Simonetta con gli imperfetti
Si é posta come obiettivo per il 2018 che i bagni per i disabili siano mantenuti sempre puliti e attrezzati perché hanno diritto alla privacy e ai confort.
É Lei, Simonetta Agnello Hornby, avvocato e scrittrice, a schierarsi decisamente dalla parte degli imperfetti forse perché Sin da bambina ha convissuto con persone diversamente abili ed ha imparato a conoscerne il valore, la sensibilitá e i diritti negati.
Giornata mondiale della Pace
In questo giorno dedicato alla pace il mio pensiero va alle tantissime donne vittime delle guerre fatte con le armi culturali dei pregiudizi e dei luoghi comuni.
Il sangue femminile pesa sulla civiltà dei popoli che non saranno liberi finchè la bandiera della pari dignità non si illuminerà nel vento
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona,
l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.
Edgardo Lee Masters
Antologia di Spoon
River
Una a sette
Il più alto tasso di aborto di feti femmine spetta all’India.
In alcuni villaggi del Tamil Nadu e dell’Uttar Pradesh una sola bambina può nascere a fronte di sette bambini.
Orribile costumanza eppure la comunità internazionale considera l’India una grande nazione!
Sono bambina, non una sposa
Sono bambina, non una sposa
È la Sicilia a lanciare la campagna dell’ONU a difesa delle bambine dai matrimoni forzati. Sono siciliane la fotografa, Alessandra Lucca, e la sociologa, Giorgia Butera.
Protagonista dello scatto é la dolcissima Ezdra, di origine tunisina, nata in Italia.
Ad oggi più di 70milioni di bambine sono state strappate alle bambole per diventare mogli.
Il venditore d’almanacchi
A poche ore dall’avvio del nuovo anno porgo a Voi tutti Amici l’augurio di felicità.
Un bilancio del vecchio che se ne va e una previsione del nuovo ormai alle porte? Mi viene in mente il Venditore d’almanacchi su cui meditavamo da giovani studenti.
“Crede che sarà felice quest’anno nuovo?”
“Oh si, si Signore!”
Sará felice, triste, allegro, noioso, gioioso, monotono… come é consueto all’altalena della vita. E allora? E allora viviamo, non sprechiamo neppure un briciolo di questa che é la nostra unica, preziosa, insostituibile vita. Il mio augurio é di gioia, saggezza ed anche un po’ di follia per insaporire le nostre giornate. Auguro un cuore in libertà a tutti e particolarmente a chi condivide il mio genere. Lo sapete è questa la mia fissa e me la porterò sempre dietro o almeno finché noi donne non avremo veramente conquistato la libertà…spero presto.
A quelle che soffrono la qualsivoglia forma di violenza dico con forza:” Ribellatevi!”
Agli uomini veri che non hanno bisogno di essere prepotenti perché sono forti dentro esprimo ammirazione.
Alle donne felici come me consiglio di non mutare nulla perché abbiamo già tanto.
Ai violenti, agli arroganti e ai presuntuosi offro la speranza di riuscire a vedersi come sono per poter poi cambiare.
A tutti, proprio a tutti, me compresa, una raccomandazione:” Non prendiamoci mai troppo sul serio, un pò di leggerezza ci aiuterà a sorridere…anche di noi stessi!”
Buon anno novello!
Moda nemica
” La donna é stata schiavizzata dalla moda non soltanto perché imponendole di essere attraente, di tenere un contegno etereo, grazioso, eccitante, la rendeva oggetto sessuale; é stata schiavizzata soprattutto perché le macchine vestimentarie le imponevano di vivere per l’esteriorità. Il che ci fa pensare quanto una ragazza dovesse essere intellettualmente eroica per diventare, con quei vestiti, Madame de Sé vigné, Vittoria Colonna, Madame Curie o Rosa Luxemburg.”
Kathrine Switzer si iscrisse con le sole iniziali alla maratona di Boston del 1967 perché la partecipazione era vietata alle donne. Quando si accorse della sua presenza il direttore di corsa la prese malissimo, entrò nel percorso e la strattonò cacciandola. Grazie all’intervento del fidanzato e dell’allenatore riuscì a proseguire la gara ma il suo nome non comparve.
La sua intraprendenza, comunque, non fu vana e nel 1974 il veto nei confronti delle atlete venne tolto. Kathrine corse con la sua vera identità e vinse.
Ciao grande Franca!
Per quale motivo la storia di Franca Viola cambiò per sempre l’Italia? Secondo la morale dell’epoca, una ragazza non più vergine a causa di uno stupro avrebbe dovuto necessariamente sposare il suo rapitore per salvare il suo onore e, soprattutto, quello della famiglia. All’articolo 544 del codice penale, infatti si leggeva: “Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali”. Traducendo, dunque, all’epoca la legge permetteva di estinguere il reato di sequestro di persona e violenza carnale ai danni di una donna semplicemente accettando di sposarla, da lì l’espressione matrimonio riparatore, riparatore per la fedina penale del reo che in questa maniera riusciva dunque a uscire completamente pulito nonostante avesse commesso un’azione aberrante. All’epoca, però, lo stupro non era considerato un reato contro la persona come oggi, ma un reato contro la morale pubblica e le pene, quindi, erano di molto inferiori rispetto a quelle odierne.
La vicenda di Franca Viola, però, sollevò forti e inaspettate polemiche, che contribuirono a un netto cambio di passo. Melodia fu processato e condannato a 11 anni di carcere, i giudici non credettero alle accuse lanciate dall’uomo per screditare la ragazza sostenendo che lei fosse d’accordo alla “fuitina” per mettere i genitori davanti al fatto compiuto e obbligarli a concedere l’autorizzazione al matrimonio. Il caso di Franca Viola, quindi, portò a manifestazioni e prese di posizione da parte delle femministe e della società civile, che premettero affinché venisse abrogato l’articolo 544 del codice penale che concedeva questa scappatoia a violentatori e stupratori. Così, dopo anni di dibattiti, l’articolo venne successivamente abrogato i 5 agosto del 1981, mentre solo 20 anni fa, nel 1996, lo stupro venne definitivamente riconosciuto in Italia come un reato contro la persona e non più contro la morale pubblica, con conseguente aumento della gravità e delle pene previste. Grazie alla sua battaglia, la giovane Franca Viola divenne – e tuttora è – simbolo dell’emancipazione femminile in Italia, la donna che è riuscita a cambiare per sempre la mentalità di un Paese.
Topazia Alliata
Molto affascinante la principessa Topazia Alliata, colta e trasgressiva.
Giovanissima aderisce ad un movimento d’avanguardia ed espone quadri scandalizzando l’aristocrazia palermitana.
La famiglia aveva scelto per lei un conte inglese ma la ribelle gli preferisce uno dei più grandi antropologi del novecento Fosco Maraini, si, é la grande mamma della grande Dacia …
É lei la creatrice del vino ” Colomba platino”.
É morta nel 2015 …a 102 anni
“Non vogliamo solo separarci da qualcuno che non merita il rispetto dei suoi colleghi ma anche inviare un messaggio: l’era della deliberata ignoranza e della vergognosa complicitá in un comportamento sessuale predatorio e di molestie sul lavoro nella nostra industria é finito.”
Questa la motivazione con cui l’Accademia degli Oscar ha espulso Harvey Weinstein. Brava!
Dipinto di Assunta Mollo