Category Archive Riflessioni

Premier e Mamma: benissimo!!!

La prima ministra neozelandese Jacinda Ardern ha dato alla luca la sua prima figlia, partorendo all’Auckland City Hospital e diventando la seconda leader eletta del mondo nella storia moderna a partorire durante il suo mandato.
È stata la stessa Ardern a darne notizia pubblicamente, con una foto e un post pubblicato su Instagram.

La prima fu la premier del Pakistan Bhutto.

Segni fausti di un mondo migliore in cui la Genitorialitá si coniuga con gioia, libertá e cittadinanza!

Shobha

Gli scatti, fatti nel Bangladesh nel 2010 dalla fotografa palermitana, raccontano la tragica usanza punitiva di sfigurare il volto delle giovani donne

Deledda: la prima italiana a vincere il Nobel

Grazia Deledda è stata una delle più importanti e influenti scrittrici italiane del Diciannovesimo e del Ventesimo secolo, e nel dicembre 1927 vinse il premio Nobel per la letteratura, la prima donna italiana a farlo. Deledda fu esponente, anche se a modo suo, del verismo e del decadentismo, e scrisse sempre molte storie di contadini e paesani della sua terra, la Sardegna.
Grazia Deledda nacque a Nuoro, in Sardegna, nel settembre del 1871. Apparteneva a una famiglia benestante ed era la quinta di sette fratelli e sorelle. Ebbe un’istruzione intermittente – un po’ a scuola e un po’ con un insegnante privato – e iniziò a scrivere molto giovane, per conto suo. Le sue prime pubblicazioni arrivarono quando non aveva ancora 20 anni e il suo primo libro di qualche successo fu Anime oneste, del 1895. Pochi anni dopo, nel 1899, Deledda conobbe il mantovano Palmiro Madesani, che sposò pochi mesi più tardi trasferendosi con lui a Roma.A Roma Deledda continuò a scrivere e pubblicare romanzi. Elias Portolu, uscito nel 1903, ottenne subito un buon successo e Deledda poté dedicarsi con grande intensità alla scrittura. In pochi anni pubblicò moltissimi libri e opere teatrali, tra cui: Dopo il divorzio, Cenere, L’edera e Canne al vento. Il suo successo fu tale che il marito si licenziò dal lavoro come funzionario al ministero delle Finanze per diventarne l’agente di sua moglie. In tutto Deledda pubblicò 56 opere in circa 40 anni di carriera e fu apprezzata e tradotta anche all’estero.

Nel 1927, Deledda fu insignita del premio Nobel per la Letteratura “per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano”. Il Nobel di Deledda fu tecnicamente quello del 1926, che la commissione del premio aveva deciso di trattenere per un anno non avendo trovato un candidato adatto a riceverlo. Deledda fu la prima donna italiana a vincere un Nobel e la seconda italiana a vincerlo per la Letteratura, dopo Giosué Carducci nel 1906. Deledda morì per un tumore al seno, il 15 agosto 1936. Cosima, quasi Grazia un racconto autobiografico rimasto incompiuto, fu pubblicato postumo con il titolo Cosima.

La Leonessa di Bretagna: Jeanne 

Stava con gli inglesi ed affrontò nella Manica tante navi francesi , verso la metá del Trecento.

Ebbe sette figli e quando il secondo marito fu decapitato, come traditore, dal re di Francia, investì il suo patrimonio in navi da guerra, le dipinse di nero  e scelse il rosso per le vele, per tredici anni divenne pirata.

Si quietò solo con il terzo marito, un capitano del re inglese Edoardo Terzo.

Il suono nome era Jeanne de Clisson.

Donne e alcol

Il numero delle alcoliste é in vertiginoso aumento!

Attente, il corpo femminile é più vulnerabile all’alcol e tende a sviluppare più rapidamente le complicazioni psichiatriche legate all’abuso.

Le donne, a differenza dei maschi che lo fanno spesso per ragioni sociali e di lavoro, iniziano a bere per stati d’ansia, abbandono del partner e senso di solitudine…

Mary, ascoltami non copiare dagli uomini l’ idea di uscire a bere, esci per camminare, godere di uno spettacolo, fare compere, scattare foto, chiacchierare e…sorridere alla vita.

Rosaria Presidente del Centro Di Solidarietà Don Francesco Mottola

Come nasce e come va avanti il Centro …1983 il suo giorno Natale sulle tracce del grande Padre Mottola.

Abbiamo voluto realizzare il Centro per contrastare l’idea che solo chi è “perfetto” ha diritto di vivere…l’inizio è stato complesso, i genitori non volevano la luna ma solo spezzare tanti pregiudizi…ricordo l’avv Caputo che tanto desiderò questa realtà, grazie a don Ignazio che ci sostiene in tutto grazie

Vorrei ricordare Gerardo e ‘Ntoniceu che sono prematuramente ritornati alla Casa Del Padre…

Bellissimi i nostri laboratori artigianali e musicali…oggi siamo un punto di incontro per tanti bisogni…accoglie anche giovani degli Istituti Scolastici che rafforzano la loro socialitá affiancando gli operatori… Vorremmo che il Centro continuasse…

… Grazie Maria Rosaria Cortese di tutto quello che fate con amore e della gioia che trasmettete ai nostri amati Giovani!

Vi sono grata di quello che avete donato ai miei Studenti: che Dio Vi benedica!

Salvatore Morelli che stimava le Donne

Con piacere ti rendo omaggio anche se sei maschio….

Si chiamava Salvatore Morelli ed era un democratico che stimava le donne; perseguitato e incarcerato dai Borboni, si batteva per il suffragio universale, maschile e femminile, ed era convinto che non ci sarebbe stata autentica civiltà e vero progresso se le donne non fossero state libere, emancipate e detentrici di potere.

Per questa sua lungimiranza fu sbeffeggiato e vilipeso come accade sempre ai precursori

Salvatore morì poverissimo, ma ricco della soddisfazione di essersi battuto per una causa giusta, nel 1880.

Ricordo la sua proposta di legge:”Per lo scopo di abolire la schiavitù domestica per la reintegrazione giuridica della Donna”

Grande Salvatore non ti scorderò!!!!!

Omaggio a Irma

Quando i fiori profumati rallegrano gli occhi e aprono il cuore alla speranza, quando i colori arcobaleno delle fresie, dei narcisi, dei giacinti ritemprano gli animi dal freddo dell’inverno il pensiero mi riporta agli occhi la Sua bella figura. Rivedo il suo sguardo profondo e il suo sorriso: unico, esclusivo, irripetibile. Irma, è Lei la creatura dolcissima che la mia mente associa, anno dopo anno, alla rinascita della natura che annuncia la festa della Risurrezione, speranza di vita eterna e riscatto dalla ineluttabilità della morte. La rivedo, bellissima nella sua semplicità profonda, perchè intima e autentica, e nella radiosità della Sua angelica bellezza. Mi appare il suo volto, sereno fino all’incredibile, le onde dei capelli raccolti sulla nuca, sento ancora la sua carezza sul capo e sulla guancia e le sue parole affabili e affettuose che arrivano al cuore. La Signorina mi faceva provare una sensazione esaltante, accanto a Lei mi sentivo la più amata, la preferita, l’unica destinataria del suo amore…in effetti accanto a Lei chiunque si sentiva appagato, soddisfatto, completo, sazio d’ogni cosa, consapevole dell’essenzialità della virtù che Lei incarnava…la Carità, l’Amore.

Nel salone della Casa Madre ho trascorso tantissime ore della mia fanciullezza, le vecchiette si aprivano al sorriso vedendo una bambina, mi tendevano la mano ed io restavo rapita dalla vista delle Signorine indaffarate a lavarle, pulirle, profumarle, imboccarle. Se chiudo gli occhi rivedo tutto e ne sento il profumo nonostante…nonostante le malattie, la vecchiaia, la povertà, la sofferenza …In quel salone, che ai miei occhi bambini appariva enorme, c’era Gesù e quando entrava, Irma calamitava lo sguardo di tutti distendendo i tratti di ognuno in un sorriso che veniva dall’anima.

 La figura di Irma, che ho avuto il privilegio e la gioia di conoscere e apprezzare profondamente grazie alla sua consorella Rosa, angelo custode della mia infanzia e della mia adolescenza, è cresciuta sempre più dentro di me e i valori della grande Casa mi sono rimasti dentro come eredità preziosissima e guida costante del mio impegno di educatrice e del mio essere donna impegnata a valorizzare e tutelare il mio Genere. É stato facile per me proporla ai miei studenti perché il suo carisma, capace di attrarre tante ragazze che come Lei lasciano le case, abbandonano il destino di spose di un uomo e madri di figli nati dal proprio seno, non conosce tramonto, la sua stagione é eterna così come non conosce fine il fascino del messaggio che lancia a tante giovani: diventare spose di Cristo, Madri e Sorelle dei più umili e derelitti. 

I Giovani sono capaci di grandi slanci eroici e il mistero delle scelte estreme li sconvolge e li fa palpitare. Io l’ho colto questo turbamento profondo e intimo in tanti dei nostri allievi incantati dalla storia della Casa della Caritá, sbocciata nella luce di Padre Mottola e di Irma, tempio di un amore sconfinato per l’umanitá che si sublima nell’oblazione totale di sé nel Servizio.

É un’avventura bellissima e senza tempo quella di Irma, creatura dolcissima, dotata di una forza, di un coraggio e di una determinazione unici, davvero unici. Una Donna che, con la forza dell’uragano di fede che l’attraversa rompe pregiudizi, tabù e convenzioni di un tempo in cui la donna contava pochissimo. Irma non teme l’ignoto, non ha paura di entrare in un mondo diverso da quello familiare, sceglie con audacia e fermezza e diventa la Mamma di tanti vecchi abbandonati e sofferenti, sporchi e affamati, diventa la Mamma di tanti bambini frutto del disagio e della miseria e di ognuno di loro fa il figliolo preferito, il più amato, il più coccolato. Irma é votata alla maternità spirituale di una miriade di figli che a Lei si appoggiano in un cammino di fede, di speranza e d’amore.

L’attualità di Irma é sconvolgente: in questo nostro tempo confuso e disorientato, in cui l’umanità rischia di smarrirsi in orizzonti di non senso, in cui l’inconsistenza delle vite troppo fluide, confuse e informi chiede riferimenti, guide, modelli e ancore esistenziali, Lei può indicare la rotta che salva dal caos del nichilismo imperante. Io spero che come me in tanti si innamorino di Lei e trovino serenità nel Servizio.

Oggi, quando penso alla Signorina Irma, e lo faccio sempre più spesso, ora che il mio desiderio di proteggere e valorizzare la donna mi carica di responsabilità, il mio pensiero va a Lui senza il quale non si potrebbe comprendere la scelta di donazione totale di sè nell’amore, di persone come Lei, come Irma.

Perché poche donne al top?

Tendenzialmente, a differenza dei maschi, stiamo nell’ombra, non evidenziamo le nostre risorse, aspettiamo che siano gli altri a proporci.

Desideriamo fare carriera ma non ci candidiamo, proponiamo, esibiamo…non chiediamo.

In fondo ci aspettiamo che i nostri meriti parlino e vorremmo che fosse una altra persona a fare il nostro nome, a evidenziare il nostro valore.

Siamo discrete, riservate e in contesti professionali e sociali dominati dagli uomini che non hanno riserve nel farsi avanti, finisce che rimaniamo fuori dal gioco.

É ora di cambiare atteggiamento!

Souad Abderrahim

É islamista ma non velata Souad Abderrahim.

É conservatrice ma moderna.

Sta per diventare Sindaca di Tunisi, prima donna nella storia della capitale tunisina.

Un avversario politico ha dichiarato che quello é un posto da uomini ma lei non se ne cura.

Quando le chiedono del velo risponde:”É una questione privata e poi molte donne non si velano per questioni religiose ma solo per tradizione. Per me é normale non metterlo e farò sempre così”

Souad punta sulla cultura per far crescere la sua cittá e sogna musica, teatro e spettacoli nelle piazze, nelle strade, nelle caffetterie.

Auguri Souad, ce la farai!