Archivio annuale 2nd Ottobre 2019

Ursula, la capitana d’Europa

Ursula von der Leyen é arrivata dove nessuna donna prima aveva mai messo piede.

É Lei la Presidente della Commissione Europea, bellezza nordica un pó démodé dallo sguardo fulminante.

Respira politica in famiglia, a 28 anni si sposa e mette al mondo sette figli, é per molti versi progressista, sicuramente una donna forte, tenace e determinata.

Tropea a Ottobre é rosa

Lo Scoglio dell’ Isola si illumina di rosa perché Tropea aderisce alla campagna di prevenzione del tumore alla mammella.

E tu, Donna, ricorda che al primo posto si colloca uno stile di vita sano!

Le regole di salute sono semplici, seguile anche tu: smetti di fumare, se vuoi bere alcolici fallo con moderazione senza mai superare un bicchiere al giorno, non nutrirti di grassi e zuccheri, scegli per la tua dieta frutta, verdura, cereali integrali, fai sport tutti i giorni, non ingrassare e stai attenta alla pancetta che rappresenta il grasso più pericoloso. Esegui regolari controlli senologici e, soprattutto, fai di tutto per ridurre e, possibilmente, eliminare fattori di stress.

Grazie

Voglio ringraziare

per la notte e la pioggia

che ci restituisce la memoria della madre.

Grazie per il vento

che ci fa stranieri di noi stessi

e per la pietra

che aspira a sognare l’eternità.

Voglio ringraziare per i bambini

che non conoscono né la colpa né la morte,

e per la musica,

anima trascesa in epifania.

Grazie per la luce che ci dona il mare

e per l’aria frizzante e salubre.

Grazie per la bellezza che ci colma e ci intimidisce

e per l’alba

che ci offre l’illusione della prima volta.

Grazie

per la gioventù e per i sensi

per l’alloro e per il grano.

Grazie

per il prato, più tenace del tempo,

e per l’arte,

che ci trascende e sopravvive.

Voglio ringraziare

per i giorni che dividi con me,

per la carezza e per il bacio.

Grazie per il mare, assoluto e potente.

Grazie per il silenzio e per la poesia.

(Xulio López Valcárcel)

Sono una ragazza di 28 anni

Senatrice Lina Merlin Senato della Repubblica

Lettere a Lina

Senatrice Lina Merlin Senato della Repubblica

Amalia Bruni e le sue conquiste nella cura dell’ Alzheimer

Amalia Cecilia Bruni è una scienziata e neurologa di fama mondiale, grazie alle sue scoperte sull’Alzheimer; attualmente è direttrice del centro regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme. Ma facciamo un passo indietro, per capire chi sia davvero questa straordinaria donna e cosa ha fatto per il bene dell’umanità.
Nasce a Girifalco (provincia di Catanzaro) nel 1955, da bambina erano altri i suoi sogni: fino a 10 anni voleva diventare una commessa; a 14 si è innamorata perdutamente del cervello, dopo aver letto un trattato di psicoanalisi. Poi scelse la facoltà di medicina, laureandosi nel 1979 e  specializzandosi all’Università di Napoli. La famiglia avrebbe voluto vederla sistemata a fare endoscopie all’istituto Pascale, diretto allora da un cugino materno, ma Amalia scelse la strada più difficile, quella della ricerca. Rientrò in Calabria, dove iniziò la sua attività professionale presso il Reparto di Neurologia del “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro. Cominciò uno studio sulle forme ereditarie di Alzheimer, che la condussero all’individuazione della presenilina, il gene più diffuso della malattia. Il riconoscimento significativo di tale traguardo è rappresentato dall’istituzione nel 1996, a Lamezia Terme, del Centro Regionale di Neurogenetica. Il centro si occupa di malattie neurodegenerative, in particolare di demenze, con iniziative di natura sociale, come gli “Alzheimer Caffè”, spazi protetti in cui le persone affette da demenza e i loro familiari possono interagire a livello interpersonale: i primi mantenendo attive le funzionalità sociali; i secondi parlando dei propri problemi e delle strategie trovate per risolverli, in un’atmosfera accogliente, centrata sull’ascolto e sulla cordialità. Sono presenti operatori esperti che illustrano le attività, psicologi che si occupano della stimolazione cognitiva, gestendo i gruppi di sostegno per i familiari e tanti volontari. Primaria rimane la ricerca, la dottoressa spiega di essere particolarmente interessata al DNA della popolazione calabrese, che è particolare e variegato. Un esempio recente: c’è un gene coinvolto nell’Alzheimer di tipo genetico, l’App (proteina precursore della beta amiloide), di cui solo lei con il suo team si sta occupando, ed è originario proprio dalla Calabria. Nel 2000, un team di ricercatori internazionali, coordinato dalla Bruni, scopre la “Nicastrina”, la proteina delle membrane delle cellule nervose, che taglia la beta amiloide, che a sua volta è una delle sostanze che si accumulano nei cervelli degli ammalati di Alzheimer. Fino a pochi mesi fa erano convinti che fosse proprio la beta a provocare la malattia, ora la considerano associata ad essa, perché è presente anche nei cervelli di chi è sano. La proteina è stata chiamata, in questo modo, in omaggio al nome della famiglia calabrese di Nicastro in cui è stato trovato il gene codificante. Sempre lei arrivò a scoprire che il primo caso di Alzheimer è avvenuto nel 1904 in una paziente di 38 anni ricoverata nell’ex manicomio di Girifalco, rovesciando quanto supposto fino ad allora, ovvero che la malattia fosse nata in Germania. Consultando le cartelle cliniche, ormai ingiallite del manicomio, la dottoressa associò i sintomi dei pazienti con quelli tipici della malattia. Non solo, ma analizzando l’albero genealogico dei malati, ha capito che può anche essere ereditaria, come nel caso di Teresa, una casalinga calabrese di 44 anni, che aveva atteggiamenti strani, per esempio, dimenticava la strada di casa, oppure la pasta sul fuoco. La neurologa diagnosticò l’Alzheimer ereditario, ad esordio precoce. La donna aveva, infatti, tra i suoi antenati il trasmettitore originario della malattia.
Purtroppo, come spesso accade, a causa della superficialità umana, il Centro di Neurogenetica rischia la chiusura, perché mancano i fondi. La dottoressa Bruni ha lanciato l’allarme spiegando che il laboratorio è completamente chiuso, il centro ha quasi smesso di fare ricerca. “Siamo in una situazione di estrema difficoltà, il decreto Calabria ha dato il colpo di grazia a tutte le strutture”.
Amalia Bruni ha collezionato, nella sua lunga carriera, diverse specializzazioni, oltre che numerosi riconoscimenti per la sua attività di ricerca. Nel 2008, la nostra città le ha conferito il premio “Gelsomino d’oro, un riconoscimento dato a personalità che hanno contributo o contribuiscono alla rinascita economica, culturale o morale della Calabria. Ha raggiunto importanti traguardi, ha collaborato con numerosi ricercatori e scienziati, tra cui Rita Levi-Montalcini, ed è merito suo se i malati calabresi hanno un punto di riferimento vicino. La dottoressa ha trovato la strada giusta verso la cura definita di questa malattia e siamo certi che riuscirà a sconfiggerla definitivamente.

Di Rosalba Topini

Agitu Idea Gudeta

Ha 40 anni e racconta la valle dei Mocheni, in Trentino, dove alleva le sue capre con gioia.

La sua é una storia di forza e fatica, costretta a fuggire dalla sua terra, l’ Etiopia, nel 2010, per aver denunciato le pratiche di esproprio delle terre e di ipersfruttamento delle risorse idriche a vantaggio delle monocolture da esportazione, Agitu si rifugia in Italia sperando di realizzare il sogno di vivere in armonia con la natura.

” In Etiopia avevo lavorato con i pastori nomadi ed ho pensato di valorizzare una razza di capra autoctona, la Mochena, e nel contempo un territorio che stava per essere divorato dal bosco. Ho iniziato con 15 capi, oggi la mia azienda ne ha 180 e ha recuperato diversi ettari di terreno portandolo a pascolo incontaminato

Il mondo nel piatto

Lo chef Viviana Varese, 45 anni, é diventata famosa per il suo staff che all’ inizio era interamente al femminile e negli ultimi anni si é arricchito di rifugiati e talenti di ogni provenienza.

Il suo ristorante si chiama Viva dalle iniziali del suo nome e raccoglie pietanze da tutto il mondo che lei contamina con la cucina tipica della sua Salerno.

Viviana é un imprenditrice super impegnata:” …come qualsiasi donna in carriera. Dormo otto ore per notte, perché il riposo é fondamentale, e ho 50 collaboratori meravigliosi, facciamo squadra: é questo il mio segreto.”

In Viva c’è solo pescato di stagione, la frutta e la verdura arrivano da un orto biologico e la plastica é stata drasticamente ridotta.

Alice Pasquini

Si chiama Alice Pasquini e dipinge le donne sui muri, le dipinge così come sono e con la sua arte da strada é finita sulla Treccani, l’ enciclopedia più blasonata

Mi piace!

“ Molte Street Artist usano pseudonimi io non ho rinunciato al mio nome(…) sui manifesti o sui grandi schermi la donna é proposta solo in due modi: come madre o come oggetto del desiderio maschile. Io, invece, con i miei graffiti ho portato sui muri le donne normali, né stereotipi né donna-oggetto. E le ho dipinge in luoghi marginali, spesso degradati, periferici, con l’intento di portare la bellezza laddove non c’era”

Annette Kellerman

Nel 1905 nuotò da Putney a Blackwall per 27 chilometri.

Indossava un costume intero disegnato da lei stessa che suscitò tantissime critiche.

Fu arrestata negli USA per le sue battaglie femministe.