Archivio degli autori

Angela

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo Distillando Essenze di Umanitá

SosKORAI&CAFFO

Prima di morire mi chiese di leggere le sue poesie e mi confessò degli abusi sessuali che aveva subito dal padre e di cui, lo giuro, ero assolutamente all’oscuro.

A cura di Luigia Barone

Beatrice Lento

Le Raccoglitrici

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

sosKORAI&CAFFO Distillando Essenze di Umanità

…La mia personalità è stata tutta formata e connotata dal sentore della salsedine, dalla brezza che penetra la pelle poro per poro e ti resta anche se sali in montagna o abiti in città.

Da quelle donne calabresi fiere e riservate, con i volti come le sculture delle polene, dagli sguardi segreti per le storie private e per i giuramenti eterni, la dote grave ma solenne che spero di passare alle mie nipoti.

Luigia Lupidi Panarello

Beatrice Lento

Distillando Essenze Di Umanità

Distillando Essenze Di Umanità

sosKORAI& CAFFO

L’8 Marzo celebreremo così la Giornata Internazionale della Donna: vieni anche tu e prendi AGÁPE, il nostro primo Quaderno dell’8 Marzo, che raccoglie storie di Donne legate alla Calabria, scritte e illustrate da noi Soci di sos KORAI. Grazie al Presidente Pippo Caffo, partner del Quaderno e alla Madrina Delfina Barbieri

Campagna di sensibilizzazione per la Parità di Genere

Beatrice Lento

Ada Lovelace

Augusta Ada Byron, meglio nota come Ada Lovelace[1]
(Londra, 10 dicembre 1815 – Londra, 27 novembre 1852), è stata una matematica inglese, nota soprattutto per il suo lavoro alla macchina analitica ideata da Charles Babbage. Tra i suoi appunti sulla macchina di Babbage si rintraccia anche un algoritmo per generare i numeri di Bernoulli, considerato come il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato da una macchina, tanto che Ada Lovelace è spesso ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo.[2]
Ada fu la sola figlia legittima del poeta Lord Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke. Non conobbe il padre, che lasciò la famiglia quando lei non aveva ancora un anno di vita. Fin da giovane s’interessò alle scienze matematiche, e in particolare al lavoro di Babbage sulla macchina analitica. Anche se la macchina di Babbage non fu mai costruita, gli studi della Lovelace sono importanti per la storia del computer. Ada Lovelace aveva previsto anche la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità.[3][4]
Il linguaggio di programmazione Ada, il cui sviluppo è stato finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è così chiamato in suo onore.

Beatrice Lento

Rupi Kaur

Una delle riflessioni che accompagna Rupi nei suoi lavori − e che è un po’ il fil rouge del suo pensiero − è il rapporto tra donna e donna. Come individui o come comunità, la risposta che trova è sempre nel «power to uplift»: uplift in inglese significa sollevare sia fisicamente sia moralmente, è confortare ma anche motivare. E questo, per Rupi Kaur, è sempre stato il grande pregio che hanno le donne, − solo che non lo sanno. O meglio: non sanno di poter portare questa capacità fuori dai confini dell’amicizia o della famiglia e di poterla far diventare una pratica globale, un’esercitazione spirituale e pratica per un miglioramento collettivo. Proprio come il latte e il miele sono ricostituenti, l’empowerment reciproco permette di «flourish and nourish» (letteralmente “fiorire/prosperare” e “nutrire/rafforzare”)
 È un fenomeno (per fortuna) mondiale: destinate dalla società al mutismo perenne, le donne si rendono conto che la loro libertà può passare anche dalla parola. La Kaur ha raccontato al Guardian che «per le donne del sud dell’Asia tu dovresti essere quieta e senza opinioni». Quando ha cominciato a parlare pubblicamente di argomenti come lo stupro, le mestruazioni o la violenza domestica, i suoi genitori hanno espresso preoccupazione per cosa avrebbe potuto pensare una futura suocera: «E io rispondevo, allora perché mi avete insegnato a parlare ad alta voce?».

Beatrice Lento

Bambina mia

Bambina mia,Per te avrei dato tutti i giardini

del mio regno, se fossi stata regina,

fino all’ultima rosa, fino all’ultima piuma.

Tutto il regno per te.

E invece ti lascio baracche e spine,

polveri pesanti su tutto lo scenario

battiti molto forti

palpebre cucite tutto intorno.

Ira nelle periferie della specie.

E al centro,

ira.

Ma tu non credere a chi dipinge l’umano

come una bestia zoppa e questo mondo

come una palla alla fine.

Non credere a chi tinge tutto di buio pesto e

di sangue. Lo fa perchè è facile farlo.

Noi siamo solo confusi,credi.

Ma sentiamo. Sentiamo ancora.

Sentiamo ancora. Siamo ancora capaci

di amare qualcosa.

Ancora proviamo pietà.

Tocca a te,ora,

a te tocca la lavatura di queste croste

delle cortecce vive.

C’è splendore

in ogni cosa. Io l’ho visto.

Io ora lo vedo di piu’.

C’è splendore. Non avere paura.

Ciao faccia bella,

gioia piu’ grande.

L’amore è il tuo destino.

Sempre. Nient’altro.

Nient’altro. Nient’altro.

Mariangela Gualtieri

Beatrice Lento

Ancora insieme

Oggi Direttivo sos KORAI!

Beatrice Lento

Lilith

Secondo una leggenda la prima donna fu  Lilith  che il primo uomo non gradì per il suo spirito ribelle.

Quella straordinaria e trasgressiva creatura si rifiutò di sottomettersi ad Adamo e lui la scacciò.

Lilith, per una perfida maledizione, fu trasformata in un essere notturno dalle caratteristiche demoniache.

Al suo posto  subentrò Eva che, apparentemente sottomessa, convinse il suo compagno a cogliere la fatale mela che costò quel che costò.

Ergo: un uomo sicuro e forte preferisce una donna determinata e volitiva mentre é sostanzialmente debole colui che sceglie di avere accanto una compagna abulica, remissiva, noiosa e…perniciosa

Beatrice Lento

Un tempo che sta finendo

Ce lo insegna Lei: Rita Levi Montalcini!

Se noi donne non siamo arrivate ai vertici non c’entra niente il nostro cervello, che é perfettamente uguale a quello degli uomini. La responsabilitá, o per meglio dire la colpa, é tutta dell’ambiente maschilista che ci ha oppresso.

Gli uomini sempre fuori a cacciare, guerreggiare, conquistare, viaggiare, scalare e noi sempre dentro a fare figli, curare i malati, seppellire i morti.  

Un tempo che sta finendo!

Beatrice Lento

Sophie Niaudet

É lei la prima ad essere sepolta nel Pantheon a Parigi. Il suo merito? Aver sposato Marcellin Berthelot, scienziato e politico dell’Ottocento.

Marcellin era innamoratissimo  della moglie al punto da dichiarare che non avrebbe voluto sopravviverle neanche per un minuto. La sorte lo accontentò ed un attacco cardiaco lo ricongiunse alla sua Marcellin defunta mezz’ora prima. 

Il governo stabilì di seppellirlo nel Pantheon ma non osò separalo dalla sua amatissima. 

Marie Curie, ovviamente, ebbe lo stesso onore ma meritatissimo. Per paura delle radiazioni la sua bara fu avvolta in uno scafandro di piombo.

Beatrice Lento