Tahirih
Fu strozzarla col suo stesso velo nel 1852 per la sua smania di istruirsi e di studiare
La prima martire iraniana del movimento femminista
TAHIRIH
Emmeline Pankhurst
Nata a Manchester in una famiglia inglese fortemente sensibile ai temi dell’emancipazione, Emmeline Pankhurst già a cinque anni raccoglieva fondi per gli schiavi appena liberati e si addormentava con i racconti tratti da La capanna dello zio Tom. A quindici anni Emmeline si trasferì a Parigi, dove studiò “in una delle pionieristiche istituzioni europee per l’educazione superiore delle ragazze”. Si sposò con un avvocato che sempre la sostenne nella lotta per il diritto di voto alle donne: “Il dottor Pankhurst non desiderava che mi trasformassi in una macchina domestica. Era fermamente convinto che la società tanto quanto la famiglia avesse bisogno dei servigi delle donne. Così, mentre i miei bambini erano ancora nelle loro culle, io prestavo servizio nel comitato esecutivo della Women’s Suffrage Society”…
Emmeline Pankhurst era sì un’abile politica, ma fu soprattutto un’accesa militante, che portò la lotta per il diritto di voto dai salotti alle piazze. Fondò nel 1902 la Women’s Social and Political Union, un’associazione aperta alle sole donne e con obbiettivi dichiaratamente politici: ottenere la legge per il diritto di vote alle donne che il governo aveva più e più volte rimandato.
Vittoria
#Distillandoessenzediumanitá sosKORAI&CAFFO
GRETA Quaderno dell’8 Marzo #2
…Questo tizio, che non conoscevo, se non per sentito dire e che già in passato aveva rapito altre persone, e nessuna era riuscita a dirgli di no, é stato capace di prenderla tutta la mia Maria. L’ ho odiato, perché lei, dal momento in cui l’ha conosciuto, ha quasi subito dimenticato chi fosse e chi io fossi….totalmente sconvolta da costui, niente riusciva a farle cambiare idea e io urlavo e mi disperavo cercando di farle comprendere che non era Il suo tipo. Niente da fare, Maria era sua… battaglia persa. Anni in cui
dici:“ Ma come? Mi guardi, mi tocchi, senti e ascolti la mia voce ma non mi ami più? Non mi riconosci più? Guardami, sono Vittoria, sono tua figlia. Perché mi stai facendo questo, perché hai deciso di non seguirmi più? Perché hai deciso di non amarmi piú? Perché tanti altri hanno la mamma e io, invece, ho quasi dimenticato il tuo sapore, il tuo sentire, le tue tenerrezze? Rispondimi Maria! Rispondimi mamma!” Ricordo ancora quando mi insegnavi a cantare, quando mi tenevi le mani per guidarmi a muovere i primi passi, col cuore, verso la vita. Sei sempre stata una donna docile, tenera, remissiva, educata e disponibile…
Vittoria Laria
Giulia
#Distillandoessenzediumanitá
sosKORAI&CAFFO GRETA Quaderno dell’8 Marzo #2
Sono Giulia, bionda, giovane e cittadina in un lontano 1953, scesi i predellini del treno, percorsi, con i miei tacchi a spillo, i primi passi su una strada sterrata in un paesino sul mare e fusi l’azzurro dei miei occhi con il turchese del Tirreno in un incantesimo indissolubile. Ancora oggi ricordo il profumo delle zagare che mi investì stregandomi e la gaia lucentezza del paese che mi accolse ridente, Parghelia, slacciai le scarpe ed entrai a piedi nudi in quella nuova terra quasi a volerla sentire con l’istinto libero che mi contraddistingueva. E tutto ciò che ad occhio profano poteva apparire retrogrado e inevoluto a me apparve perfetto, le strade assolate e deserte, i colori brillanti, le tende ai balconi, svolazzanti nella brezza estiva che lieve ristorava dal caldo torrido, il silenzio e gli sguardi degli uomini arroccati nei bar a rimarcare il dominio del maschio in confini negati al sesso opposto, io ignara e sorridente sconvolsi tutti invadendo, con passo sicuro, quegli spazi e sorbendo un caffè.
Ivana Mamone
Viviana e Percorsi Dorati
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Celebriamo insieme l’8 Marzo Giornata Internazionale della Donna,vieni anche tu, vogliamo donarti GRETA
La Socia Viviana Mazzocca presenterá le illustrazioni del nostro secondo Quaderno dell’ 8 Marzo “GRETA” esposte nella Mostra
PERCORSI DORATI
Grazie a tutti quelli che con i loro dipinti hanno colorato le intense emozioni…di cui solo le DONNE sono capaci
Grazie al Presidente Pippo Caffo e alla Madrina Delfina Barbieri
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“GRETA” SECONDO QUADERNO DELL’ 8 MARZO
Un immenso grazie al nostro Sponsor e Partner Pippo Caffo e a Delfina Barbieri splendida Madrina di “GRETA”
GRETA é un viaggio nell’animo della donna. Un pellegrinaggio nei luoghi in cui la sua identità si definisce.
Una ricerca che approda a una meta ambita da epoche remote dopo un percorso tormentato.
Ventuno storie di donne narrate in prima persona che parlano di speranze, coraggio, forza, sofferenza, intraprendenza, delusione, passione, sfida dei pregiudizi e delle discriminazioni.
Nel Quaderno la differenza donna che diventa ricchezza, le peculiarità femminili al servizio dell’ Umanità, la speranza di un futuro migliore.
Un Quaderno dell’8 Marzo perché parlare di Paritá é ancora necessario.
Viviana
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GRETA Quaderno dell’8 Marzo #2
(…)Ed è già una cosa meravigliosa. Dopo 2 caffè assunti in un’unica soluzione e tre biscotti offerti al tuo cucciolone di 30 chili ti rendi conto che ci sono circa 30 minuti per organizzare la giornata di tua figlia. Devi organizzare anche la giornata di tuo marito, ma fingi da oltre 15 anni di non farlo. Lo fai per amore e anche un pò per megalomania, tanto anche se non lo dici lo sapete entrambi. Zaino, colazione, vestiti puliti, lava il viso, i denti e tutto quello che va lavato, la merenda, i libri del corso pomeridiano d’inglese, chi la prende e chi la porta, corri che perdi il pulmino, il grembiule, giacca sciarpa e…ok. Puoi fumare una sigaretta…forse. Ma un terzo caffè probabilmente serve perché hai già perso le forze e sei in piedi da soli 45 minuti. Una doccia è quello che serve: ma anche questo è un momento speciale della tua giornata. Inizia la guerra del bagno. Entrambi pronti per le 9 ed entrambi desiderosi di occupare quel metro quadrato scarso di piastrelle e porte in vetro che schizza acqua bollente. Prima io o prima tu?Contemporaneamente forse è la soluzione migliore, con tutti i rischi che la situazione com- porta: infili calzini che non sono tuoi e non sai più chi dei due deve sistemarsi la barba. Alla fine esci indenne e vincente dalla battaglia. Hai messo il deodorante sbagliato e tuo marito ha indossato un gambaletto color carne, ma sei pulita e quasi pronta per affrontare con grinta una giornata. (…)
Viviana Mazzocca
Rosetta
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GRETA Quaderno dell’8 Marzo
(…)Le indagini su di me sono piuttosto difficili per mancanza di dati attendibili. Comunque, cercherò di dare qualche notizia certa. Sono originaria di San Gregorio d’Ippona e sono arrivata a Brattirò tanto tempo fa, seguendo un possidente del posto, che era solito trascorrere le vacanze estive nelle sue proprietà, situate nella nostra zona. Io, Rosetta, curavo il casolare e mi dedicavo alle faccende domestiche, vivendo in modo dignitoso di quel poco che ricevevo. Frattanto, sono riuscita a creare dei contatti con gli abitanti del paese, incuriositi e spesso divertiti dal mio modo di fare, spontaneo e piuttosto sempliciotto, per non dire rozzo. In seguito alla morte del mio amico benefattore, sono stata allontanata dal luogo dove alloggiavo. Quindi, rimasta completamente da sola, per giunta senza dimora, ho iniziato a vivere da randagia, vagabondando per le campagne in cerca di vestiti, cibo e un qualsiasi letto dove poter dormire. Mi sono adattata a tutto quello che mi si presentava davanti, mangiando qualunque cosa fosse commestibile e dormendo su qual- siasi giaciglio, anche con animali. (…)
Elisabetta Rombolá
Maria
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GRETA Quaderno dell’8 Marzo #2
(…) La cosa che mi entrò dentro immediatamente fu proprio la puzza di quei luoghi di sofferenza, un odore acre e pungente che nei giorni dopo imparai ad amare e non è mai più andato via da me e che, oggi che sono a casa, a volte mi manca. Vidi casi nuovi, mai affrontati in Italia, poiché in Africa, per l’assenza di cure adeguate e diagnosi tempestive, il medico può osservare l’evoluzione naturale delle malattie, Sostanzialmente, vidi ogni giorno l’evoluzione dell’infezione di HIV nel conclamato AIDS, con quadri gravissimi. Ogni giorno, non ritrovai che la metà dei pazienti visti il giorno prima, qualcuno era morto nella notte, qualcun altro qualche ora dopo il mio rientro a casa. I casi di tetano, malattia si può dire scomparsa in Italia grazie alla vaccinazione, erano diversi. Ricordo il primo che vidi. Un giovane ragazzo di 30 anni che era stato messo dietro una tenda costruita con sacchi neri della spazzatura per essere protetto dalla luce che scatena le contrazioni tetaniche che possono essere dolorosissime; da noi non avrebbe contratto il male perché sarebbe stato vaccinato o comunque avrebbe ricevuto immediatamente le cure adeguate. (…)
Maria Mazzitelli
Gianna
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GRETA Quaderno dell’8 Marzo #2
(…) Che bella la famiglia mia! Ora dividevo il mio tempo tra i miei figli e la cura dei figli degli altri. Vivevo circondata di bambini che amavo e che mi amavano. E mio marito sempre affettuoso e comprensivo. Ero la pediatra Gianna Beretta Molla. In chiesa si andava tutta la famiglia, e alla Madonnina affidavo i miei figli perché li guardasse in ogni momento e li facesse crescere sotto l’ombra amorevole del suo mantello azzurro. Nel 1961 si presentò un’altra gravidanza. Un altro dono del Signore, perché i figli sono doni suoi ed io e Pietro l’accettammo con cuore. Ma a due mesi dalla gravidanza, mi venne diagnosticato un fibroma all’utero. Un tumore benigno che bisognava asportare. Mi dicevano che bisognava interrompere la gravidanza per il mio bene, per la mia stessa vita. Interrompere la gravidanza? Uccidere il mio bambino? (…)
Vittoria Saccá