Archivio degli autori

Vanessa

Di cognome Beecroft, é la più trasgressiva delle artiste contemporanee.

Come nascono le sue sculture?

I miei sono calchi dal vivo. Frammenti di parti del corpo sensuali o tragici: un seno, un ventre, una bocca, una mandibola, un ginocchio.

Ho esposto anche due sculture giganti: sembrano rifarsi a un’iconografia antica, ma sono decostruite.

Beatrice Lento

Gerda: la ragazza con la Leica

É la prima grande fotografa di guerra, per molto tempo é stata solo l’altra metà di Robert Capa, il reporter della Guerra Civil e dello sbarco in Sicilia anche se Lei era una vera Star. 

Il suo vero nome era Gerta Pohorylle, nata a Stoccarda da una famiglia di ebrei polacchi l’1 agosto 1910, la sua vita finisce nell’estate del 1937 in Spagna, al ritorno dal fronte di Brunete. 

Era aggrappata al predellino della vettura del generale polacco Walter Swierckinsky quando una scarica di mitraglia fa rovesciare il mezzo e Gerda finisce sotto i cingoli d’un carroarmato.

Beatrice Lento

Il talento di Maddalena 

Invisibile come tante grandi donne lasciate nell’ombra da una storia misogina, Maddalena Corvina é una  grande pittrice e miniatrice romana.

Nacque nel 1607 in una famiglia colta e raffinata, il suo valore é confermato dalle sue opere tra cui  il suo apparato iconografico per il trattato De Florum cultura del gesuita senese Giovanni Battista Ferrari  e la bella miniatura su pergamena raffigurante un Giovane Gentiluomo.

Riassunto liberamente da Bellezza Sconosciuta di Vittorio Sgarbi

Beatrice Lento

La strega più celebre

Madre Shipton, soprannome di Ursula Southeil, è forse la strega più celebre: era una profetessa e una sibilla inglese vissuta tra il 1488 e il 1561. Ha scritto numerose profezie in versi che sono state ritenute esatte per vari avvenimenti storici, come la Peste di Londra del 1665, il grande incendio di Londra del 1666 e l’esecuzione di Maria Stuarda del 1587.

Beatrice Lento

Sofonisba Anguissola

La cremonese Sofonisba, nata dalla nobile famiglia piacentina degli Anguissola, fu una delle prime esponenti femminili della pittura europea. Anche se la sua celebrità non fu pari a quella di altre pittrici salite in seguito alla ribalta dell’arte come Artemisia Gentileschi, Rosalba Carriera o Angelika Kauffman, Sofonisba rappresentò la pittura italiana rinascimentale al femminile.

Beatrice Lento

Amore no

Nome non ha,

amore non voglio chiamarlo

questo che provo per te,

non voglio tu irrida al cuor mio

com’altri a’ miei canti,

ma, guarda,

se amore non è

pur vero è

che di tutto quanto al mondo vive

nulla m’importa come di te,

de’ tuoi occhi

donde sì rado mi sorridi,

della tua sorte che non m’affidi,

del bene che mi vuoi e non dici,

oh poco e povero, sia,

ma nulla al mondo più caro m’è,

e anch’esso,

e anch’esso quel tuo bene

nome non ha…

Sibilla Aleramo

Beatrice Lento

Licenziata per malattia

Molte donne perdono il posto di lavoro o vengono declassate o sono costrette a dare le dimissioni  a causa del cancro al seno. 

A denunciarlo é Paola Pignocchi che dopo la disavventura occorsale, potremmo parlare del danno unito alla beffa, ha deciso di scendere in campo per farsi paladina dei diritti  delle donne che vanno incontro alla malattia.

” Sono in tante a tacere per paura di perdere il posto o di essere demansionate, eppure la legge dice che le aziende devono ricollocarti in un ruolo compatibile con il male che devi affrontare.”

Beatrice Lento

Italiane!

Lascerete voi che i padri e gli sposi, che vi ebbero apostole e martiri della loro libertà, rinneghino la vostra? Permetterete voi che i figli, da voi educati alla dottrina della libertà, vi tengano in catene? Sarete voi simili al fellah che muore di fame, coltivando il grano che arricchisce il gran signore? Mai no! O la libertá é nome vano, e vano miraggio dell’intelletto umano, o dev’essere beneficio concreto ed attuale per tutti.

Anna Maria Mozzoni

Beatrice Lento

Due coltelli i testimoni

Testo Morta Per Autoprocurato Aborto
La stanza tua piena di fiori 
e due coltelli i testimoni di un rito che non ha padroni 

un rito l’unico rimedio a libertà negate a volontà spezzate 

in mezzo al sangue lei per terra vinceva la sua guerra 

senza parlare senza accusare dei suoi tre mesi 

di dolore di rancore di timore 

ecco l’immagine e tutto a un tratto mi sembra assurdo 

le strade son di burro si scivolava si sprofondava che si faceva noi 

Dov’è il coraggio di continuare a dar la vita 

tra le macerie se la gente non ci sente più 

forse daranno un paradiso a donne come lei 

che così han deciso e in tutta questa distruzione 

io cerco un’altra direzione ma sono già troppo lontana 

quel coso brucia dentro me dentro di me dentro di me 

si torce l’anima cos’è successo che cosa resta adesso 

che cosa suono io le grida spaesate

le mani morsicate sue…….

Gianna Nannini

Beatrice Lento

Incantesimi

Magia femminile

Colori traccia d’ogni sogno

Luci di vita

Incantesimi proibiti

Beatrice Lento