Marinate, storia di Tropea attraverso storie di donne
Storia di Tropea attraverso storie di donne (step 4) di Beatrice Lento
MARINOTE
La vecchia dal nome lucente fissa l’orizzonte di piombo in cui spicca la maledetta ‘cuda di rattu’.
Batte forte il cuore al pensiero dei figli lontani in balia della tempesta sulla misera, fragile barca. Accanto a lei, temuta matriarca, le mogli in preda al panico, la scongiurano trepidanti.
Impietrita dalle tragedie ricorrenti, con cadenza lenta e decisa, la vegliarda solleva le braccia e con un grosso coltello taglia tre volte l’aria col segno della croce incominciando a sciorinare la cantilena magica, tramandatale dalla madre nella notte di Natale della sua infanzia.
“Scienza du tata ,scienza du figghiu,
scienza du spiritu santu e da SS. Trinità
e sta cuda di rattu mu si ndi va
e pi lu nomi di Maria sta cuda tagghiata sia”
Irene e Leta, la storia di Tropea attraverso storie di donne
A tutte le donne della Calabria l’augurio di incidere in massa sulle strade rigidamente precluse loro in passato.(R.L.Montalcini)
Da tempo sogno una fantastica storia di Tropea attraverso le donne che l’hanno percorsa nel tempo.
Il mio primo ricordo va ad Irene e a Leta che tornano a noi dalle profonditá dei sepolcri paleocristiani a testimonianza di una comunità progredita in cui è importante e significativo il ruolo della donna.
Irene fu conduttrice della massa tropeana, un ampio insediamento rurale che scandiva l’economia del tempo.
Leta, donna prete sposata( così alcuni dicono), costituisce caso eccezionale legato probabilmente ad un momentaneo stato di trasgressione eretica.
Irene e Leta tracciano un itinerario di emancipazione ancor oggi precluso a molte donne di Calabria soffocate da stereotipi e pregiudizi.
Ad Aurora
Per essere vicini, sia pure virtualmente, è importante condividere qualcosa di significativo, è per questo che oggi vi parlo di mia madre anche attraverso la foto che la ritrae a Lacco Ameno di Ischia.
La mia mamma è la più bella, in primo piano, con la massa di capelli che le incornicia lo sguardo intenso e penetrante.
Aurora Pascale era trasgressiva, volitiva, passionale, anticonformista e soprattutto libera, libera dalle convenzioni e dalle ritualità del suo mondo. Una ribelle che conosceva un solo potere, quello dell’amore, una rivoluzionaria che fumava le Gitanes, amava la letteratura russa e da bambina aveva come compagno di giochi Nicola, un montone possente che la seguiva come un cagnolino.
Era generosa mia madre, soprattutto con le donne più derelitte e si curava poco delle cose: i suoi gioielli e le sue sete li usavo per giocare alla signora.
L’ho amata intensamente e teneramente fino al punto da affidarle uno dei miei figli. Nei momenti più intensi mi conforta l’orgoglio di avere avuto da Lei la vita
Di te nessuno puó parlare
Di te nessuno
può parlare
non si conosce
nè nome nè pena
sei nascosta in una storia
inconfessabile a te stessa
nella stanzetta da ragazzina
color penombra
che tuo padre sconsacra
dall’infanzia tranquilla
perchè ritiene sia un diritto
fare il maschio
prendendosi la proprietà
di una atroce schiavitù
lordando con un vizio
la linea di confine
niente se ne sa
del livido sotto la maglia
per il peso della bestia
che ti schiaccia
si ignora che il tuo silenzio
non è timidezza ma paura
quando l’aguzzino avrà finito
sarà finita della creatura la vita
Luigia Lupidi Panarello
Eccoci al primo evento
Spero Vi piaccia!
Ce la metteremo tutta per lanciare messaggi significativi…a sabato 25 novembre Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne.
sos KORAI#1
Il programma del nostro primo evento é pronto.
Incrocio le dita sperando che sia un successo, anzi un grandissimo successo!
Cambiano i cartoonisti cambiano i cartoni
Muta la demografia del mondo dell’animazione: tante oggi le donne che scelgono questa professione e gli effetti sono evidenti e immeduati.
Caso emblematico Penelope di Wacky Races che mentre nella serie originale era la classica svampita nella riscrittura diventa un personaggio d’azione ed il rosa perde ogni accezione stucchevole e diventa trasgressivo e audace.
I processi di socializzazione funzionano così, basta una parola, una frase, un’immagine e gli esiti educativi si trasformano, attente donne a non diventare inconsapevoli strumenti maschilisti…capita.
Se mi amerai
Se mi amerai
non ti nasconderò il mio sguardo
scalderò il tuo corpo con ali di vento
e scaccerò l’ombra incerta
della tua malinconia .
Amami per quella che sono
e proteggimi dalle offese
e dalle insolenze
che fanno misera la vita.
Noi siamo il sogno
la melodia incompleta di una poesia
che trova i suoi versi
nel canto delle tue parole.
Rendimi immortale
e ti amerò per tutta la vita.
Foto e versi di Laura Cortose
Attente o non attente? Questo é il problema!
Attenta con chi vai, non fare tardi, al buio no, evita i leggins, troppo pesante quel trucco, profumo troppo intenso, tacchi troppo alti, atteggiamento troppo disinvolto, troppo dimessa attiri l’attenzione…di tutto e di più ci dicono per metterci in guardia dal lupo…ma…
Spesso il mostro é nella nostra casa, al nostro fianco, alla luce del sole, conosciuto da sempre, apparentemente vicino, amico, affidabile, insospettabile.
La maggior parte delle violenze sulle donne si consuma tra le mura domestiche o comunque in contesti consueti e noti.
Non ha senso dire attenta, concentriamoci piuttosto su una educazione affettiva veramente rispettosa della persona e lottiamo con tutte le nostre forze la subcultura maschilista arrogante, prepotente e volgare.
La forza di una scarpa
I piedi e le scarpe hanno una carica erotica enorme, basta pensare al culto cinese dei piedi piccoli nelle donne.
In realtà questo gusto maschile nasconde il desiderio di controllare e dominare il genere femminile e pare che la stessa funzione venga svolta anche dai tacchi delle donne europee.
“Ho fatto tutto quello che faceva Fred Astair ma l’ho fatto sui tacchi” diceva Ginger Rogers e oggi le donne, coi tacchi o senza, sono capaci di grandi acrobazie.
Siamo audaci, intraprendenti, mediatrici e i tacchi sono il simbolo della flessibilità, addattabilitá, spirito di servizio, forza e tante altre straordinarie abilitá che ci caratterizzano.