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La forza diabolica dell’educazione sbagliata

C’hanno rubato i corpi, il viso, i movimenti…c’hanno inventato miti

Giocattoli innocenti si sono rivelati massaggi per le menti

Ricordo ancora la scatola che scartai curiosa

Rebecca mia Rebecca, capelli biondo stoppa made in Italy

Che cos’eri tu? Con quegli occhi sorridenti Con quel fiocco sulla testa, la tua faccia grassa

Oh Rebecca, Oh Rebecca, Oh Ti parlavo di me, ti cambiavo le pose, ti trasformavo in attrice Con le parti da bella, da gran donna….eri il mito della bionda

E crescevo, crescevo, con la smania ribelle D’esser subito grande, d’esser subito bella Di dovere….se volevo l’amore……….

E crescevo, crescevo, ma qualcosa cambiava, ora non si giocava piùle mie amiche di classe con le loro conquiste e tu, e tu, e tu ahi

o crescevo, crescevo, ma qualcosa è cambiato mi son vista allo specchio con quel poco di seno, con quel naso che avevo…mi coprivo la faccia….Cosa c’hanno inventato? cosa avevo sognato? Dimmelo, dimmelo tu Rebecca…Oh Rebecca…

Writer(s): Gianna Nannini

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Mai più massacri!

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent’anni

occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent’anni

figlio d’un temporale

c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.

I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte

e quella musica distante diventò sempre più forte

chiusi gli occhi per tre volte

mi ritrovai ancora lì

chiesi a mio nonno è solo un sogno

mio nonno disse sì

a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek

Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso

il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso

le lacrime più piccole

le lacrime più grosse

quando l’albero della neve

fiorì di stelle rosse

ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek

Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte

c’erano solo cani e fumo e tende capovolte

tirai una freccia in cielo

per farlo respirare

tirai una freccia al vento

per farlo sanguinare

la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek

Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura

sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura

fu un generale di vent’anni

occhi turchini e giacca uguale

fu un generale di vent’anni

figlio d’un temporale

ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek

Faber

Comunichiamo alle agenzie d’informazione 

Si comincia col rosso, si finisce col blu.
Il rosso ha colpito chiunque entrava nel salone del Monastero di Santa Chiara per partecipare all’evento” No Cry…” organizzato dall’associazione Onlus sos KORAI in occasione del 25 Novembre Giornata Mondiale per il contrasto alla violenza sulle donne.

Il rosso delle macchie sparse su centinaia di foglietti che tracciavano un percorso dall’ingresso fino al tavolo dei relatori.

” Volevamo impressionare e forse anche inquietare gli animi richiamando l’attenzione sul sangue delle tantissime donne violate e, spesse volte annientate, dalla violenza maschilista che non vuole riconoscere la libertà dell’essere femminile ridotto ad oggetto di possesso.

Credo che ci siamo riuscite, era evidente l’imbarazzo e lo stupore di chi entrando cercava di raggiungere un posto evitando di calpestare quel rosso che dava le vertigini”

A parlare è Beatrice Lento, la presidente della nuova realtà associativa che, sebbene ancora in via di definitiva costituzione, non ha voluto perdere l’occasione di quest’importante appuntamento per presentarsi in societá.

L’appello lanciato da sos KORAI non é stato disatteso perché era presente in sala un pubblico variegato, fatto di donne e di uomini d’ogni età, professione e ruolo sociale, uno spaccato veramente rappresentativo della Comunitá Vibonese, in effetti questa nuova creatura associativa si propone di operare in tutto la provincia spaziando anche oltre i suoi confini verso l’intera regione, la nazione e oltre.

” sos KORAI” ha dichiarato la Lento” é un progetto colorato di sogno, ma non di utopia, perché il nostro desiderio di contrastare la subcultura maschilista e la violenza d’ogni tipo sulla donna, attraverso un’educazione affettiva attenta alla dignità della persona, alla cultura della pace e alla giustizia sociale, sia pure ambizioso, potrá attuarsi se riusciremo a farlo condividere da tanti. Chiunque può far parte del nostro gruppo perché l’unico requisito necessario é credere nella sua finalitá, ogni socio potrà scegliere di dedicarsi al progetto nei tempi e nei modi compatibili con le altre sue esigenze, l’importante è esserci.”

La Lento ha anche presentato il blog dell’associazione e ne ha rimarcato il nome ( www soskorai.it ) sottolineando che all’interno c’è uno spazio chiamato “Contatti” attraverso cui é possibile avanzare richieste d’aiuto o di confronto.

Molti soci hanno dato il proprio contributo alla realizzazione dell’evento, alcuni hanno animato gli interventi ma tanti altri sono rimasti nell’ombra spendendosi nella cura dei vari aspetti organizzativi a che la manifestazione lasciasse in tutti segni importanti.

Il via é stato dato dalla poesia di Luigia Lupidi Panarello, socia d’onore dell’associazione, che ha pervaso l’intero evento attraverso l’appassionata interpretazione della socia Carla Piro.

A seguire ” Lasciami parlare” il corto di Enzo Carone, interpretato magnificamente da Costantino Comito e da Noemi Di Costa, un pugno nello stomaco per la durezza, purtroppo realistica, delle sue scene. La socia Luigia Barone ha parlato della violenza assistita da parte dei figli delle donne vittime che porteranno segni fortissimi dei traumi subiti mentre a Francesca Di Costa e a Dario Godano è toccato illustrare le future attività e il perché del nome scelto per il nuovo sodalizio.

Di sos KORAI fanno parte molti uomini, alcuni di loro, assenti per lavoro, hanno lasciato i loro messaggi, proposti al pubblico da alcune socie, mentre il Socio d’Onore Luigi Giffone ha preso la parola evidenziando il paradosso di un maschio che si reputa “alfa” ma in realtà non riesce a dominare la belva che ha dentro.

Avvincente il racconto di Vittoria Saccá, anche lei socia, meravigliosamente interpretato dalla giovanissima Francesca Laloè, affascinante con la sua collana di corbezzoli scarlatti, che ha lanciato un messaggio importante: l’uomo violento non cambia, occorre trovare la forza di denunciare e ricominciare.

La celebrazione corale del 25 novembre ha visto anche la mostra di dipinti di Carmelo Lebrino che si sono sposati alle poesie di Luigia Lupidi Panarello in un connubio artistico armonico e avvincente. L’evento, abilmente condotto da Vittoria Saccà, si é concluso con due momenti molto toccanti: la storia di Anna Maria Scarfò, violentata dall’età di 13 anni che, avendo trovato la forza di denunciare i propri carnefici, viene condannata a morte dal suo paese, San Martino di Taurianova, e bollata come la Malanova.

La brutale vicenda è stata offerta al pubblico attraverso un monologo scritto e interpretato dalla presidente Beatrice Lento a partire dal libro della giornalista Cristina Zagaria.

Ultimo colpo di scena, che ha coinvolto profondamente i presenti, aprendo i cuori alla speranza, il passaggio rapidissimo e inatteso, ad opera di alcuni giovani studenti del Superiore tropeano, dal rosso del sangue al blu dell’acqua che lava, purifica e riconcilia.

” Siamo felici dell’ottimo esito del nostro primo impegno ed i tanti apprezzamenti ricevuti ci fanno sperare nel bene, sono convinta che riusciremo a radicarci nel territorio e tutti insieme trasformeremo il rosso del sangue femminile nel blù dell’acqua fresca e pulita che lava il male e predispone al bene” ( Beatrice Lento)

Tropea 27/11/2017

La presidente

Beatrice Lento

Voi che siete un cuore intelligente

Voi che avete

un cuore intelligente

tra lo sterno e la volontà

voi che mettete

il brivido dell’umano

in quel che fate

siate per essere utili alla civiltà

fino al compassionevole

spudorati e invadenti

nella società di ognuno

mettete da parte

la vostra modestia

datela a me tranquilli

la custodirò nella credenza

con la biancheria pulita

la stenderò alla finestra

se si tenterà di scoraggiarvi

per mostrare chi siete

a questo serve

qualcuno che scrive

è la molletta sul vento

voi che siete capaci

di qualità morale

amici amori avanti

voi che siete capaci

di coraggio e di onestà

riempite la strada di fiducia

di noi che non siamo gli indifferenti

a caso passati di qua

Luigia Lupidi Panarello

Ieri la manifestazione della SoS Korai a Tropea si è conclusa con il monologo della presidentessa Beatrice Lento tratto da questo testo. Plauso al merito sia delle autrici che della cara amica speciale…Hanno fatto scorrere brividi nella platea. Complimenti

Luigia Lupidi Panarello

La storia di Anna Maria Scarfó

La storia vera di una calabrese

Mi chiamo Anna Maria e quand’ero ragazzina tutti mi chiamavano

“la bambolina” perchè avevo un viso smorfiosetto e dolce. A tredici anni mi innamorai. Era primavera a San Martino Di Taurianova e quel giorno accettai di salire sull’auto del mio fidanzato.

L’auto mi portò a un casolare abbandonato e lì tre uomini assieme al mio ragazzo abusarono di me.

La mia notte durò tre anni .

Il coraggio di denunciare lo trovai quando avrebbero voluto distruggere anche la mia sorellina.

I Carabinieri, la mia avvocatessa ed il giudice diventarono i miei angeli…i carnefici vennero condannati.

Il mio paese, però, il paese che avevo tanto amato emise una sentenza diversa.

Ero la Malanova, la porcona…dovevo pagare, dovevo morire.

Reagì e grazie alla legge sullo stalking ottenni la protezione dello Stato. Dal febbraio 2010 vivo sotto scorta .

Avrei voluto portare Anna nella mia scuola per farla incontrare con gli studenti ,non ci sono riuscita perchè il pericolo per la sua incolumità è ancora alto .

Di lei abbiamo parlato tanto e se attraverso FB e il Blog dovessimo raggiungerla le vorremmo dire:”Siamo con te per gridare che il male è negli occhi e nel cuore di chi guarda !”

Bella mugghieri

#profumidaterramea

Bella mugghieri chi capitai: ‘nci ccattai filu e fusu e na vitti filari mai.

Lagnanza di chi ha la moglie che non vuole dedicarsi ai lavori tradizionalmente considerati femminili.

Donna Lena

#Profumidaterramea

” Brava!” Dissi donna Lena quandu vitti a figghjia prena.

Si dice a fronte di un guaio che non si può riparare.

Ph Mario Greco

Scupetta e cazetta

#profumidaterramea

All’omu a scupetta a fimmina a cazetta.

Ad ognuno il proprio lavoro

Ph Saverio Caracciolo

Fimmini nuvuli e fortuna

#profumidaterramea

Fimmini, nuvuli e fortuna cangiano comu nto celu cangia a luna.

Le donne sono mutevoli come le nuvole e la fortuna.

Ph Mario Greco