Archivio degli autori

Ajddigue

Sono le noci di Argan da cui si estrae il prezioso olio usato in cosmesi per le sue proprietá idratanti e ringiovanenti. A curarne la raccolta e la spremitura, nel sud ovest del Marocco, cooperative femminili tra cui Ajddigue che impiega attualmente 30 ragazze ed esporta in tutto il mondo.

I proventi della vendita vengono impiegati per mantenere i laboratori di lavorazione, per organizzare corsi di alfabetizzazione per le operaie e per consentire alle giovani donne di dotare le proprie case di elettricità e acqua. Purtroppo non mancano i profittatori che si fanno passare per cooperative femminili per avere contributi statali e falsificano il prodotto tagliandolo con olio di girasole. Ecco perché oggi il vero olio di Argan é certificato da Fair Trade, da Ecocert e dal marchio IGP.

Beatrice Lento

L’agricoltura è donna

Il 70% della produzione é frutto del lavoro femminile e la presidente dell’Organizzazione mondiale degli agricoltori é Evelyn Nguleka, una laurea in veterinaria, moglie e mamma…la sua é una storia di grande forza di volontà, di passione e di impegno.

Tra dieci anni, secondo Evelyn, occorrerà più tecnologia e più idee per migliorare la qualità del cibo e salvaguardare l’ambiente.

In Zambia possiede 12mila galline ovaiole, é sindacalista e in molti credono nel suo futuro da leader.

Beatrice Lento

La brutta storia si ripete 

Purtroppo si ripete quando proprio noi donne ci scagliamo contro le vittime di molestie sessuali schierandoci dalla parte degli uomini.

Le streghe annientate  sul Golgota con ai piedi noi donne :” Crocifiggi, crocifiggi!”

Dobbiamo sensibilizzare le coscienze degli uomini?

No, non prima di aver sensibilizzato le nostre!

Beatrice Lento

Viva Sandrine!

É lei, Sandrine Rousseau, ex portavoce del partito ecologista francese, lo tsunami che, fondando l’associazione Parler, ha dato vita ad un movimento capace di rivoluzionare la Francia inducendo Macron a diventare femminista.

Corsi di formazione per gli studenti, innalzamento della soglia di prescrizione dei delitti sessuali, arginamento della pornografia, creazione di centri ospedalieri dedicati alle vittime di violenza.

A Sandrine, che denunciò le molestie del potente Denise Baupin,  rimane un cruccio: non essere ancora riuscita a coinvolgere le grandi imprese.

Auguri Sandrine, ce la farai!

Beatrice Lento

Antigone ad Ismene

Io non ti prego; né se ancor tu l’opera

partecipar volessi, io di buon grado

t’accetterei: sii tu quale esser brami.

Sepolcro io gli darò; bella, se l’opera

avrò compiuta, mi parrà la morte.

E cara giacerò presso a lui caro,

d’un pio misfatto rea: poiché piacere

piú lungo tempo a quelli di laggiú

debbo, che a quelli che qui sono. Là

giacer debbo in eterno. E tu, se credi,

disprezza pure ciò che i Numi pregiano.

Beatrice Lento

Minerva Maria Patrizia

Il 25 novembre 1960 le sorelle Minerva, Maria e Patria Mirabal, ferventi oppositrici del regime dominicano, venivano assassinate dalla polizia segreta per volere del dittatore Rafael Trujillo. È in loro memoria che nel 1999 l’ONU ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Beatrice Lento

India ed emancipazione femminile

FIRENZE – Viaggio in India Sessualità, integrazione, emancipazione delle donne sono i temi di River to River, il festival dedicato al cinema indiano. Che presenta, tra gli altri, Newton di Amit Masurkar sulla corruzione dilagante nel Paese e Earth, girato nel 1998 da Deepa Mehta, ambientato nel 1947, anno dell’indipendenza dell’India.

Info: Firenze, Cinema La compagnia e altre sedi, dal 7 al 12 dicembre.

rivertoriver.it

Beatrice Lento

Bonnie Chiu contro l’emarginazione delle donne

MILANO – 17 volti per un futuro sostenibileUn futuro sostenibile, attento all’ambiente, capace di tendere una mano. Il Calendario Lavazza 2018, firmato dal fotografo Platon, pone una domanda: 2030. WhatAre YouDoing? Rispondono 17 personaggi che su diversi fronti si impegnano per un domani migliore: uno per ciascuno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sottoscritti dalle Nazioni Unite nel 2015 (sopra, Bonnie Chiu, in prima fila contro l’emarginazione delle donne). Gli scatti saranno presto in mostra a Milano in piazza San Fedele (lavazza.it).

Beatrice Lento

Il cuore dei bimbi nelle sue mani

Si chiama Win Win Kyaw ed é l’unica cardiochirurga pediatrica dell’ex Birmania. La sua scommessa é rendere lo Yankin Children Hospital di Yangon l’eccellenza dello Stato.

Le cardiochirurghe sono rare in tutto il mondo perché é difficile conciliare questa professione con le incombenze familiari tradizionalmente demandate al genere femminile.

” Io ci sono riuscita” dice Win Win” perché sono stata  sostenuta da mio marito e dalla mia famiglia d’origine che, praticamente, hanno cresciuto i miei due figli. Spesso mi sono sentita in colpa ma loro non mi hanno mai rimproverato.”

” Com’é la condizione della donna in Myanmar?”

” Non ci sono discriminazioni, se nasce una bambina i genitori sono felici, le ragazze hanno risultati migliori a scuola, alla facoltà di medicina rappresentano il 60% degli iscritti e non più del 20% rinuncia alla carriera per dedicarsi esclusivamente alla famiglia.”

” Cosa ne pensa della scelta della consigliera di Stato e premio Nobel Aung San Suu Kyi di non prendere posizione sulla tragedia dei Rohingya?”

” Lei si occupa di educazione, del sistema sanitario, non di sicurezza, per noi è un modello,faccio un esempio: prima le giovani desideravano vestire all’occidentale  adesso indossano il longyi tradizionale, proprio come lei.”

Beatrice Lento

Eva Immediato e le sue bambole

Se le bambole potessero parlare raconta una storia ambientata non in un’architettura definita dall’inizio, piuttosto in un percorso obbligato e fatale che non dà scampo a una prostituta di nome Eva, e che ha esito nella costruzione in scena di un patibolo-golgota a opera del protettore-aguzzino della donna. Nell’irreparabile sacrificio finale, con deposizione dei protagonisti in un cassonetto per la spazzatura in funzione di sepolcro, i confini tra vittima (la prostituta) e carnefice (il protettore) tendono ad annullarsi: l’oppresso, abbrutito dalle violenze, tradisce pulsioni autolesionistiche e una potenziale ferocia; l’oppressore finisce invece per mostrare pieghe di fragilità e l’orrore della solitudine, che lo spinge, rimasto privo del bersaglio dei supplizi, a cercare un destino analogo a quello di chi ha subito il martirio.

La storia di Eva è ellittica, incentrandosi esclusivamente sulla giovinezza ricca di voglie e aspettative, e sulla morte cruenta, quasi inesorabile conseguenza del forte sentire. Tra questi due atti, il primo fondato soprattutto sulla parola, il secondo sull’azione, cade un intermezzo in forma di monologo in cui la prostituta-messia si carica del destino di tutte le donne (e in generale dell’umanità fragile e dolente).

Beatrice Lento