Si vive il sogno della libellula che balla
Creazione dell’artista tropeana Laura Cortose
Intervista a un ginecologo nell’anniversario della legge sull’aborto
-In occasione della ricorrenza della legge sull’aborto mi farebbe piacere conoscere la tua opinione sugli obiettori di coscienza.
-Io sono stato un grande sostenitore della legge, fin da quando ci fu il referendum. Non sono stato mai obiettore e so il valore sociale ed umano della legge. Ho fatto in tempo, purtroppo, di vedere donne morte di parto clandestino….immagina
-Grazie… io sono cristiana e capisco che ci possa essere un obiettore sincero, assieme a tanti mistificatori e trafficanti, ma come femmista capisco questa scelta ed anch’io ho sostenuto la legge… volevo capire meglio come conciliare obiezione e diritto all’auto determinazione della Donna col tuo aiuto…
-La scelta dell’aborto è sempre dolorosa, ma il traffico di aborti clandestini criminale. La legge diceva, anche, dei centri di prevenzione mai pienamente attuati. L’autodeterminazione della donna è cosa di Stato, non di classe o di censo com’era prima.
-Grazie… il giuramento di Ippocrate?
-Infatti. Prima il corpo…
Aborto in Cile
“Seghetta il tacco delle scarpe. Indossale ed esci per una passeggiata. Quando arrivi vicino a un idrante, ruota il piede, concentra il peso del tuo corpo sulla scarpa in modo che il tacco si rompa e cadi sull’idrante, colpendolo forte con la pancia”
Lettera a un bambino mai nato
A chi non teme il dubbio
a chi si chiede i perchè
senza stancarsi e a costo
di soffrire di morire
A chi si pone il dilemma
di dare vita o negarla
questo libro è dedicato
da una donna
per tutte le donne
Oriana Fallaci
40 anni di 194
La stanza tua piena di fiorie due coltelli i testimoni di un rito che non ha padroni
un rito l’unico rimedio a libertà negate a volontà spezzate
in mezzo al sangue lei per terra vinceva la sua guerra
senza parlare senza accusare dei suoi tre mesi
di dolore di rancore di timore
ecco l’immagine e tutto a un tratto mi sembra assurdo
le strade son di burro si scivolava si sprofondava che si faceva noi
Dov’è il coraggio di continuare a dar la vita
tra le macerie se la gente non ci sente più
forse daranno un paradiso a donne come lei
che così han deciso e in tutta questa ditruzione
io cerco un’altra direzione ma sono già troppo lontana
quel coso brucia dentro me dentro di me dentro di me
si torce l’anima cos’è successo che cosa resta adesso
che cosa suono io le grida spaesate
le mani morsicate sue…
Maud De Boer Bouquicchio Donna Libera 2017
Premio Donne Libere a Maud Buquicchio De Boer.
Il 26 maggio l’Istituto Superiore di Tropea continua il suo impegno di emancipazione e civiltà.
Siamo veramente felici di conferire il nostro Premio a Lei!
Nella sua ultima missione nella Repubblica Dominicana ha lottato per sradicare il disgustoso mercato infantile del sesso che negli ultimi anni si é intensificato, nell’assoluta indifferenza dei pubblici poteri, anche in relazione alla forte crisi economica.
Il turismo sessuale coinvolge donne, adolescenti di ambo i sessi e bambine e bambini anche molto piccoli. La percentuale di turisti coinvolti, provenienti da Canada, Stati Uniti, Italia, Germania, Francia, Russia ed Ucraina, si aggira intorno al 15%.
Nella sua missione Maud ha insistito sul versante normativo ma anche sul versante culturale di un cambiamento interiore che chiama in causa le agenzie educative. Come sempre il nostro mondo, il mondo della SCUOLA deve scendere massicciamente in campo.
Forza Maud, siamo con te!
Valore Donna
Claudia Parzani é presidente di Valore D, la prima Associazione di grandi imprese che sostiene la leadership femminile.
C’é veramente una differenza di stile tra uomini e donne al comando?
Si, le donne hanno uno stile inclusivo,sono capaci di ascoltare.
Crede che le ragazze, purtroppo, tendano ad accontentarsi e non si pongano grandi traguardi?
Si, é una questione di condizionamenti culturali, nessuno si aspetta che facciano carriera e questo non le stimola.
In questi tempi di mancanza di lavoro come se la cavano le lavoratrici?
Meglio degli uomini, hanno meno ansie, restano mentalmente più libere, sono pronte a rimettersi in gioco.
Mi dispiace/ Ti perdono
Arwa Aboun é libanese ma vive a Montreal.
Tenerissima la sua opera Mi dispiace/ Ti perdono che immortala i suoi genitori innamorati da quasi 50 anni…non si capisce chi si dispiaccia e chi perdoni, lo fanno a vicenda perché quando ci si ama davvero non c’é mai chi sbaglia e chi ha ragione, ci si aiuta, si va oltre l’equivoco del momento, si mette da parte ciò che non va e si gode insieme ogni istante della vita…straordinaria forza dell’Amore!
Ruth Handler la mamma di Barbie
Alla sua presentazione, fu un fiasco: i fornitori, diffidenti, non la degnarono di attenzione. Ma, al tempo stesso, si rivelò un successo per le giovani acquirenti. La prima richiesta, nelle lettere a Babbo Natale del 1960, era la “Barbie doll”. Soltanto nel primo anno, la Mattel riuscì a vendere 350mila bambole Barbie. Anche stavolta, fu il fiuto di Ruth ad avere ragione. «Mi sembrava ovvio: ogni ragazzina voleva una bambola per proiettare l’idea di sé nel futuro». E per questo, «era impossibile che non avesse il seno», aveva detto in una intervista al New York Times nel 1977. E ciò che la Barbie faceva era proprio quello: dava un’idea di futuro alle ragazzine.