Magia della maternitá
“La maternità non è la paternità. Nella maternità la donna abbandona il proprio corpo al bambino. E i bambini le stanno sopra come su una collina, come in un giardino, la mangiano, la picchiano, ci dormono sopra e lei si lascia divorare e qualche volta dorme mentre loro le stanno addosso. Niente di simile avverrà mai nella paternità.”
MARGUERITE DURAS
Non siamo solo carne!
A dirlo é la pianista georgiana Khatia Buniatishvili. Lei che tiene concerti da quand’era una bimba di sei anni ha imparato a scivolare indenne su battute, sguardi, apprezzamenti …di basso profilo.
” Le musiciste quando sono sul palco devono fare cento volte meglio di un uomo per non essere criticate” dice Khatia e aggiunge riferendosi ai suoi detrattori che ritengono che la sua bellezza metta in ombra il suo talento:” Sexist! Questo é sessismo. Se esistono persone che non sanno andare oltre l’apparenza è un problema loro. Ritengo offensivo che si possa considerare me o qualsiasi altra donna solo come un pezzo di carne. É come tornare indietro a prima del femminismo”
Gli Incontri di Primavere di sos KORAI: il Manifesto!
Eccola la locandina di questa nostra ulteriore azione formativa che ci offre il piacere di discutere con gli Studenti dell’Istituto Superiore di Tropea di tematiche inerenti la normativa sulla Parità di Cittadinanza tra Donne e Uomini.
Per ora vi presento il Logo che abbiamo scelto… dal nome assai intrigante, Trazione Anteriore.
Ketty (Gaetana) La Rocca (1938 – 1976) ha saputo parlare delle donne utilizzando la strada dell’ironia. Assieme al Gruppo 70 tra il 1964 e il 1965 realizza delle poesie visive. Prende immagini e parole dai giornali della sua contemporaneità e li trasforma in un gioco ironico su come vengono viste le donne. In pratica mostra ciò che “dicono di lei” sui giornali e ci strappa un amaro sorriso per riflettere. Vi propongo il lavoro dal titolo “Trazione anteriore” .
Il formato del lavoro è della stessa grandezza di un poster pubblicitario. La bravura sta nel saper utilizzare questa forma di comunicazione per scardinarne il significato. In pratica La Rocca usa immagini e parole tipiche della pubblicità per farci riflettere sulla pubblicità stessa.
In alto una scritta “TRAZIONE ANTERIORE” in stampatello, mezzo della comunicazione per imporre un contenuto: è il titolo di questa poesia visiva.
Su uno sfondo scuro l’immagine che ci viene proposta è quella di una donna colta nella sua bellezza da copertina patinata con a fianco una seconda scritta in stampatello che si impone “sono felice”, siamo sicuri che sia felice? O è solo una immagine “di facciata”?
C’è poi una scritta più piccola, quasi in secondo piano (l’utilizzo delle lettere a carattere più piccolo e non in stampatello indica un minore peso dal punto di vista visivo, nelle pubblicità sono quelle parole che ci devono essere per legge, ma che nessuno vorrebbe che leggeste, ad esempio: nuoce gravemente alla salute) che però possiede il concetto sostanziale della poesia ovvero: “dopo i piatti, dopo il bucato, dopo i lavori domestici…”. Dopo tutto questo lavoro la donna si dichiara felice. Come fa? Perché è a “trazione anteriore” ovvero ha una marcia in più che le permette di fare tutto questo e di sorridere, nonostante l’immagine di perfezione che le viene proposta.
La trazione anteriore è il dispositivo che permette il movimento delle automobili, tipico oggetto di stereotipo maschile, che però come dispositivo, secondo questa poesia visiva è in dotazione alle donne.
In questo lavoro una donna è molto di più di ciò che le immagini pubblicitarie dicono di lei.
Facciamolo insieme
A volte noi madri siamo così condizionate dal dover essere tutto e dal dover fare tutto che ci rendiamo corresponsabili della svalutazione del ruolo dei padri.
Condividiamo equamente le cure del bimbo. Cosa voglia dire equamente dipende da entrambi e bisogna tener conto delle esigenze di ognuno. Non c’é bisogno di interpretarlo alla lettera come un cinquanta-cinquanta o di stilare un registro delle incombenze ma se c’è equità e collaborazione vera ce ne accorgiamo subito perché ci sentiamo serene e appagate.
E per favore non ragioniamo in termini di aiuto. Prendendosi cura dei propori figli fanno quello che é giusto fare. Loro non meritano alcuna gratitudine o lode speciale e neanche noi: abbiamo fatto la scelta di mettere al mondo un figlio e la responsabilità ricade su entrambi.
Liberamente tratto da Cara Ijeawele di Chimamanda Ngozi Adichie
Trazione Anteriore
E sotto il segno di Trazione Anteriore il nostro slogan
DONNA HAI UNA MARCIA IN PIÙ!
Donna hai “una marcia in più”!
Incontri di Primavera di sos KORAI Onlus con gli Studenti dell’Istituto Superiore di Tropea.
Ecco il Programma!
-Non svelo il nome del mio assassino, altrimenti vi ricordereste solo di lui e non di me”
Avv.ssa Giovanna Fronte
-“Orfani Speciali: le vittime invisibili del Femminicidio”
Giudice Onorario Luigia Barone
_”Donne Manager: dalla cura della famiglia a ruoli di prestigio, il successo delle donne del 2000.”
Dottor Francesco Pontoriero
-Il soffitto di cristallo: più precarie e meno pagate…eppure brave”
Dottor DomenicoTomaselli
Siamo lieti di parteciparvi l’evento
Beatrice Lento Presidente di sos KORAI
Nicolantonio Cutuli
Dirigente dell’Istituto Superiore di Tropea
Tropea Aprile 2018
Non ti scusare perché lavori
Tu ami ciò che fai e amare ciò che si fa è un grande dono da offrire ai propri figli…
In queste prime settimane da neomamma sii gentile con te stessa. Chiedi aiuto. Pretendi aiuto. Non esistono le superdonne…
Concediti spazio per gli errori. Una neomamma non deve sapere necessariamente come si calma un bimbo che strilla.
La nostra cultura celebra l’idea di una donna che riesce a far tutto da sé ma non mette in discussione l’assunto di questo merito…Faccende domestiche e assistenza dovrebbero prescindere dal genere e ciò che dovremmo chiederci non é se la donna sia o non sia in grado di fare tutto da sé ma piuttosto come dare supporto ai genitori nel loro duplice ruolo sul lavoro e a casa.
Cara Ijeawele
Arte e Parità di Genere: Libertà è partecipazione
Chi si illude che il problema della parità fra uomo e donna risalga a epoche antidiluviane e sia da archiviare fra quelli oramai risolti, non guardi solo la cronaca quotidiana dei femminicidi, consulti anche i cataloghi dei musei di arte contemporanea e si convinca: è ancora lungo il cammino che condurrà a una partecipazione paritaria al mondo dell’arte. E più che mai libertà è partecipazione, come dice Gaber nella famosa canzone, adottata da cittàdelledonne come inno.
Figlio e politica
La deputata del distretto di Tokyo, Takako Suzuky, ha avuto una bambina e da allora é stata assalita da domande del tipo:” Perché continuare la politica con una bambina da crescere?” ” Non sente la necessità di stare a casa con sua figlia?”
In effetti anche se il Giappone é la terza economia del mondo sul ruolo pubblico della donna la strada da percorrere è ancora lunghissima.
” Quando sento i commenti negativi verso di me” dice Takako “ce la metto tutta per far capire che mia figlia sta bene e ce la caviamo alla grande. Devo farlo altrimenti anche le neomamme che seguiranno le mie orme dovranno fare i conti con la diffidenza e l’arretratezza della societá”
Hiroko Miyashita, presidente della rete per la prevenzione del mobbing da maternità, ha dichiarato :” Se una donna rimane incinta in Giappone é considerata quasi come un bene danneggiato. Non è più ritenuta produttiva nel lavoro come può essere una donna senza figli”.
Giappone per te la strada verso la civiltá é lunga, é molto lunga!
Donne amare
Donne amare, scorre latte
sotto questa poesia
ciò che fu seminato col sangue
darà un raccolto di miele.
Erica Jong
Cancellata in Giordania
E mentre in Afghanistan si combatte anche solo per potersi sentire chiamare con il proprio nome, in Giordania dopo più di mezzo secolo è stata cancellata la norma salva stupratori che consentiva all’uomo di evitare il carcere sposando la sua vittima. L’abrogazione dell’articolo 308 è avvenuta all’interno di una riforma generale del codice penale che ha visto anche l’eliminazione del delitto d’onore. Anche nel caso della Giordania la strada da fare è però ancora tanta. Nonostante un orientamento politico pro-occidentale e la presenza di e’lite urbane cosmopolite, molte aree del paese rimangono socialmente conservatrici, legate al concetto dell’onore familiare. Secondo questo principio, la convinzione è che avere una vittima di stupro in famiglia sia vergognoso e che tale «vergogna» possa essere estinta solo attraverso il matrimonio.