La forza diabolica dell’educazione sbagliata
C’hanno rubato i corpi, il viso, i movimenti c’hanno inventato miti
Giocattoli innocenti si sono rivelati massaggi per le menti
Ricordo ancora la scatola che scartai curiosa
Rebecca mia Rebecca, capelli biondo stoppa made in Italy
Che cos’eri tu? Con quegli occhi sorridenti Con quel fiocco sulla testa, la tua faccia grassa
Oh Rebecca, Oh Rebecca, Oh Ti parlavo di me, ti cambiavo le pose, ti trasformavo in attrice Con le parti da bella, da gran donna .eri il mito della bionda
E crescevo, crescevo, con la smania ribelle D’esser subito grande, d’esser subito bella Di dovere .se volevo l’amore .
E crescevo, crescevo, ma qualcosa cambiava, ora non si giocava piùle mie amiche di classe con le loro conquiste e tu, e tu, e tu ahi
o crescevo, crescevo, ma qualcosa è cambiato mi son vista allo specchio con quel poco di seno, con quel naso che avevo mi coprivo la faccia .Cosa c’hanno inventato? cosa avevo sognato? Dimmelo, dimmelo tu Rebecca Oh Rebecca
Writer(s): Gianna Nannini
Mai più massacri!
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
c’è un dollaro d’argento sul fondo del Sand Creek.
I nostri guerrieri troppo lontani sulla pista del bisonte
e quella musica distante diventò sempre più forte
chiusi gli occhi per tre volte
mi ritrovai ancora lì
chiesi a mio nonno è solo un sogno
mio nonno disse sì
a volte i pesci cantano sul fondo del Sand Creek
Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso
il lampo in un orecchio nell’altro il paradiso
le lacrime più piccole
le lacrime più grosse
quando l’albero della neve
fiorì di stelle rosse
ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek
Quando il sole alzò la testa tra le spalle della notte
c’erano solo cani e fumo e tende capovolte
tirai una freccia in cielo
per farlo respirare
tirai una freccia al vento
per farlo sanguinare
la terza freccia cercala sul fondo del Sand Creek
Si son presi il nostro cuore sotto una coperta scura
sotto una luna morta piccola dormivamo senza paura
fu un generale di vent’anni
occhi turchini e giacca uguale
fu un generale di vent’anni
figlio d’un temporale
ora i bambini dormono sul fondo del Sand Creek
Faber
Comunichiamo alle agenzie d’informazione
Si comincia col rosso, si finisce col blu.
Il rosso ha colpito chiunque entrava nel salone del Monastero di Santa Chiara per partecipare all’evento” No Cry…” organizzato dall’associazione Onlus sos KORAI in occasione del 25 Novembre Giornata Mondiale per il contrasto alla violenza sulle donne.
Il rosso delle macchie sparse su centinaia di foglietti che tracciavano un percorso dall’ingresso fino al tavolo dei relatori.
” Volevamo impressionare e forse anche inquietare gli animi richiamando l’attenzione sul sangue delle tantissime donne violate e, spesse volte annientate, dalla violenza maschilista che non vuole riconoscere la libertà dell’essere femminile ridotto ad oggetto di possesso.
Credo che ci siamo riuscite, era evidente l’imbarazzo e lo stupore di chi entrando cercava di raggiungere un posto evitando di calpestare quel rosso che dava le vertigini”
A parlare è Beatrice Lento, la presidente della nuova realtà associativa che, sebbene ancora in via di definitiva costituzione, non ha voluto perdere l’occasione di quest’importante appuntamento per presentarsi in societá.
L’appello lanciato da sos KORAI non é stato disatteso perché era presente in sala un pubblico variegato, fatto di donne e di uomini d’ogni età, professione e ruolo sociale, uno spaccato veramente rappresentativo della Comunitá Vibonese, in effetti questa nuova creatura associativa si propone di operare in tutto la provincia spaziando anche oltre i suoi confini verso l’intera regione, la nazione e oltre.
” sos KORAI” ha dichiarato la Lento” é un progetto colorato di sogno, ma non di utopia, perché il nostro desiderio di contrastare la subcultura maschilista e la violenza d’ogni tipo sulla donna, attraverso un’educazione affettiva attenta alla dignità della persona, alla cultura della pace e alla giustizia sociale, sia pure ambizioso, potrá attuarsi se riusciremo a farlo condividere da tanti. Chiunque può far parte del nostro gruppo perché l’unico requisito necessario é credere nella sua finalitá, ogni socio potrà scegliere di dedicarsi al progetto nei tempi e nei modi compatibili con le altre sue esigenze, l’importante è esserci.”
La Lento ha anche presentato il blog dell’associazione e ne ha rimarcato il nome ( www soskorai.it ) sottolineando che all’interno c’è uno spazio chiamato “Contatti” attraverso cui é possibile avanzare richieste d’aiuto o di confronto.
Molti soci hanno dato il proprio contributo alla realizzazione dell’evento, alcuni hanno animato gli interventi ma tanti altri sono rimasti nell’ombra spendendosi nella cura dei vari aspetti organizzativi a che la manifestazione lasciasse in tutti segni importanti.
Il via é stato dato dalla poesia di Luigia Lupidi Panarello, socia d’onore dell’associazione, che ha pervaso l’intero evento attraverso l’appassionata interpretazione della socia Carla Piro.
A seguire ” Lasciami parlare” il corto di Enzo Carone, interpretato magnificamente da Costantino Comito e da Noemi Di Costa, un pugno nello stomaco per la durezza, purtroppo realistica, delle sue scene. La socia Luigia Barone ha parlato della violenza assistita da parte dei figli delle donne vittime che porteranno segni fortissimi dei traumi subiti mentre a Francesca Di Costa e a Dario Godano è toccato illustrare le future attività e il perché del nome scelto per il nuovo sodalizio.
Di sos KORAI fanno parte molti uomini, alcuni di loro, assenti per lavoro, hanno lasciato i loro messaggi, proposti al pubblico da alcune socie, mentre il Socio d’Onore Luigi Giffone ha preso la parola evidenziando il paradosso di un maschio che si reputa “alfa” ma in realtà non riesce a dominare la belva che ha dentro.
Avvincente il racconto di Vittoria Saccá, anche lei socia, meravigliosamente interpretato dalla giovanissima Francesca Laloè, affascinante con la sua collana di corbezzoli scarlatti, che ha lanciato un messaggio importante: l’uomo violento non cambia, occorre trovare la forza di denunciare e ricominciare.
La celebrazione corale del 25 novembre ha visto anche la mostra di dipinti di Carmelo Lebrino che si sono sposati alle poesie di Luigia Lupidi Panarello in un connubio artistico armonico e avvincente. L’evento, abilmente condotto da Vittoria Saccà, si é concluso con due momenti molto toccanti: la storia di Anna Maria Scarfò, violentata dall’età di 13 anni che, avendo trovato la forza di denunciare i propri carnefici, viene condannata a morte dal suo paese, San Martino di Taurianova, e bollata come la Malanova.
La brutale vicenda è stata offerta al pubblico attraverso un monologo scritto e interpretato dalla presidente Beatrice Lento a partire dal libro della giornalista Cristina Zagaria.
Ultimo colpo di scena, che ha coinvolto profondamente i presenti, aprendo i cuori alla speranza, il passaggio rapidissimo e inatteso, ad opera di alcuni giovani studenti del Superiore tropeano, dal rosso del sangue al blu dell’acqua che lava, purifica e riconcilia.
” Siamo felici dell’ottimo esito del nostro primo impegno ed i tanti apprezzamenti ricevuti ci fanno sperare nel bene, sono convinta che riusciremo a radicarci nel territorio e tutti insieme trasformeremo il rosso del sangue femminile nel blù dell’acqua fresca e pulita che lava il male e predispone al bene” ( Beatrice Lento)
Tropea 27/11/2017
La presidente
Beatrice Lento
Voi che siete un cuore intelligente
Voi che avete
un cuore intelligente
tra lo sterno e la volontà
voi che mettete
il brivido dell’umano
in quel che fate
siate per essere utili alla civiltà
fino al compassionevole
spudorati e invadenti
nella società di ognuno
mettete da parte
la vostra modestia
datela a me tranquilli
la custodirò nella credenza
con la biancheria pulita
la stenderò alla finestra
se si tenterà di scoraggiarvi
per mostrare chi siete
a questo serve
qualcuno che scrive
è la molletta sul vento
voi che siete capaci
di qualità morale
amici amori avanti
voi che siete capaci
di coraggio e di onestà
riempite la strada di fiducia
di noi che non siamo gli indifferenti
a caso passati di qua
Luigia Lupidi Panarello
La storia di Anna Maria Scarfó
La storia vera di una calabrese
Mi chiamo Anna Maria e quand’ero ragazzina tutti mi chiamavano
“la bambolina” perchè avevo un viso smorfiosetto e dolce. A tredici anni mi innamorai. Era primavera a San Martino Di Taurianova e quel giorno accettai di salire sull’auto del mio fidanzato.
L’auto mi portò a un casolare abbandonato e lì tre uomini assieme al mio ragazzo abusarono di me.
La mia notte durò tre anni .
Il coraggio di denunciare lo trovai quando avrebbero voluto distruggere anche la mia sorellina.
I Carabinieri, la mia avvocatessa ed il giudice diventarono i miei angeli…i carnefici vennero condannati.
Il mio paese, però, il paese che avevo tanto amato emise una sentenza diversa.
Ero la Malanova, la porcona…dovevo pagare, dovevo morire.
Reagì e grazie alla legge sullo stalking ottenni la protezione dello Stato. Dal febbraio 2010 vivo sotto scorta .
Avrei voluto portare Anna nella mia scuola per farla incontrare con gli studenti ,non ci sono riuscita perchè il pericolo per la sua incolumità è ancora alto .
Di lei abbiamo parlato tanto e se attraverso FB e il Blog dovessimo raggiungerla le vorremmo dire:”Siamo con te per gridare che il male è negli occhi e nel cuore di chi guarda !”
Bella mugghieri
#profumidaterramea
Bella mugghieri chi capitai: ‘nci ccattai filu e fusu e na vitti filari mai.
Lagnanza di chi ha la moglie che non vuole dedicarsi ai lavori tradizionalmente considerati femminili.
Donna Lena
#Profumidaterramea
” Brava!” Dissi donna Lena quandu vitti a figghjia prena.
Si dice a fronte di un guaio che non si può riparare.
Ph Mario Greco
Scupetta e cazetta
#profumidaterramea
All’omu a scupetta a fimmina a cazetta.
Ad ognuno il proprio lavoro
Ph Saverio Caracciolo
Fimmini nuvuli e fortuna
#profumidaterramea
Fimmini, nuvuli e fortuna cangiano comu nto celu cangia a luna.
Le donne sono mutevoli come le nuvole e la fortuna.
Ph Mario Greco