Archivio mensile 22nd Febbraio 2018

Grazia e u friddu

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

Distillando Essenze di Umanità

sosKORAI&CAFFO

…Ero materiale di scarto, donna, meridionale, sola e piegata fisicamente e socialmente al potere del più forte, ossia di chiunque. E cu potti pistò. Pistò u capurali, quando cominciò a fare complimenti pesanti e poi…

Ivana Mamone

Donne

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo n.1

Distillando Essenze di Umanitá

sosKORAI&CAFFO

” Mi tornano in mente i rumori di quelle albe fredde che sorgevano nel mio paese…

Era ancora buio pesto, ma la curiosità dei bambini non conosce ostacoli.

Aggrottavo la fronte e bucavo il buio con lo sguardo dei miei occhi innocenti.

Nel buio si muovevano ombre.

Donne.”

Vittoria Saccà

Ph Mario Greco

Maria Teresa Cucinotta

É il prefetto di Caltanisetta, la città che detiene un inquietante primato negativo: più della metá degli uomini processati per violenze sulle donne viene assolta.

Per contrastare la violenza di genere Lei punta sulla “cultura della denuncia” ed apre nelle centrali dei Carabinieri di Caltanisetta, Gela e Niscemi delle sale arredate in modo confortevole, caldo e accogliente  per favorire il dialogo e l’esternazione. 

Lo stesso accorgimento accade in ospedale e l’ambiente psicologicamente rassicurante viene dedicato alle vittime .

” Stiamo mettendo in moto un percorso per non far sentire sola la donna che denuncia . Questa è la prioritá.”

Giù la maschera!

Cos’é un manipolatore narcisista?

Spesso ha un doppio volto, uno per l’esterno e l’altro per le mura domestiche.

La sua capacità mistificatoria é così grande da riuscire a mettere la vittima sul banco degli accusati.

Questo tipo di violenza può essere devastante sul partner che la subisce. Il manipolatore, spesso, indossa la maschera anche coi figli riuscendo a farli schierare dalla sua parte.

A volte neppure la separazione pone fine alla persecuzione…help: occorre aiuto psicologico!

Femminismo e Islam al Galatea Campus

Oggi al Liceo Classico di Tropea discussione sul tema tra sos KORAI e gli Studenti.

Una femminista può vivere bene l’Islam se non lo pratica in modo sterile e non contestualizza Sunna e Corano.

Il femminismo ha il merito di evidenziare la dinamicità della fede.

Purtroppo molti musulmani interpretano il femminismo islamico come un pericolo, una blasfemia, anche perché a praticarlo sono le donne.

Sono molto più portati ad accettare posizioni progressiste sulle donne che vengono proposte dagli Imam … perché uomini.

sos KORAI al Galatea Campus del Liceo Scientifico di Tropea

Il Mediterraneo è diventato l’emblema di speranze calpestate, di scontri tra culture, di morte e disperazione… si spera in un piano di rilancio.

C’è bisogno di orientamento alla relazione, all’ascolto, al coinvolgimento, fattori che spesso vengono considerati tratti femminili di debolezza ma che oggi, nel contesto di tensioni e conflitti in cui ci muoviamo, possono essere la chiave per favorire processi di cambiamento democratico.

La capacità di noi Donne di adoprarsi per risolvere i problemi, per costruire consenso, per coinvolgere … puó risultare decisiva per costruire percorsi di evoluzione sociale.

E se è vero che i diritti delle donne sono il barometro della democrazia occorre lottare insieme per la piena Cittadinanza di Genere perché il nostro rimanere ai margini non è una sconfitta nostra ma è sconfitta di tutti.

Angela

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo Distillando Essenze di Umanitá

SosKORAI&CAFFO

Prima di morire mi chiese di leggere le sue poesie e mi confessò degli abusi sessuali che aveva subito dal padre e di cui, lo giuro, ero assolutamente all’oscuro.

A cura di Luigia Barone

Le Raccoglitrici

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

sosKORAI&CAFFO Distillando Essenze di Umanità

…La mia personalità è stata tutta formata e connotata dal sentore della salsedine, dalla brezza che penetra la pelle poro per poro e ti resta anche se sali in montagna o abiti in città.

Da quelle donne calabresi fiere e riservate, con i volti come le sculture delle polene, dagli sguardi segreti per le storie private e per i giuramenti eterni, la dote grave ma solenne che spero di passare alle mie nipoti.

Luigia Lupidi Panarello

Distillando Essenze Di Umanità

Distillando Essenze Di Umanità

sosKORAI& CAFFO

L’8 Marzo celebreremo così la Giornata Internazionale della Donna: vieni anche tu e prendi AGÁPE, il nostro primo Quaderno dell’8 Marzo, che raccoglie storie di Donne legate alla Calabria, scritte e illustrate da noi Soci di sos KORAI. Grazie al Presidente Pippo Caffo, partner del Quaderno e alla Madrina Delfina Barbieri

Campagna di sensibilizzazione per la Parità di Genere

Ada Lovelace

Augusta Ada Byron, meglio nota come Ada Lovelace[1]
(Londra, 10 dicembre 1815 – Londra, 27 novembre 1852), è stata una matematica inglese, nota soprattutto per il suo lavoro alla macchina analitica ideata da Charles Babbage. Tra i suoi appunti sulla macchina di Babbage si rintraccia anche un algoritmo per generare i numeri di Bernoulli, considerato come il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato da una macchina, tanto che Ada Lovelace è spesso ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo.[2]
Ada fu la sola figlia legittima del poeta Lord Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke. Non conobbe il padre, che lasciò la famiglia quando lei non aveva ancora un anno di vita. Fin da giovane s’interessò alle scienze matematiche, e in particolare al lavoro di Babbage sulla macchina analitica. Anche se la macchina di Babbage non fu mai costruita, gli studi della Lovelace sono importanti per la storia del computer. Ada Lovelace aveva previsto anche la capacità dei computer di andare al di là del mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzavano soltanto su questa capacità.[3][4]
Il linguaggio di programmazione Ada, il cui sviluppo è stato finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è così chiamato in suo onore.