Archivio annuale 5th Dicembre 2017

Viva Sandrine!

É lei, Sandrine Rousseau, ex portavoce del partito ecologista francese, lo tsunami che, fondando l’associazione Parler, ha dato vita ad un movimento capace di rivoluzionare la Francia inducendo Macron a diventare femminista.

Corsi di formazione per gli studenti, innalzamento della soglia di prescrizione dei delitti sessuali, arginamento della pornografia, creazione di centri ospedalieri dedicati alle vittime di violenza.

A Sandrine, che denunciò le molestie del potente Denise Baupin,  rimane un cruccio: non essere ancora riuscita a coinvolgere le grandi imprese.

Auguri Sandrine, ce la farai!

Antigone ad Ismene

Io non ti prego; né se ancor tu l’opera

partecipar volessi, io di buon grado

t’accetterei: sii tu quale esser brami.

Sepolcro io gli darò; bella, se l’opera

avrò compiuta, mi parrà la morte.

E cara giacerò presso a lui caro,

d’un pio misfatto rea: poiché piacere

piú lungo tempo a quelli di laggiú

debbo, che a quelli che qui sono. Là

giacer debbo in eterno. E tu, se credi,

disprezza pure ciò che i Numi pregiano.

Minerva Maria Patrizia

Il 25 novembre 1960 le sorelle Minerva, Maria e Patria Mirabal, ferventi oppositrici del regime dominicano, venivano assassinate dalla polizia segreta per volere del dittatore Rafael Trujillo. È in loro memoria che nel 1999 l’ONU ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

India ed emancipazione femminile

FIRENZE – Viaggio in India Sessualità, integrazione, emancipazione delle donne sono i temi di River to River, il festival dedicato al cinema indiano. Che presenta, tra gli altri, Newton di Amit Masurkar sulla corruzione dilagante nel Paese e Earth, girato nel 1998 da Deepa Mehta, ambientato nel 1947, anno dell’indipendenza dell’India.

Info: Firenze, Cinema La compagnia e altre sedi, dal 7 al 12 dicembre.

rivertoriver.it

Bonnie Chiu contro l’emarginazione delle donne

MILANO – 17 volti per un futuro sostenibileUn futuro sostenibile, attento all’ambiente, capace di tendere una mano. Il Calendario Lavazza 2018, firmato dal fotografo Platon, pone una domanda: 2030. WhatAre YouDoing? Rispondono 17 personaggi che su diversi fronti si impegnano per un domani migliore: uno per ciascuno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sottoscritti dalle Nazioni Unite nel 2015 (sopra, Bonnie Chiu, in prima fila contro l’emarginazione delle donne). Gli scatti saranno presto in mostra a Milano in piazza San Fedele (lavazza.it).

Il cuore dei bimbi nelle sue mani

Si chiama Win Win Kyaw ed é l’unica cardiochirurga pediatrica dell’ex Birmania. La sua scommessa é rendere lo Yankin Children Hospital di Yangon l’eccellenza dello Stato.

Le cardiochirurghe sono rare in tutto il mondo perché é difficile conciliare questa professione con le incombenze familiari tradizionalmente demandate al genere femminile.

” Io ci sono riuscita” dice Win Win” perché sono stata  sostenuta da mio marito e dalla mia famiglia d’origine che, praticamente, hanno cresciuto i miei due figli. Spesso mi sono sentita in colpa ma loro non mi hanno mai rimproverato.”

” Com’é la condizione della donna in Myanmar?”

” Non ci sono discriminazioni, se nasce una bambina i genitori sono felici, le ragazze hanno risultati migliori a scuola, alla facoltà di medicina rappresentano il 60% degli iscritti e non più del 20% rinuncia alla carriera per dedicarsi esclusivamente alla famiglia.”

” Cosa ne pensa della scelta della consigliera di Stato e premio Nobel Aung San Suu Kyi di non prendere posizione sulla tragedia dei Rohingya?”

” Lei si occupa di educazione, del sistema sanitario, non di sicurezza, per noi è un modello,faccio un esempio: prima le giovani desideravano vestire all’occidentale  adesso indossano il longyi tradizionale, proprio come lei.”

Eva Immediato e le sue bambole

Se le bambole potessero parlare raconta una storia ambientata non in un’architettura definita dall’inizio, piuttosto in un percorso obbligato e fatale che non dà scampo a una prostituta di nome Eva, e che ha esito nella costruzione in scena di un patibolo-golgota a opera del protettore-aguzzino della donna. Nell’irreparabile sacrificio finale, con deposizione dei protagonisti in un cassonetto per la spazzatura in funzione di sepolcro, i confini tra vittima (la prostituta) e carnefice (il protettore) tendono ad annullarsi: l’oppresso, abbrutito dalle violenze, tradisce pulsioni autolesionistiche e una potenziale ferocia; l’oppressore finisce invece per mostrare pieghe di fragilità e l’orrore della solitudine, che lo spinge, rimasto privo del bersaglio dei supplizi, a cercare un destino analogo a quello di chi ha subito il martirio.

La storia di Eva è ellittica, incentrandosi esclusivamente sulla giovinezza ricca di voglie e aspettative, e sulla morte cruenta, quasi inesorabile conseguenza del forte sentire. Tra questi due atti, il primo fondato soprattutto sulla parola, il secondo sull’azione, cade un intermezzo in forma di monologo in cui la prostituta-messia si carica del destino di tutte le donne (e in generale dell’umanità fragile e dolente).

Ha ancora senso parlare di femminismo?

Certo che ce l’ha. Forse qualche ragazza considererà il termine un insulto ma deve ringraziare le nostre battaglie di 40 anni fa se oggi é libera!

A dirlo é Dacia Maraini.

Quando Dio creò l’amore

“Quando Dio creò l’amore non ci ha aiutato molto…

…Quando creò te distesa a letto

sapeva cosa stava facendo

era ubriaco e su di giri

e creò le montagne e il mare e il fuoco

allo stesso tempo

Ha fatto qualche errore

ma quando creò te distesa a letto

fece tutto il Suo Sacro Universo”

No, delitto d’onore no

PASQUALINO LO TORTO, UN GIUDICE CORAGGIOSO

“Il giudice onesto, coraggioso e libero, se è impreparato – e può capitare – sbaglierà più di chi, oltre ad essere onesto, coraggioso e libero, è anche tecnicamente preparato. Giudice coraggioso. Voglio proprio ricordare qui un magistrato calabrese: il collega Pasquale Lo Torto, Sostituto Procuratore della Repubblica a Palermo.

In Corte di Assise si dibatteva di un omicidio commesso da una giovane donna contro il proprio seduttore. L’imputata, la folla, i giudici popolari, si aspettavano dal Pubblico Ministero una vibrante requisitoria contro l’ammazzato ed un madrigale per l’eroina dell’onore rivendicato.

Ma non è stato così. Lo Torto si scagliò contro la folla e i suoi forsennati feticci che avevano armato la mano dell’imputata mostrando una tenace vocazione all’impopolarità.

Il discorso di quel Pubblico Ministero, quindi, non è stato una anemica omelia dentro l’orto chiuso della legge, ma un atto di coraggio, di cultura e di stimolo per rivedere certi tabù.

Non basta – scrisse Piovene – fare al sud strade, case ed industrie per poi lasciarvi stagnare vetusti ed oscuri riti tribali, fenomeni di mafia e di camorra ed ogni altro codice di clan e di boscaglia.”

Antonio Scopelliti

Da ‘Parole efficaci – Scritti e interventi pubblici di Antonio Scopelliti’ a cura di Maria Pascuzzi, Rubbettino 2002 (pag. 119).

http://www.tropeamagazine.it/lotorto