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Mogli di… madri di…

Non c’è il loro nome sugli inviti ai matrimoni. E non c’è nemmeno sulla loro tomba. Piuttosto sono “madri di”, “mogli di”, “figlie di”. Chiamare le donne in pubblico con il loro nome è considerato disdicevole e perfino in un insulto. Accade in Afghanistan dove, come sottolinea un report di Thomson-Reuters ripreso dalla Bbc, una legge impedisce che sui certificati di nascita dei figli venga indicato il nominativo della madre.

Volto, nome, voce e identità

Un gruppo di attiviste locali ha deciso di battersi contro questa norma e contro usanze discriminatorie e vessatorie al pari dell’uso del burqa. Il risultato è un hashtag, #WhereIsMyName, che, dopo essere partito dalla provincia occidentale di Herat, ora sta facendo il giro del mondo con oltre mille . Safiqeh Mohseni, una delle donne che ha lanciato l’idea, ha spiegato che l’obiettivo «è rompere un tabù e riportare il nome e l’identità delle donne al primo posto». «L’unico modo per spezzare il silenzio sulla condizione delle donne è proprio dare loro voce a partire dal nome», le ha fatto eco una collega. Basta dunque definirle mamme di qualcuno, mogli di qualcun altro o sorelle di. A supportare la campagna anche una star locale della musica, Farhad Darya, che ha condiviso una sua foto su Facebook in compagnia della moglie Sultana. E se l’artista ha raccontato di aver avuto problemi in passato per aver chiamato in pubblico la compagna con il suo nome, i commenti al suo post sono stati quasi tutti positivi. Non mancano però gli attacchi delle frange più conservatrici del Paese, anche tra i giovani. «Il nome di mia madre, mia sorella e mia moglie è sacro, come sacro è il loro velo, simbolo del loro onore», ha scritto sulla sua pagina Facebook Modaser Islami, leader di un’organizzazione giovanile. «In Afghanistan secondo le logiche tribali, il corpo di una donna appartiene a un uomo. E con esso anche il volto e il nome che lo identifica», ha spiegato al New York Times Hassan Rizayee, sociologo afghano.

Beatrice Lento

Oggi spose

Tomaso Binga (1977) indossa gli abiti da sposa e gioca sul l’espressione “oggi sposi”, generalmente usata per partecipare le nozze, trasformandola in “ oggi spose” per sottolineare il maschilismo insito nel linguaggio corrente.

Beatrice Lento

Sara è incinta

Paola Mattioli riflette sul corpo femminile… nella serie Sara è incinta(1977) si sofferma sulla maternità e il naturale incontro tra amiche che si confrontano sul cambiamento del corpo femminile durante la gravidanza.

Beatrice Lento

Violeta Bubelyte

Violeta Bubelyte riflette sulla propria immagine, si confronta con sè stessa, con il proprio corpo che si presenta alla macchina fotografica in maniera indistinta e, così facendo, vuole sottolineare la difficoltà ad essere incasellata in maniera univoca… al Magma

Beatrice Lento

Che forza!

Che capacitá di resistere!

Omaggio a queste quattro formidabili combattenti che con la loro caparbietá e tenacia hanno attraversato tre secoli
Le super donne sono: Emma Morano, Jeralean Tallery, Susannah Mushatt Jones e Gertrude Weaver tutte a quota 115… Nella loro vita ne hanno visto di tutti i colori, due di loro hanno anche assaporato la ferita grandissima della perdita di un figlio ma hanno resistito.

Beatrice Lento

L’alfa e l’omega

Untitied ( 2007) di Marija Teresé Rozanskaité offre una donna rannicchiata ai cui lati sono presenti l’alfa e l’omega che rappresentano l’inizio e la fine: nell’evolversi dell’esistenza al centro c’è la Donna come forza rigeneratrice che dona vita.

Beatrice Lento

Donna porta la Pasqua!

Buona Pasqua Amici Fb e grazie ad Assunta Mollo che ha donato al mio augurio una delle sue meravigliose donne.

Donna non piangere!

Vá dai miei fratelli e dì loro che salgo al Padre mio e al Padre vostro.

E ora che risorgo i colori della tua armonia sostengano la rinascita!

L’azzurro della libertà.

Il verde della speranza.

Il bianco della purezza.

Il rosso dell’amore

Il nero della passione.

il marrone della fede.

Vá Donna: Madre, Sorella, Figlia, Sposa, Amica, Compagna…

Và Donna e porta nel mondo la mia, la nostra Pasqua!

Beatrice Lento

Il Manifesto della donna futurista

Nel 1912, in risposta al Manifesto Futurista di Tommaso Marinetti che all’articolo 9 proclama il disprezzo per le donne, Valentine de Saint Point risponde pubblicando un volantino che viene stampato allo stesso tempo a Parigi e a Milano il 25 marzo su cui scrive “Il manifesto della donna futurista” di cui ne darà una prima lettura a Bruxelles presso la Sala Giroux e poi anche nella Sala Gaveau a Parigi sempre nel giugno del 1912[12].
In questo manifesto, Valentine de Saint Point sostiene che l’umanità è fatta non da maschi o femminine ma da mascolinità e femminilità che sono dei tratti appartenenti ad ogni essere completo[13]. “Le donne sono le Erinni, le Amazzoni; le Semiriadi, le Giovanne d’Arco, le Jeanne Hachette, le Giuditte e le Carlotte Corday; le Cleopatre e le Messaline; le guerriere che combattono con più ferocia dei maschi, le amanti che incitano, le distruttrici che, spezzando i più deboli, agevolano la selezione attraverso l’orgoglio e la disperazione, la disperazione che dà al cuore tutto il suo rendimento”[14]. Le donne devono tornare libere e riappropriarsi dei loro istinti. Ed è la lussuria la spinta che ci vuole perché fonte di energia, è una forza che annienta i più deboli ma rinvigorisce i più forti[15].
Dopo questo manifesto lo stesso Marinetti, la inviterà a far parte della direzione del movimento futurista in qualità di rappresentante di “azione femminile”.

Beatrice Lento

Resilienza è Donna

Un filo rosso, rosso come il sangue unisce queste donne: la guerra.

Nick Danziger le ha fotografate nel 2001, sono madri, figlie, sorelle, mogli, nonne…che hanno avuto la capacitá di sopravvivere…perché resilienza é Donna!

Beatrice Lento

Non morire per amore!

Accosto provocatoriamente l’opera Don’t Die for Love( 2010) di Laisvydé Šalčiūtè, ammirata ieri alla Mostra Magma, alla Deposizione di Cristo di Botero credendo di interpretare esattamente l’intento dell’artista e mi appello a tutte noi dicendo, in questo Santo Venerdì:” Donna non morire per amore, Lui si…ma tu…non salveresti nessuno!”

Beatrice Lento