Ave Maria
Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi MADRI per sempre
nella stagione che stagioni non sente.
La Trobadora
Alessandra Sanguinetti, la ‘trobadora’, racconta storie di persone reali trasportate in una dimensione di sogno…come solo una donna sa fare.
Il Santo Scolaro
Sull’altare della Parrocchia di Barbiana c ‘è un santo asceso a quella eccezionale location attraverso un percorso eccentrico ma apprezzabilissimo perchè segnato dal servizio autentico , il suo nome è …SCOLARO. Entrando nella chiesetta il mosaico a vetro che lo raffigura ti abbaglia con la sua intensa luminosità.
In un percorso inverso di restituzione, una piccola scuola di paese: la nostra, ha voluto offrire a Don Milani un altare laico fatto di gratitudine ed eretto con ammirazione e fede nella grandezza di un Maestro Sacerdote che ha amato i suoi studenti più di Dio. Un grazie speciale ai nostri splendidi studenti “I Magnifici Ragazzi di Tropea “, all’amico Edoardo Martinelli che, da allievo del Priore, ne conserva la luce e ai Prof con cui facciamo squadra in una splendida avventura educativa .
Concluso il triduo e la festa del nostro santo MAESTRO, nel 60esimo del suo arrivo a Barbiana, la mente fa un salto indietro nel tempo riportandomi l’ immagine di mio padre con la Lettera a una professoressa nelle mani e la sua raccomandazione :” Dalla parte degli ultimi ricordalo sempre.
Alle fucilate!
Don Lorenzo, se qui vicino venisse un altro prete e i ragazzi andassero da lui invece che venire qui, cosa farebbe lei ?…Farei a fucilate !…E se fosse più bravo di lei?…Farei alle fucilate ! I ragazzi sono i miei !…Ma se fosse capace di fare il bene dei ragazzi meglio di lei ?…Sono i miei ragazzi, Adele, farei a fucilate! (Dialogo tra Don Lorenzo e Adele Corradi )
Angelica: Suora Femminista!
Una delle Donne importanti della mia vita é stata Suor Luisa Angelica, la zia suora…anche per me nipote acquisita.
Ricordo l’emozione del primo incontro…temevo il suo giudizio…cosa poteva pensare una suora di una ragazza di 16 anni col pancione?
Appena la vidi ogni timore si dissolse ed il suo volto, illuminato da un sorriso radioso, spalancò le porte del mio cuore ad un’ammirazione sconfinata che ben presto si sarebbe tramutata in un amore altrettanto libero da limiti.
La zia Suora era una creatura forte e lungimirante, emancipata e per certi versi trasgressiva… fino all’ultimo istante della sua lunga vita.
Fin da giovanissima, Madre Superiore, aveva rivoluzionato i Conventi da lei governati ed il suo dinamismo operoso l’aveva accostata a persone straordinarie tanto da divenire Santi.
Mi stimava molto Zia Angelina e spesso, negli ultimi tempi, voleva confrontarsi con me su tematiche di intensa spiritualità, nonostante le mie remore e proteste nella consapevolezza della mia assoluta incompetenza.
Affezionatissima a me, per quel feeling irresistibile che nasce dalle affinità spirituali, mi ha lasciato in eredità un immenso patrimonio valoriale che mi piace riassumere in una sua profonda dichiarazione:”A quelli che non ho saputo amare chiedo perdono e prego di dimenticare se non ho fatto loro del bene”.
Ciao Suor Luisa Angelica, il tuo posto vuoto alla tavola delle feste conserverà per sempre il tuo profumo!
Antigone ad Ismene
Io non ti prego; né se ancor tu l’opera
partecipar volessi, io di buon grado
t’accetterei: sii tu quale esser brami.
Sepolcro io gli darò; bella, se l’opera
avrò compiuta, mi parrà la morte.
E cara giacerò presso a lui caro,
d’un pio misfatto rea: poiché piacere
piú lungo tempo a quelli di laggiú
debbo, che a quelli che qui sono. Là
giacer debbo in eterno. E tu, se credi,
disprezza pure ciò che i Numi pregiano.
Minerva Maria Patrizia
Il 25 novembre 1960 le sorelle Minerva, Maria e Patria Mirabal, ferventi oppositrici del regime dominicano, venivano assassinate dalla polizia segreta per volere del dittatore Rafael Trujillo. È in loro memoria che nel 1999 l’ONU ha istituito la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
India ed emancipazione femminile
FIRENZE – Viaggio in India Sessualità, integrazione, emancipazione delle donne sono i temi di River to River, il festival dedicato al cinema indiano. Che presenta, tra gli altri, Newton di Amit Masurkar sulla corruzione dilagante nel Paese e Earth, girato nel 1998 da Deepa Mehta, ambientato nel 1947, anno dell’indipendenza dell’India.
Info: Firenze, Cinema La compagnia e altre sedi, dal 7 al 12 dicembre.
rivertoriver.it
Bonnie Chiu contro l’emarginazione delle donne
MILANO – 17 volti per un futuro sostenibileUn futuro sostenibile, attento all’ambiente, capace di tendere una mano. Il Calendario Lavazza 2018, firmato dal fotografo Platon, pone una domanda: 2030. WhatAre YouDoing? Rispondono 17 personaggi che su diversi fronti si impegnano per un domani migliore: uno per ciascuno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sottoscritti dalle Nazioni Unite nel 2015 (sopra, Bonnie Chiu, in prima fila contro l’emarginazione delle donne). Gli scatti saranno presto in mostra a Milano in piazza San Fedele (lavazza.it).
Eva Immediato e le sue bambole
Se le bambole potessero parlare raconta una storia ambientata non in un’architettura definita dall’inizio, piuttosto in un percorso obbligato e fatale che non dà scampo a una prostituta di nome Eva, e che ha esito nella costruzione in scena di un patibolo-golgota a opera del protettore-aguzzino della donna. Nell’irreparabile sacrificio finale, con deposizione dei protagonisti in un cassonetto per la spazzatura in funzione di sepolcro, i confini tra vittima (la prostituta) e carnefice (il protettore) tendono ad annullarsi: l’oppresso, abbrutito dalle violenze, tradisce pulsioni autolesionistiche e una potenziale ferocia; l’oppressore finisce invece per mostrare pieghe di fragilità e l’orrore della solitudine, che lo spinge, rimasto privo del bersaglio dei supplizi, a cercare un destino analogo a quello di chi ha subito il martirio.
La storia di Eva è ellittica, incentrandosi esclusivamente sulla giovinezza ricca di voglie e aspettative, e sulla morte cruenta, quasi inesorabile conseguenza del forte sentire. Tra questi due atti, il primo fondato soprattutto sulla parola, il secondo sull’azione, cade un intermezzo in forma di monologo in cui la prostituta-messia si carica del destino di tutte le donne (e in generale dell’umanità fragile e dolente).