Annegret Kramp-Karrenbauer
La chiamano la Mini- Merkel e lei non l’accetta e s’ indigna.
Effettivamente ha alle spalle una consistente carriera politica e grandi prospettive per il futuro che le consentono di rivendicare la propria individualità.
Il suo nomignolo é Akk ed é il nuovo leader del partito cristiano democratico tedesco, é Lei ad aver preso il posto di Angela, dopo 16 di cancelleria, a 56 anni.
La formazione cattolica la distingue dalla Merkel, é contraria al matrimonio omosessuale e all’aborto, questioni delicate su cui Angela aveva invocato la libertà di coscienza.
É cresciuta in una regione di frontiera, é appassionata di rock ed è favorevole all’ accoglienza dei migranti.
Molto spesso é una donna
Virginia Woolf
«Mi azzardo a immaginare che quell’Anonimo, che ha scritto così tante poesie senza firmarle, molto spesso fosse una donna»
Non tornare …
A volte, ad una donna che confida le violenze subite dal marito o compagno si dice
” Torna a casa , pensa ai figli, fai la pace…”
Attenti consiglieri di conciliazione: ci sono donne che hanno seguito questa indicazione misericordiosa, sono tornate a casa e ne sono uscite vittime.
La nostra ultima prima cena
“La nostra ultima prima cena”
Una performance teatrale straordinaria!
Un monologo esilarante che ha affrontato il tema della violenza sulla donna e della subcultura maschilista in maniera esclusiva e avvincente.
Un’altalena di emozioni tra un susseguirsi di coinvolgenti e stravolgenti colpi di scena.
Il mio plauso alla bravissima presidente di LaboArt e Amica mia carissima Maria Grazia Teramo, al Suo braccio destro Francesco Carchidi, a tutti i componenti l’Associazione e, ovviamente, al super bravo attore, di cui non conosco il nome, che ho ammirato per l’intensità dell’interpretazione che è arrivata al cuore degli spettatori, ne sono certa.
Bellissima notte al Santa Chiara, freddissima ma caldissima d’emozioni.
Un muro di civiltà in Kerala
Milioni di donne indiane hanno formato una catena umana lunga 620 chilometri nello Stato del Kerala, “a sostegno dell’uguaglianza di genere”. La manifestazione è stata organizzata per sostenere la sentenza che ha cancellato il divieto di accesso alle donne in età mestruale al tempio indù Sabarimala.
Alla decisione del giudice si sono opposti i religiosi integralisti che hanno inscenato violente proteste. Secondo quanto riferisce l’agenzia Press Trust of India, al ‘muro’ di donne, appoggiato dal locale governo comunista, hanno partecipato anche dipendenti statali e studenti, cui le scuole e università hanno dato il permesso di assentarsi.
Potenza dell’abbraccio
Non sappiamo quanti anni ha l’abbraccio ma é certo che esprime una forma profonda di contatto fisico che promuove il benessere.
Insieme al bacio controlla lo stress e rafforza il sistema immunitario.
Alda Merini lo definisce come il posto in cui il tempo si ferma e non hai più età.
La pelle é un vero e proprio organo, il più sottile e il più esteso e svolge anche funzioni emotive e sociali. Possiede tante tipologie di recettori tra cui i meccanocettori che entrano in azione quando viene esercitata una pressione leggera e delicata come nel caso degli abbracci, cioè stimoli dalla forte valenza affettiva.
L’abbraccio stimola il rilascio di messaggeri chimici come l’ossitocina, definita l’ ormone del benessere, e quindi migliora il sistema immunitario prevenendo le infezioni.
Ha ragione allora Paulo Coehlo quando sostiene che abbracciando in maniera sincera guadagniamo un giorno di vita, facciamolo più spesso e saremo felici.
Concludo evidenziando che noi donne, saggiamente, tendiamo ad abbracciare gli altri molto più dei maschi e che l’afefobia é la paura di essere toccato e quindi abbracciato.
Buon Natale per essere liberi
Carissimi Socie e Soci di sos KORAI,
con gioia mi rapporto a Voi alla vigilia del Natale che segna la storia del mondo.
Credo di non sbagliare pensando a tutti noi vorticosamente travolti dalla vita che, pian pianino e con i piedi fasciati, ha assunto sempre più ritmi vorticosi.
Non c’ é mai tempo e la fretta troppo spesso ci allontana da noi stessi. La cultura del consumismo é diffusa e rischiamo di soccombere alla superficialità che appare come l’unica difesa, l’unica ancora contro il peggio.
É lo stato della stragrande maggioranza degli umani e bisogna riorganizzare le nostre esistenze o abbracciare la rivoluzione.
É difficile ribellarsi perchè temiamo che il sistema ci stritoli e allora occorre trovare, in questa grande bolgia, anche un pò di spazio per parlare con noi stessi e prenderci cura di quella dimensione intima che é l’essenza della Persona.
Noi che siamo uniti dalla voglia di Servizio forse potremmo riuscirci e forse potremmo anche diffondere un s.o.s. Umanità.
È questa la riflessione che il Bambinello mi ispira in una vigilia che vivo col cuore colmo di felicità e gratificazione e pur di consapevolezza del rischio che ci accompagna.
Sono certa che il futuro riserverà gioia a tutti noi che, nel segno della vicinanza agli altri, abbiamo trovato la bussola che indica infallibilmente la giusta rotta.
Mancano poche ore alla Sua nascita e noi che siamo vicini alla Donna stringiamoci a Maria per condividere con Lei la gioia della Maternità fatale e chiederle di illuminarci nel percorso complicato che abbiamo voluto imboccare con la nostra sos KORAI.
Abbiamo condiviso una scelta difficile, che Lei e il Suo Santo Figliolo ci diano la forza di onorarla. Carissime e carissimi Amici, ancora grazie di aver raccolto la mia idea moltiplicandola col vostro lavoro, col vostro cuore e con la vostra mente, continuiamo ad operare con la certezza della bontà della nostra decisione.
Che il Bambinello aiuti l’Umanità ad orientarsi verso il Bene, prenda per mano ognuno di noi e parli al nostro intimo per poter continuare ad essere Creature veramente libere.
Buon Natale ed un felicissimo 2019
La Presidente di sos KORAI
Non dirmi “ Sei ancora bella”
Ho avuto tutto e non voglio avere di più. Il mio più alto compiacimento é morire.
Non muoio per dolore, muoio per esaurimento della felicità.
Ho avuto l’Egitto e Roma.
Quando sono arrivata in quella città così grandiosa ho pensato che le mancava un pò di dolcezza, un pò d’Oriente.
Ho reso più femmina Roma.
Antonio, Cesare, Pompeo sono stati le mie amanti, hanno assunto sembianze femminili, si sono fatti teneri e devoti , li ho conquistati, li ho posseduti..
Nessuno dovrà compatirmi, nessuno dovrà dire:” Com’è stata bella questa donna,”
Io non vorrò mai essere stata.
Nè vorrei la concessione:” É ancora bella!”
Non c’é una Cleopatra che é stata bella.
La mia dimensione é l’eternitá .
Liberamente tratto dalla dichiarazione di Cleopatra immaginata da Vittorio Sgarbi ammirando Cleopatra di Artemisia Gentileschi
L’Isola delle donne
É l’Islanda che da nove anni ha il minor gender gap del mondo.
La rivoluzione iniziò il 24 ottobre 1975, quel giorno il 90 % delle islandesi incrociò le braccia paralizzando uffici, scuole, e case.
Cinque anni dopo L’ Islanda, che aveva concesso il diritto di voto alle donne nel 1915, fece trionfare la prima presidente democraticamente eletta al mondo, Vigdis Finnbogadóttir.
Poi, nel 2009, per uscire da una gravissima crisi finanziaria salì al potere la prima premier dichiaratamente lesbica al mondo, Jóhanna Siguroardòttir.
Infine, un anno fa, la guida del governo é stata affidata a Katrin Jakobsdottir, un’ambientalista di 42 anni. Ma qui sono donne anche la direttrice della polizia della capitale e la prima autorità religiosa del paese.
L’ ultima legge a favore delle donne obbliga le aziende con più di 25 dipendenti ad eseguire una certificazione che provi che tutte le lavoratrici sono pagate quanto i lavoratori.
Le donne piangono cinque volte di più
Prima dell’adolescenza bimbi e bimbe piangono nella stessa maniera ma con la pubertà tutto cambia. La donna piange in media cinque volte l’anno più del maschio.
Pare che ci siano due determinanti alla base del dato, la prima è organica e si riferisce alla sfera ormonale: gli estrogeni oscillano e l’umore fluttua insieme a loro, quando calano diminuiscono la serotonina e le endorfine, i neurotrasmettitori della gioia di vivere e…sono lacrime.
La seconda è psicologica e culturale: ad avere un peso il tabù per cui piangere é da femminucce.