Letizia e la foto dell’uccisione di Piersanti Mattarella
“Fui la prima ad arrivare in via della Libertà dove avevano ucciso Piersanti Mattarella. Io e il mio compagno, il fotografo Franco Zecchin avevamo fatto una passeggiata e vedemmo un’automobile quasi appoggiata a un cancello. Sergio Mattarella teneva abbracciato il corpo del fratello, lo stava tirando fuori…Avevamo le macchine fotografiche in mano, pensavo si trattasse di un piccolo incidente, ma quella volta ci siamo fermati e ho scattato. Non ho riconosciuto subito il presidente della Regione Piersanti Mattarella…E’ una foto drammatica come ogni tanto capita di scattare per caso, per un intuito. Dentro c’è tutto: la moglie , la figlia, il fratello fuori dall’auto, e Sergio chinato su Piersanti…rivederlo oggi sulle prime pagine mi fa impressione. Dopo tanti anni, è come se le cose tornassero, forse per mettersi a posto. Speriamo”.
Letizia Battaglia
Simone
«Ho seriamente pensato alla morte, a causa delle mie mediocri facoltà naturali. Le doti straordinarie di mio fratello […] mi obbligavano a rendermene conto. Non invidiavo i suoi successi esteriori, ma il non poter sperare di entrare in quel regno trascendente dove entrano solamente gli uomini di autentico valore, e dove abita la verità. Preferivo morire piuttosto che vivere senza di essa. Dopo mesi di tenebre interiori, ebbi d’improvviso e per sempre la certezza che qualsiasi essere umano, anche se le sue facoltà naturali sono pressoché nulle, penetra in questo regno della verità riservato al genio, purché desideri la verità e faccia un continuo sforzo d’attenzione per raggiungerla.”
Simone Weil
Una donna direttrice creativa di Chanel
Virginie Viard é la nuova direttrice artistica di Chanel dove operava da tempo come assistente di Karl Lagerfeld.
Effettivamente il genere femminile ha finalmente preso le redini delle grandi case di modo: Sarah Burton da Alexander McQueen, Claire Waight Keller da Givenchy e Maria Grazia Chiuri da Dior.
Paradossalmente in passato erano uomini a decidere i codici dell’abbigliamento femminile, oggi si é conquistata l’inversione di rotta e il pensiero femminile é rivoluzionario.
Ne vedremo di belle!
Un violador en tu camino
Y la culpa no era mía, ni dónde estaba, ni cómo vestía / La colpa non era mia, né per dove mi trovavo, né per com’ero vestita
Un violador en tu camino
Nella complementarietà ricchezza
“Le donne, anche le peggiori, devono andare a governare il mondo. Non é possibile vivere governati solo dagli uomini. Non é più accettabile …I segnali ci sono giá: gli oceani invasi dalle plastiche, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento dei mari, le isole sommerse, perché tutto questo? Perché uomini egoisti non sanno gestire le loro ambizioni…Solo noi donne possiamo creare un mondo più conciliante perché abbiamo l’attenzione suprema alla vita degli altri. E non solo perché siamo madri, ma per come stiamo.”
Letizia Battaglia
Anja Grigor’evna Snitkina
Seconda figlia di Anna Nikolaevna Miltopaeus (1812-1893) e Grigorij Ivanovič Snitkin (1799-1866). La coppia aveva altri due figli, Maria e Ivan. Il padre era appassionato di letteratura e di teatro, e leggeva molte opere di Dostoevskij.
La ragazza studiò stenografia, e quando lo scrittore, che aveva bisogno di dettare velocemente Il giocatore cercava un’impiegata, si trovò a lavorare per lui, a partire dal 4 ottobre 1866. Quattro mesi più tardi, il 15 febbraio 1867, i due si sposarono (lei aveva 21 anni, e lui 45), quindi partirono per la Germania, e vissero a Vilnius (Lituania), Ginevra e Firenze, soggiornando all’estero per oltre quattro anni.
La giovane sposa tentò continuamente di far smettere il vizio del gioco d’azzardo a suo marito, tanto che in pochi mesi, complice anche lui che voleva smettere di indebitarsi, prese le redini dell’economia familiare e finalmente nel 1871 lui si liberò della propria ossessione.
Nel 1868, nacque la loro prima figlia, Sofia, che visse solo tre mesi. Quindi l’anno successivo Ljubov’ (1869-1926) e, dopo il ritorno a San Pietroburgo, Fjodor (1871-1922) e Alexeï (1875-1878).
Dopo la morte del marito, nel 1881, non volle più sposarsi e si dedicò a raccogliere le sue carte pubblicando opere su di lui, oltre a fondare una stanza nel Museo statale di storia di Mosca a lui dedicata (il materiale fu poi trasferito nel 1971 nel Museo letterario memoriale Fëdor Michajlovič Dostoevskij).
#Wo YeShi
Il nome del movimento femminista cinese, nato sulla scia di quello originato negli Stati Uniti , è #WoYeShi.
Tra i suoi simboli ci sono la 30enne Luo Qianqian, che sul web ha raccontato l’aggressione sessuale subita all’età di 18 anni da un suo tutor, e Gao Yan, giovane studentessa che si suicidò nel 1998, dopo essere stata stuprata da un professore.
Il MeToo cinese sta iniziando a raccogliere i primi frutti.
Lo dimostra la storia dell’assistente sociale Liu li che ha deciso di denunciare le molestie sessuali subite dall’ex capo quattro anni fa.
Come ha raccontato, nel corso del processo, la difesa ha scandagliato e giudicato minuziosamente la sua vita privata.
Liu é andata avanti per la sua strada, finché il suo ex boss non è stato costretto dal tribunale di Chengdu a chiedere pubblicamente scusa per le molestie.
Nessun risarcimento o chissà quale pena. Ma per la Cina, si tratta già di un risultato di rilievo.
Libri? No! É una donna!
Sembra assurdo eppure qualcuno, anzi più di uno, ha detto che i libri sono veleno e per leggerli occorre possedere l’antidoto.
Gli esseri deboli non lo posseggono, ergo le donne che leggono sono pericolosissime.
Ciao Caterina
Era una ragazza solare, dolce e buona.
Caterina era una nostra studentessa del Liceo Classico e voleva diventare medico.
La vita le aveva riservato il peso di una malattia ma a portarla via é stata la fatalità di un incidente.
Se n’è andata assieme alla sua mamma che con Lei condivideva ogni sospiro.
Era solare e voleva vivere ma era consapevole della fragilità della vita.
“Soffrirò… Morirò…
Ma intanto
sole, vento, vino, trallallà.”
Ciao farfalla ricciolina
variopinta e leggera
nel vento fresco
vola sulla tua collina
Suor Plautilla
Dopo lungo e meticoloso restauro, seguito e sostenuto da Advancing Women artist, il sodalizio che recupera opere di donne, L’ultima Cena di Plautilla Nelli ritorna nella sua sfolgorante bellezza.
Plautilla era una suora, pittrice autodidatta, che dipingeva nel chiuso del suo Convento.