Category Archive Riflessioni

Mariane e le sue lettere d’amore

Quando pensiamo all’amore proibito ad una suora ci torna in mente l’opera del grande Manzoni, non erano rare queste passioni estreme considerata la forzatura familiare che costringeva al convento tante donne per nulla convinte di tale importante scelta di vita. Ancora una volta la misoginia imperante colpiva nel segno condannando al tormento povere creature violentate nella libertá.Voglio ricordare tra queste Mariane e le sue appassionate lettere amorose.

Apparse a Parigi nel 1669, Le lettere portoghesi costituirono subito un caso letterario. I lettori di La Rochefoucauld e di Racine – il pubblico più esigente della storia in fatto di passione – si infiammarono alle lettere struggenti e disperate di Mariane, la monaca portoghese, abbandonata dal suo amante. Forse mai fino ad allora la prosa francese aveva trovato per l’amore accenti così estremi. «Quale altro personaggio francese del Seicento – si chiede Giovanni Macchia – espresse in questo modo quasi sacrilego la forza dell’amore?». Era davvero una monaca portoghese l’autrice di quelle lettere? L’autore dopo oltre due secoli è stato identificato in Guilleragues, cortigiano con eccellenti amicizie letterarie, autore però di versi galanti e mondani, che impallidiscono al confronto con la prosa delle Lettere. Resta dunque ancora avvolta nel mistero l’origine di questo capolavoro della letteratura francese, anche perché su questa origine si proietta, facendole ombra, l’immagine commovente della monaca portoghese in cui lettori illustri come Stendhal o Rilke hanno trovato condensato il modello più compiuto dell’amour-passion.

Non é vero che le STEM non sono per le ragazze!

Ce lo dice Selena Sironi!

 Le STEM sono le discipline scientifiche verso cui, ancor oggi, sopravvive il pregiuduzio di genere che le considera adatte solo ai maschi

Selena, Ingegnere Chimico, si occupa di controllo degli odori ed é arrivata a loro per caso, anni fa, quando c’era l’emergenza rifiuti nel Comune di Milano.

” Non ascoltate chi dice che le STEM non sono da ragazze, non é vero. Ho avuto due figli , uno durante il dottorato e l’altro da precaria durante il post doc. Oggi non posso pensare alla mia vita né senza il lavoro né senza la mia famiglia”

Ho sempre amato la matematica!

A dirlo é Camilla Colombo , professore associato in Meccanica del Volo Soaziale.

Si occupa di Meccanuca Orbitale cioé studia e disegna le orbite dei satelliti artificiali. Si interessa anche al problema dei satelliti a ” fina vita” 

” Lavoro in un ambiente maschile” dichiara Camilla” ma non credo nelle quote risa, non voglio essere protetta”

Uso le tecnologie per salvare vite

Si chiama Paola Saccomandi ed é professore associato in Misure eStrumentazione  industriale.

É rientrata in Italia da pochi mesi per guidare il progetto europeo Laser Optical, finanziato dall’ European Research Council con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma terapeutica per il trattamento laser del tumore al pancreas.

” Ho scelto fin da bambina di fare la scienziata forse per l’esempio  dimia madre   che era biologa”

La scienza é creativitá

A dirlo é Margherita Maiuei, laurea in ingegneria fisica, una delle vincitrici italiane del Premio L’Oreal-UNESCO  Pwr le Dinbe e la scienza 2018.

Margherita si occupa di Spettroscopia laser ultra veloce per riprodurre la fotosintesi a vantaggio del settore fotovoltaico.

” La fisica é maschilista? Io non mi sono mai sentita discriminata”

Brava soprattutto per aver sconfitto i pregiudizi e gli stereotipi  che considerano le discipline scientifiche fredde,maschili …non é così!

“Lui” è il valore aggiunto!

Cristina Scocchi é una delle manager più giovani e importanti del nostro Paese ed é una mamma.” Lui” ci dice riferendosi al figlio” é il valore aggiunto della mia vita, non della carriera…La questione non é chiedere alle mamme un impegno minore in azienda ma adottare strumenti che favoriscano la conciliazione fra famiglia e carriera…per tutti, uomini e donne, perché l’impegno della cura non riguarda solo la donna ma entrambi i genitori!”

Dagli albori dell’umanità: DONNA!

Dagli albori dell’umanitá l’essere femminile é stato venerato e invocato come divinitá …

Penso all’adorazione della Grande Madre e all’archetipo femmineo dello psicologo Neumann con la formula: donna=corpo=vaso=mondo.

Penso anche all’amore speciale che lega ogni umano alla propria mamma come pure all’abitudine di tutti di invocarla nei momenti speciali, belli o brutti che siano.

Tutto ciò premesso mi chiedo come si spieghi l’involuzione che porta ancor oggi all’emarginazione della donna,con esiti disastrosi in termini di civiltà, in alcuni contesti.

Effettivamente il contributo dei talenti femminili é impareggiabile per cui auguro all’umanitá intera di saperli adeguatamente valorizzare …lo spreco di risorse vitali sarebbe altrimenti imperdonabile.

Gerda Taro c’est pas moi: grande Helena Janeczek!

Parola di Helena Janeczek, autrice dello splendido ” La ragazza con la Leica” con cui ha vinto il Premuo Strega 2018…prima donna dopo 15 anni di vittorie al maschile.

” Sono sempre stata piena di timori. Quando mi innamoravo mi perdevo dietro l’uomo di cui ero infatuata…non assomigliavo a Gerda…I miei genitori erano ebreo-polacchi…Chi sopravvive all’indicibile …non ama raccontare. Però i loro silenzi non ti tutelano dal dolore, non fanno quello che le persone che tacciono vorrebbero …

Sogno un mondo dive non faccia più notizia che una donna vinca lo Strega, dove le donne possano partecipare al gioco con le stesse regole dei colleghi maschi…

… fa specie che nell’editoria non  si riesca a rompere il tetto di cristallo. É un settore dove le donne sono il pilastro della filiera, dalle bibliotecarie alle editor e poi le traduttrici, le redattrici, le addette stampa. Eppure , per questioni di pregiudizio, nelle posizioni di potere ci sono sempre gli uomini…idea che le donne scrivano di temi sentimentali e gli uomini sappiano fare costruzioni significative. L’aggettivo grande é quasi sempre associato ai maschi, mentre le scrittrici sono brave…” 

Grande Helena Janeczek! Grande!

La Signora della Corte: Ruth

Ruth Bader Ginsburg é più di un giudice, é un’icona pop nel vero senso del termine. Il suo volto intenso compare su magliette, tazze, caricature, piatti ed il suo nomignolo fa pensare a un rapper, The notorius RBG.

Fa parte della Corte Suprema degli Stati Uniti da quando nel ’93 la nominò Clinton.

Quando le chiedono quale sarebbe il numero giusto di donne nella Corte (9 giudici di cui 2 donne ) risponde senza esitazione:” Nove!”
Ruth Joan Bader Ginsburg (Brooklyn, 15 marzo 1933) è una magistrata statunitense, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti.
La Ginsburg fu nominata dal Presidente Clinton il 10 agosto 1993; è quindi la seconda donna a ricoprire questo ruolo (dopo Sandra Day O’Connor).
Per gran parte della sua carriera, la Ginsburg si è occupata dei diritti delle donne, promuovendo l’uguaglianza di genere.[1] Nel 2009 è stata inserita da Forbes fra le 100 donne più potenti.

Giovanna Elisabetta Fratantonio: non ci sono ragazzi cattivi!

Omaggio a Giovanna Elisabetta Fratantonio.

É lei la prima donna in Italia ad aver diretto un carcere…1973 San Vittore!

L’ho saputo grazie ad un mio post su Silvana Sergi, che é ora alla guida di Regina Coeli, e alla prontezza della segnalazione in merito di mia cugina Gasperina Lento che, custodendo abilmente la memoria di famiglia, mi ha anche evidenziato la parentela che unisce entrambe alla grande Giovanna, figlia di una prima cugina dei nostri papá.

Nata a Sambiase, dove tutti la chiamano Annelisa, Giovanna ha diretto anche il carcere minorile Cesare Beccaria prodigandosi senza limiti per la rieducazione dei giovani, forzati ospiti, é stata nel mirino delle BR ed ha rifiutato la scorta.

Delinquenti si diventa, affermava la Nostra, a causa dei cattivi modelli che il nostro tempo impone. Oggi chi parla di probitá e onestá é tacciato di vuota retorica… e allora in che dobbiamo credere?

Vestiti, sesso, sballo,soldi, motori… sono gli eroi assurdi della nostra societá che generano mostri perché…

NON CI SONO RAGAZZI CATTIVI!!!!

Brava Giovanna, sono felice di averti conosciuto e orgogliosa di sapere che ci unisce anche il sangue, grazie Gasperina Lento!