari  e la bella miniatura su pergamena raffigurante un Giovane Gentiluomo.

Riassunto liberamente da Bellezza Sconosciuta di Vittorio Sgarbi

La strega più celebre

Madre Shipton, soprannome di Ursula Southeil, è forse la strega più celebre: era una profetessa e una sibilla inglese vissuta tra il 1488 e il 1561. Ha scritto numerose profezie in versi che sono state ritenute esatte per vari avvenimenti storici, come la Peste di Londra del 1665, il grande incendio di Londra del 1666 e l’esecuzione di Maria Stuarda del 1587.

Sofonisba Anguissola

La cremonese Sofonisba, nata dalla nobile famiglia piacentina degli Anguissola, fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea. Anche se la sua celebrità non fu pari a quella di altre pittrici salite in seguito alla ribalta dell’arte come Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera o Angelika Kauffman, Sofonisba rappresentò la pittura italiana rinascimentale al femminile.

Amore no

Nome non ha,

amore non voglio chiamarlo

questo che provo per te,

non voglio tu irrida al cuor mio

com’altri a’ miei canti,

ma, guarda,

se amore non è

pur vero è

che di tutto quanto al mondo vive

nulla m’importa come di te,

de’ tuoi occhi

donde sì rado mi sorridi,

della tua sorte che non m’affidi,

del bene che mi vuoi e non dici,

oh poco e povero, sia,

ma nulla al mondo più caro m’è,

e anch’esso,

e anch’esso quel tuo bene

nome non ha…

Sibilla Aleramo

Italiane!

Lascerete voi che i padri e gli sposi, che vi ebbero apostole e martiri della loro libertà, rinneghino la vostra? Permetterete voi che i figli, da voi educati alla dottrina della libertà, vi tengano in catene? Sarete voi simili al fellah che muore di fame, coltivando il grano che arricchisce il gran signore? Mai no! O la libertá é nome vano, e vano miraggio dell’intelletto umano, o dev’essere beneficio concreto ed attuale per tutti.

Anna Maria Mozzoni

Due coltelli i testimoni

Testo Morta Per Autoprocurato Aborto
La stanza tua piena di fiori 
e due coltelli i testimoni di un rito che non ha padroni 

un rito l’unico rimedio a libertà negate a volontà spezzate 

in mezzo al sangue lei per terra vinceva la sua guerra 

senza parlare senza accusare dei suoi tre mesi 

di dolore di rancore di timore 

ecco l’immagine e tutto a un tratto mi sembra assurdo 

le strade son di burro si scivolava si sprofondava che si faceva noi 

Dov’è il coraggio di continuare a dar la vita 

tra le macerie se la gente non ci sente più 

forse daranno un paradiso a donne come lei 

che così han deciso e in tutta questa distruzione 

io cerco un’altra direzione ma sono già troppo lontana 

quel coso brucia dentro me dentro di me dentro di me 

si torce l’anima cos’è successo che cosa resta adesso 

che cosa suono io le grida spaesate

le mani morsicate sue…….

Gianna Nannini