Archivio annuale 28th Febbraio 2018

La faccetta nera

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

Distillando Essenze Di Umanità

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…Non divenne famosa Isabella. Fu solo popolare. “ Aspetta e spera che già l’ora s’avvicina”…una bellezza del sud … per non starsi a lambiccare fino a dove scende il sud…

Carla Piro

Carmela Vircillo Franklin

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

Distillando Essenze di Umanitá

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…Ma soprattutto, l’ennesima testimonianza di persone caparbie, ingegnose e meritevoli che per necessitá e possibilità devono spostarsi altrove.

Oggi Carmela Vircillo Franklin guarda la sua Calabria ancora con tanto affetto, appena é possibile vi torna volentieri…

Angelo Stumpo

Tropeane: le artiste del filo

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

Distillando Essenze di Umanitá

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…Erano famose le ricamatrici di Tropea e ognuna di loro era circondata da tante apprendiste desiderose di emularle. Altrettanto note erano le artigiane del tombolo, le tessitrici e le sarte…

Bravissima con l’ago e il filo era una cara amica di famiglia dal nome profumato: Rosa…

Beatrice Lento

Una piccola storia: Amalia Bruni Socia d’onore

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Nicastro, Girifalco, Serrastretta, le prime tappe della ricerca

La neurologa, di origini girifalcesi («per via di mia madre che era figlia del medico condotto di Girifalco») è la direttrice del centro regionale di Neurogenetica di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, riconosciuto a livello internazionale come presidio d’eccellenza per lo studio delle demenze degenerative, che ha contribuito all’isolamento di uno dei geni responsabili della patologia (PS1). I suoi studi sull’Alzheimer si sono combinati con quelli dei mostri sacri della neurologia mondiale come Robert Feldman, Jean François Foncin, Ron Polinsky, Luigi Amaducci.  Ma Cecilia Amalia Bruni ha avuto un vantaggio in più: poter valutare descrizioni cliniche, dati e informazioni estrapolati dai documenti dell’archivio dell’ex manicomio psichiatrico di Girifalco. Più di 16mila cartelle cliniche, di cui 6mila digitalizzate con un progetto realizzato  in collaborazione con l’Università della Calabria. In mezzo c’era quella di Angela, morta a 38 anni, originaria  di Nicastro.  Il lungo lavoro fu  quello di ricostruire l’albero genealogico della paziente alla quale nel 1904 fu diagnosticata la malattia di Alzheimer, due anni prima di quella descritta dallo psichiatra e neuropatologo tedesco  da cui la patologia prende il nome. Risalendo ancora  più indietro nel tempo, fino Serrastretta, primi  anni del ‘700.

Marisa La Torre Montalto Ciaccio

#AGAPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo n.1

Distillando Essenze di Umanità

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…L’assassinio di mio padre non era stato sufficiente per chi aveva dato l’ordine di uccidere, a casa nostra le telefonate anonime continuarono minacciando il rapimento della maggiore delle figlie.

Ho viaggiato con la scorta ( che mio padre non aveva voluto) nei mesi che ci separavano alla fine della scuola; a mia madre era rimasta un’unica alternativa …

Intervista a cura di Beatrice Lento col contributo di Rosamaria La Torre

Mariella Mariani Sicari

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo n1

Distillando Essenze di Umanità

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…Le visite regolari e continue della Signora Mariella, soprannominata ‘Mamma”, sono attese con affetto e fiducia: amata perché umile e premurosa, é rispettata da tutti. Quel rispetto che si concede non a chi ha potere, possibilità, stato sociale, ma a chi porge la mano senza riserve ritenendo che non sia mai abbastanza…

Salvatore Rizzo

Maria dice si!

Maria sceglie, non é obbligata, altrimenti sarebbe una farsa, una Donna sceglie di diventare la Madre di Dio…risarcimento, riscatto …grandezza della Donna.

Io ho una figlia femmina

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo

Distillando Essenze di Umanitá

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É bello essere femmina quando sei bambina, tra pizzi e merletti e giochi da femmina: c’é il servizio da thé e le bambole da vestire e pettinare, quelle che devi nutrire e quelle che devi curare, le case di Barbie con mariti e figli al seguito, i ninnoli da incorniciare e i gioielli da creare, la scopa giocattolo e il ferri da stiro…

Viviana Mazzocca

Aleksandra Kollontaj

#AGAPEsosKORAI – Un omaggio ad una grande Donna

In prossimità della giornata dell’8 marzo desidero ricordare e celebrare una delle più importanti personalità politiche, umane e femminili: ALEKSANDRA KOLLONTAJ – La PRIMA DONNA MINISTRO DELLA STORIA.

Aleksandra Michajlovna Kollontaj, nata Domontovič (San Pietroburgo, 31 marzo 1872 – Mosca, 9 marzo 1952), è stata una rivoluzionaria russa di orientamento marxista e femminista, la prima donna nella storia ad aver ricoperto l’incarico di ministro e ad aver figurato, come funzionaria di carriera e come ambasciatrice (Norvegia, Messico e Svezia), nella diplomazia dei grandi paesi europei.

Benché figlia di un nobile latifondista di origini ucraine e avviata verso una vita di agi, lussi e privilegi, sin da giovanissima aderì ai movimenti socialdemocratici per poi aderire al Partito Bolscevico di Lenin.

Nominata Ministro per la Solidarietà Statale da LENIN, durant eil suo mandato (11 novembre 1917-23 febbraio 1918) fu tra le organizzatrici del Primo Congresso delle donne lavoratrici russe dal quale nacque lo Żenotdel, organismo per la promozione della partecipazione delle donne alla vita pubblica, per le iniziative sociali e la lotta all’analfabetismo. Grazie anche alla sua iniziativa, le donne ottennero il diritto di voto e di essere elette, il diritto all’istruzione e a un salario eguale a quello degli uomini. Venne anche introdotto il divorzio e, nel 1920, il diritto all’aborto, abolito nel 1936 da Stalin e reintrodotto dopo la sua morte, nel 1955.

Sempre durante lo stalinismo, si impose con il suo carisma e imperturbabilità durante le grandi purghe che decimarono la vecchia nomenclatura sovietica. Fu ambasciatrice in Svezia (1930-1945) e durante la seconda guerra mondiale, grazie alle sue amicizie influenti nell’aristocrazia svedese, riuscì a salvare molti ebrei e dissidenti politici dalla barbarie nazista.

A cura di Dario Godano

Il testamento di Tita

#AGÁPEsosKORAI Quaderno dell’8 Marzo n.1

Distillando Essenze di Umanitá

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Ero triste, sola, depressa.

La mia vita era tutta lí: il letto dell’ospedale psichiatrico di Polistena dove fui ricoverata due volte, la mia casa vuota, le aule dei tribunali con il mio promesso sposo dietro le sbarre di una gabbia.

Francesca Dicosta